5 milioni per ristrutturare i vigneti: rilancio della qualità o segnale di crisi?
La Regione Lombardia stanzia oltre 5,2 milioni di euro per ristrutturare e riconvertire i vigneti nella campagna 2026-2027. L’obiettivo è rafforzare qualità e competitività puntando su Dop e Igp. Ma nel settore emergono interrogativi su possibili squilibri produttivi e sulla reale necessità della misura, tra timori di sovrapproduzione e strategie di rilancio
Mi scrive, in via del tutto riservata, un big del mondo vitivinicolo bresciano: «Perché la Regione Lombardia ha deciso di stanziare ben cinque milioni di euro per ristrutturare e riconvertire i vigneti?» La notizia giunge con un comunicato stampa, ma certo suscita qualche interrogativo, suggerito sempre dall'amico. «C'è qualche problema di sovrapproduzione, dalla Valtellina all'Oltrepo, fino alla Franciacorta e al lago di Garda? Le Doc e le Docg non si sono forse "allargate'' un po' troppo? Meglio mantenere la qualità più elevata e prezzi abbordabili? Qualche consorzio vitivinicolo ha chiesto, per caso, lo stato di crisi?».
Cinque milioni per i vigneti: cosa prevede il bando regionale
Comunque, dal Pirellone arriva a firma dell'assessore all'agricoltura Alessandro Beduschi il comunicato in cui si annuncia che: «La Regione mette a disposizione oltre 5,2 milioni di euro per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti nella campagna 2026-2027. La misura, finanziata con risorse Feaga (Fondo europeo agricolo di garanzia), sostiene il rinnovamento del patrimonio viticolo regionale e punta a rafforzare la competitività delle imprese, orientando la produzione verso vini a Denominazione di origine protetta (Dop) e Indicazione geografica protetta (Igp), che in Lombardia costituiscono circa il 90% del vino prodotto».

Le domande potranno essere presentate dal 13 febbraio 2026 fino al 14 aprile 2026 attraverso il sistema informativo regionale Sisco. «Con questa misura - dichiara l’assessore - lavoriamo per accompagnare le imprese vitivinicole lombarde in un percorso di rinnovamento strutturale che guarda alla qualità e alla e all’apprezzamento dei nostri vini sul mercato. Investire sui vigneti significa rafforzare le nostre denominazioni e consolidare il legame tra produzione e territorio».
Fondi per Dop e Igp, esclusi i vini da tavola
Possono accedere alla misura le imprese agricole in regola con la normativa sul potenziale viticolo e con le dichiarazioni obbligatorie di settore. Sono ammissibili esclusivamente interventi su vigneti destinati alla produzione di vini Dop e Igp, mentre sono esclusi gli impianti per vini da tavola. La superficie minima varia da 0,50 ettari per le domande singole a 0,10 ettari nei casi di vigneti eroici, storici o oggetto di estirpazione obbligatoria per motivi fitosanitari. Una quota del 5% delle risorse è riservata ai reimpianti per motivi fitosanitari, mentre il 20% è destinato ai vigneti eroici e storici iscritti nell’elenco regionale. Le eventuali economie saranno riassegnate agli interventi ordinari.
Particolare attenzione è riservata ai giovani agricoltori, alle imprese con qualifica di imprenditore agricolo professionale e alle aziende interamente condotte secondo il metodo biologico, che beneficeranno di specifici criteri di priorità nella formazione della graduatoria.«Abbiamo scelto di destinare risorse dedicate ai vigneti eroici e storici - conclude Beduschi - perché custodiscono identità e saperi che rendono unica la viticoltura lombarda. Difendere questi impianti significa presidiare territori fragili e mantenere viva una tradizione che è anche leva di sviluppo economico. Parallelamente premiamo chi investe in professionalità e sostenibilità, per costruire una filiera sempre più solida e capace di affrontare le sfide dei mercati.»


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