Quelle disastrose
grandinate
in Valdadige
Una devastazione. Le violente grandinate con raffiche di vento ad oltre 100 chilometri orari che nei giorni scorsi si sono abbattute su alcune regioni del Nord e della Pianura Padana non hanno risparmiato la Valdadige. Qui la violenza degli eventi meteorologici ha lasciato cicatrici profonde, trasformando in pochi istanti il volto dei vigneti in uno scenario di desolazione, con filari abbattuti, strutture divelte e il lavoro di intere stagioni cancellato dalla forza cieca della natura.
La tentazione iniziale era stata quella di estirpare tutto e di arrendersi
Davanti a questo disastro, la tentazione iniziale era stata quella di estirpare tutto e di arrendersi. Ma c’è chi - Albino Armani in primis che possiede 250 ettrari di vigneto al confine tra il Veneto e il Trentino - davanti alla distruzione ha scelto di non guardare al terreno come a una perdita definitiva, ma come a una promessa ancora da mantenere.
Il coraggio di ricominciare da zero davanti ai vigneti piegati dalla furia del vento
Albino Armani non si è avvilito. E davanti ai vigneti piegati dalla furia del vento, si è posto il quesito che oggi tormenta molti produttori: estirpare le viti o provare a rimettere in piedi il vigneto con nuove strutture?
La risposta non è arrivata dai manuali di economia, ma da una profonda connessione con la terra: «Abbiamo voluto credere che si possa riuscire a raddrizzarle tutte. Le vigne sono ancora giovani e ce la faranno: si sono piegate, ma non spezzate» ha dichiarato Armani.
L'impresa eroica di smontare pezzo per pezzo gli impianti crollati
Le parole di Albino Armani descrivono un’operazione che ha il sapore di un’impresa eroica: smontare pezzo per pezzo gli impianti crollati, rimuovere fili, traverse, pali in cemento e tondini, gestire lo smaltimento e ripartire da zero. Acquistare nuovi materiali e ricominciare, filare dopo filare, con la pazienza di chi sa che la vigna non è solo un "asset" produttivo, ma il cuore pulsante del paesaggio. "Un paesaggio - ha aggiunto Albino Armani - che abbiamo il compito di preservare."
Tra le vigne della Valdadige è una vera corsa ad ostacoli contro il tempo
Oggi, tra le vigne della Valdadige, è in corso una vera e propria corsa ad ostacoli contro il tempo. È una lotta che si combatte con le mani sporche di terra e la determinazione di chi non accetta la sconfitta.
"Questa storia - ha confessato Albino Armni - ci insegna che, a volte, la viticoltura è molto più di un processo tecnico: è un atto di fede. La speranza di chi lavora la terra oggi è che, tra qualche mese, i filari tornino a correre dritti tra le vigne, tornando a coronare quel paesaggio iconico che amiamo vedere attraversando la nostra valle. Veder rialzare quei tralci significa veder rialzare la testa di un intero settore. Perché, come dice chi ha scelto di non arrendersi, sento che ce la faremo anche questa volta". E noi aggiungiamo: chapeau a chi con coraggio ha deciso di non arrendersi.
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