Nel cuore delle Alpi, a Bolzano, il NOI Techpark (dove NOI sta per "Nature of Innovation") è un polo di ricerca tecnologica e scientifica, in cui lavorano insieme istituti pubblici, università e aziende private. È nato dal recupero dell'ex area industriale della Alumix, fabbrica di alluminio degli anni Trenta, e ha ritrovato una nuova funzione produttiva fondata sulla ricerca e sull'innovazione tecnologica. Il parco è stato inaugurato nell'ottobre 2017 e sono quattro i settori che formano il cuore del parco tecnologico: green, food & health, digital e automotive & automation.
Oenolab: ricerca scientifica per vini più autentici e sicuri
Nell'ambito del comparto food & health, particolarmente strategico per un territorio vocato alla qualità dell'agroalimentare, sono due i laboratori di ricerca: Oenolab, inaugurato lo scorso giugno e diretto dal professor Emanuele Boselli, con tre filoni di ricerca. I ricercatori studiano nel dettaglio i supertannini, polifenoli ad anello non convenzionali, più grossi rispetto a quelli conosciuti finora dagli enologi, che potrebbero fungere da marcatori per la genuinità del vino. Una ricerca importante soprattutto per combattere le frodi sul mercato alimentare. «Da questo punto di vista stiamo anche cercando di stabilire una collaborazione stabile con il Dipartimento nazionale repressione frodi, per poter studiare nuovi parametri di qualità dei vini italiani» racconta Boselli.
Il secondo argomento studiato riguarda i sistemi di chiusura dei vini e dei distillati alcolici, ovvero i tappi: «Quelli più famosi, di sughero, presentano spesso problemi di rilascio di sostanze e di scarsa qualità della materia prima - continua Boselli. Per questo l'industria si orienta ormai verso tappi tecnici, sintetici. Abbiamo avviato una collaborazione internazionale a tre assieme alla distilleria Roner e all'azienda Supercap. La prima ci fornisce la grappa da analizzare, mentre la seconda i tappi con cui questa viene imbottigliata. I nostri studi cercano di capire come poter ridurre al massimo il rilascio delle sostanze del tappo nelle bevande, valutandone gli effetti durante la conservazione».
Il terzo ambito di ricerca è quello dei sistemi di conservazione a levitazione magnetica naturale dei vini: «Studiamo dei particolari portabottiglie che attutiscono i colpi meccanici disordinati, rendendoli un'onda armonica. Questo è importante soprattutto durante il trasporto, infatti il vino è un sistema colloidale, ovvero contiene diverse sostanze, di diverso peso molecolare, il cui punto critico è la stabilità: l'agitazione meccanica è quindi sempre dannosa per il prodotto. Vogliamo capire come questi sistemi possano ridurre le problematiche di intorbidamento e precipitazione di sostanze sgradite nel vino durante la conservazione» conclude Boselli.
Micro4Food LAB: il laboratorio che studia
il futuro degli alimenti fermentati
Il secondo laboratorio di ricerca, Micro4Food LAB, diretto dai professori Marco Gobbetti e Raffaella Di Cagno, microbiologi degli alimenti e docenti alla facoltà di Scienze e tecnologie, che coordinano un team internazionale composto da dieci ricercatori, studia la microbiologia degli alimenti applicata alla fermentazione, un processo che è alla base di moltissime produzioni alimentari. Il laboratorio si concentra in particolare sui prodotti lattiero-caseari, da forno e su frutta e ortaggi fermentati.
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