Discoteche italiane, un'estate di luci accese in un settore
che resta al buio
Nel 2024 le discoteche italiane hanno fatturato quasi 500 milioni di euro, con oltre 34 milioni di presenze e più di 200mila spettacoli organizzati; per l’estate 2025 si stima un +3-4% di ricavi. Eppure, tra il 2000 e oggi hanno chiuso oltre 2mila locali, un segnale del peso del calo demografico, dei gusti che cambiano e del dilagare dell'abusivismo
Giovedì 19 febbraio la Locanda delle Tre Chiavi di Isera ospiterà il gemellaggio gastronomico tra il Presidio Slow Food del Garda trentino e il Presidio Slow Food delle colline moreniche del Garda veronese. E' la consacrazione di un ortaggio che è un toccasana per la salute.
Alla Beer&Food Attraction di Rimini, l’evento organizzato da Italgrob ha analizzato il mercato Horeca in Italia, evidenziando un giro d’affari di oltre 100 miliardi, 382mila punti di consumo e un milione e mezzo di occupati
5 milioni per ristrutturare i vigneti: rilancio della qualità o segnale di crisi?
La Regione Lombardia stanzia oltre 5,2 milioni di euro per ristrutturare e riconvertire i vigneti nella campagna 2026-2027. L’obiettivo è rafforzare qualità e competitività puntando su Dop e Igp. Ma nel settore emergono interrogativi su possibili squilibri produttivi e sulla reale necessità della misura, tra timori di sovrapproduzione e strategie di rilancio
Il 7 marzo a Tipicità Festival 2026 saranno premiate sei famiglie del cibo italiano: Loison, Antica Corte Pallavicina, Mulino Caputo, Aceto Balsamico Giusti, Eredi Rossi Silvio e Salumificio Ciriaci. L’evento celebra anche la cucina italiana proclamata Patrimonio Unesco e ospita la mostra Cooking Smile, con vignette dei principali artisti italiani.
Dopo anni nell’alta cucina (in diverse città europee), fra turni massacranti e ambizioni verticali, Antonio La Cava ha scelto di uscire dal sistema e costruire un percorso autonomo, fuori dalle logiche della brigata. Oggi è un creator culinario: video ritmati, ricette accessibili e una visione personale che unisce tecnica professionale e linguaggio pop. E si definisce “cuoco nomade”