mercoledì 11 marzo 2026

Nel 2025 non sono stati trovati oltre 68mila lavoratori

 

Food made in Italy: nel 2025

non sono stati trovati 

oltre 68mila lavoratori

Su 176.450 lavoratori richiesti dalle imprese nel 2025, ben 68.160 posti sono rimasti vacanti: oltre un terzo del fabbisogno è rimasto scoperto, soprattutto nei mestieri artigiani della trasformazione alimentare


Nel 2025 le imprese del food made in Italy hanno cercato 176.450 lavoratorima per 68.160 posizioni (quindi più di un terzo) non sono riuscite a trovare candidati. Il tutto, peraltro, ricordiamo, in un anno in cui il settore ha continuato a crescere sui mercati internazionali, con un export aumentato del 4,3%. A diffondere questi dati è stata Confartigianato durante il convegno “Intelligenza artigiana a tavola”, organizzato alla Camera dei Deputati con gli interventi del presidente della Camera Lorenzo Fontana e della deputata Arianna Lazzarini.

Food made in Italy: nel 2025 oltre 68mila posti senza lavoratori

Food made in Italy: 68mila lavoratori mancanti nel 2025

Guardando alla distribuzione territorialele difficoltà si sono distribuite lungo tutta la penisola, anche se con intensità diverse. L’Emilia-Romagna è stata la regione in cui il divario appare più evidente, con 8.910 lavoratori difficili da reperire su 21.660 entrate previste. A seguire la Campania, con 8.560 posizioni scoperte su 24.760 richieste, e la Lombardia, dove le imprese hanno faticato a trovare 7.640 lavoratori su 20.200. Subito dietro il Veneto, con 7.520 figure mancanti su 18.540 richieste, la Puglia, 6.980 su 17.500, il Piemonte e la Valle d’Aosta, 5.880 su 13.500, e la Sicilia, con 4.240 lavoratori mancanti su 10.520 richiesti.

Naturalmente non tutte le professioni pesano allo stesso modo. Le difficoltà si concentrano soprattutto nei mestieri artigiani legati alla trasformazione alimentare - pastai, panettieri, pasticceri, gelatai e conservieri artigianali - cioè quelle figure che tengono in piedi la produzione quotidiana di pane, dolci, pasta e prodotti conservati. Infatti, su 28.610 lavoratori richiesti16.010 sono risultati difficili da reperirepari al 56% del totale. Il caso dei panettieri (sempre più attratti dall’estero) e dei pastai è stato probabilmente il più emblematico. Le imprese ne hanno cercati 14.520, ma 9.820 non sono stati trovati, cioè quasi sette su dieci. Anche per pasticcerigelatai e conservieri artigianali la domanda è restata ampiamente superiore all’offerta: 6.190 posizioni sono rimaste scoperte su 14.090 figure cercate.

Insomma, il quadro che emerge da questi dati restituisce l’immagine di un settore che continua sì a crescere e a trovare spazio sui mercati internazionalima che allo stesso tempo fatica sempre di più a trovare le persone necessarie per sostenere questa crescita. Ed è proprio qui che sta il punto: con numeri di questo tipo il sistema può reggere ancora per un po’ma difficilmente potrà farlo a lungo senza un intervento serio sul fronte della formazione, dell’attrattività dei mestieri artigiani e del ricambio generazionale. Perché mentre il food made in Italy continua a conquistare spazio nel mondo, nei laboratori, nei forni e nelle pasticcerie del Paese diventa sempre più difficile trovare chi quei prodotti li realizza ogni giorno.

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