mercoledì 25 marzo 2026

Napoli regge alla guerra in Iran

 

Napoli regge alla guerra 

in Iran: turismo stabile 

nonostante le tensioni

Per Pasqua si registra un calo previsionale di circa il 10% rispetto all’80% di occupazione dello scorso anno, con cancellazioni contenute dai mercati più esposti al conflitto (Asia, Medio Oriente e Israele)

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Mentre molte destinazioni di tutto il mondo (anche, e soprattutto, quelle italianeiniziano a perdere colpi, tra viaggi cancellati o rinviati per le tensioni legate alla guerra in IranNapoli invece tiene. E il motivo è piuttosto sempliceil capoluogo campano, storicamente, non dipende in modo significativo dai mercati coinvolti nel conflitto. È questo il quadro che emerge dalle voci raccolte da Il Mattino, che ha interpellato diverse associazioni di categoria e operatori del comparto turistico locale. Le prime indicazioni parlano sì di qualche cancellazionesia di gruppo sia individuale, in particolare da AsiaMedio Oriente e IsraeleNulla però che possa spostare davvero l’ago della bilancia: la contrazione stimata resta infatti contenuta tra il 5% e il 10%, con la speranza - condivisa, ovviamente, da molti - che il last minute possa riempire gli spazi ancora vuoti.

Napoli regge alla guerra in Iran: turismo stabile nonostante le tensioni

Guerra in Iran, Napoli regge a Pasqua: turismo stabile nonostante le tensioni

Del resto, ricordiamo, quando il contesto internazionale si fa instabilecambia anche la geografia dei flussiRallentano i viaggi intercontinentalimentre cresce il peso del turismo di prossimitàeuropeo o nazionale. Una dinamica che riguarda sia chi arriva sia chi parte, e che Napoli, fortunatamente, sembra intercettare con una certa naturalezza. A confermarlo è anche Palazzo San Giacomo: «Stiamo monitorando la situazione, confrontandoci anche con gli stakeholder - ha spiegato l’assessore al Turismo, Teresa Armato. L’Osservatorio turistico urbano, sulla base di esperienze precedenti, sottolinea come, in situazioni di turbolenze come questa attualmente in corso, i flussi turistici domestici tendono a stabilizzarsi se non ad aumentare, grazie alla ricerca di sicurezza di coloro che viaggiano».

Napoli tra domanda europea e turismo domestico

È proprio qui che si colloca il punto centrale della vicenda. Se una parte dei viaggiatori tende a rivedere programmi e destinazioni quando il quadro internazionale si complicaNapoli può contare su una domanda meno esposta ai mercati oggi in maggiore difficoltà e, al tempo stesso, su una capacità di attrazione che resta forte sul fronte interno e su quello europeo. Non a caso la stessa Armato osserva che «Napoli è oggi tra le prime città italiane scelte dai turisti e questo dato aiuta a incentivare i flussi a visitarla proprio in periodi come questo».

Questo, però, non significa che il settore non avverta alcuna tensione. Il rallentamento dei viaggi a lungo raggio esiste e ha anche una spiegazione molto concreta, che va oltre la sola percezione di insicurezza: il costo dei voli. L’aumento delle tariffe pesa soprattutto su chi arriva da più lontano e finisce inevitabilmente per incidere su una quota di turismo che, in genere, ha anche una capacità di spesa più alta.

Prenotazioni e previsioni: il punto di Federalberghi

A fornire una misura più concreta dell’andamento delle prenotazioni è stata Federalberghi Napoli: «Stiamo riscontrando una contrazione delle presenze in questo inizio anno e questo trend è confermato anche dalle previsioni per Pasqua. Si registra, ad oggi, un calo previsionale di circa il 10% rispetto a un livello di occupazione pari all’80% consolidato nello scorso anno, anche se mancano ancora due settimane». Un rallentamento che resta contenuto e che, almeno per ora, non è facile attribuire in modo diretto alla crisi internazionale. «È difficile comprendere quanto possa aver inciso la crisi internazionale. È però evidente una minore propensione ai viaggi intercontinentali in questo periodoci auguriamo quindi un aumento delle presenze di turisti europeiche possa compensare, almeno in parte, il calo degli ospiti extraeuropei».

Napoli regge alla guerra in Iran: turismo stabile nonostante le tensioni

Federalberghi prevede un calo del 10% rispetto all’80% di occupazione dello scorso anno

Al momento, per Napoli, più che a un calo netto si assiste a un riassestamento dei flussicon il turismo europeo e domestico che guadagna spazio e contribuisce a mantenere l’equilibrio. La città si conferma così una destinazione solida, meno esposta agli scossoni internazionali e capace di reggere anche in una fase incerta. Molto, come sempre, si deciderà comunque nei prossimi giorni, con il last minute chiamato a colmare gli spazi ancora aperti, ma la sensazione è che Napoli parta da una posizione più stabile rispetto ad altre realtà che oggi stanno accusando il colpo.

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