Quando il vino
si beve con... il naso
Senso principe nella degustazione, è responsabile della percezione del sapore e permette di analizzare la complessità aromatica, la qualità e l’evoluzione dei vini
di Giuseppe Casagrande
Sapete qual 'è il miglior sommelier del mondo? Il naso, ovverosia l'olfatto, uno dei cinque sensi principali (gli altri sono la vista, l'udito, il gusto e il tatto), quello deputato alla precezione degli odori. Ecco il motivo che induce molti degustatori, inebriati dai profumi, ad esclamare: "Questo è un vino da bere con... il naso."
Considerato il "senso principe" nella degustazione, responsabile di oltre l’80% della percezione del sapore, il naso permette di analizzare la complessità aromatica, la qualità e l’evoluzione dei vini. Ma il naso è anche un vero e proprio “medium” sensoriale e cognitivo, capace di evocare memorie, visioni e relazioni intime con i uoghi, le persone e i paesaggi del mondo che ci circonda.
Il progetto della storica cantina umbra Scacciadiavoli di Montefalco
A rilanciarne il ruolo come strumento di percezione e relazione nella quotidianità è l'evento "Naf-Nose Art Festival" 2026, un progetto culturale e di ricerca, tra arte, scienza ed enogastronomia, ideato da Scacciadiavoli, storica cantina di Montefalco, terra del Sagrantino, in Umbria, guidata dalla famiglia Pambuffetti da quattro generazioni. L'evento è articolato in una “Naf Preview”, con un ciclo di appuntamenti ospitati negli spazi museali di Palazzo Trinci a Foligno, al Museo Tattile Sensoriale Omero alla Mole Vanvitelliana di Ancona e in azienda con il pubblico coinvolto in un’esperienza sensoriale in prima persona.
Il curioso progetto nasce da un’idea di Liù Pambuffetti, alla guida di Scacciadiavoli, insieme al padre Amilcare e al cugino Iacopo Pambuffetti - l'azienda fondata nel 1881 dal Principe di Piombino, Ugo Boncompagni Ludovisi, e dal 1954 di proprietà dei Pambuffetti di Foligno - con l’obiettivo di indagare il rapporto tra olfatto, memoria, percezione e ambiente.
L'olfatto è il senso più arcaico che influenza il comportamento umano
"L’idea del Festival è quella di riappropriarci della parte sensoriale, non solo nel vino, nelle degustazioni, ma in generale nella vita, per poi riportare di nuovo questa esperienza anche nel mondo del lavoro, e, dunque, negli assaggi, perché siano un piacere - ha spiegato a WineNews, Liù Pambuffetti (nella foto) -
- facendo, cioè, prima un percorso individuale, personale, più profondo, per ritrovare in modo molto più diretto e autentico nel piacere di un buon vino e della tavola quello che abbiamo annusato e capito. Anche gli artisti e gli scienziati che si occupano di estetica e neuroscienza considerano l’olfatto per le sue basi molto profonde, sia dal punto di vista anatomico che evolutivo ed emotivo, perché è il senso più arcaico e viscerale, capace di influenzare direttamente il comportamento umano e le emozioni grazie a un collegamento privilegiato con il cervello, e questo permette, di “lavorare sulla memoria che nel mondo del vino è un aspetto fondamentale."
Lo spettatore, bendato, si concentra sugli stimoli olfattivi percepiti
"I nomi, il naso" è una produzione site-specific originale di Tripee Teatro, scritta e diretta da Stella Piccioni e Daniele Gaggianesi, con il supporto produttivo di Scacciadiavoli. L’esperienza è costruita come una passeggiata sensoriale individuale: lo spettatore, bendato, attraversa una sequenza di stimoli accompagnato da un attore, concentrandosi sull’ascolto, sulla memoria, sul contatto e sulle percezioni olfattive, per finire con un momento conviviale con i vini della cantina.
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