Nel contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e instabilità dei mercati, anche il settore della panificazione osserva con attenzione l’andamento dei costi produttivi. Secondo l’Associazione Fornai Milano, il rischio è che il prezzo del pane possa crescere in modo significativo nei prossimi mesi, con ricadute dirette sulle famiglie. Se il prezzo del grano continua a dipendere dalle dinamiche dei mercati globali, oggi è soprattutto il costo della trasformazione a incidere sul valore finale della pagnotta. Energia e lavoro rappresentano infatti oltre il 60% del prezzo al dettaglio, rendendo il pane sempre più esposto alle oscillazioni dei costi energetici e logistici.

Il nodo energia nella produzione del pane
La panificazione resta una delle attività artigianali più energivore della filiera alimentare. I forni a gas o elettrici devono funzionare per molte ore a temperature elevate, mentre le celle di lievitazione a temperatura controllata restano operative giorno e notte per garantire continuità nella produzione. A questo si aggiunge la distribuzione quotidiana, che richiede l’impiego di furgoni per le consegne mattutine. Proprio il comparto logistico è tra i primi a risentire dell’aumento dei carburanti, con costi che incidono direttamente sulla gestione delle imprese artigiane. Secondo i panificatori milanesi, le tensioni internazionali che influenzano il prezzo del gas e dei combustibili rischiano di creare un equilibrio sempre più fragile per le imprese del settore. «Molti fornai si trovano davanti a una scelta difficile: aumentare i prezzi al pubblico o ridurre l’attività» spiegano dall’associazione.
Costi in aumento e richieste al governo
Le previsioni per il 2026 indicano un ulteriore incremento dei costi di produzione. L’energia elettrica e il gas potrebbero registrare aumenti fino al 45%, mentre la logistica e le consegne salirebbero del 25%. Anche il trasporto delle farine è destinato a crescere, con rincari stimati intorno al 20%.
In questo scenario l’Associazione Fornai Milano chiede interventi rapidi a sostegno del comparto. «Il governo è chiamato a misure urgenti, come crediti d’imposta sull’energia e calmieri sui carburanti agricoli», sottolineano i rappresentanti della categoria. L’obiettivo è evitare che l’aumento dei costi trasformi il pane - alimento simbolo della dieta quotidiana - in un prodotto sempre meno accessibile. «Senza strumenti di sostegno - avvertono - il rischio è una tempesta perfetta tra energia fuori controllo e carburanti in crescita».
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