giovedì 5 marzo 2026

Il lago di Garda conferma il suo peso in Europa

 

Il lago di Garda conferma 

il suo peso in Europa: 

nel 2025 quasi 28 milioni 

di presenze

La crescita si accompagna a un cambiamento della domanda: soggiorni più brevi, nuovi mercati e strategie condivise fra le tre sponde per distribuire meglio i flussi e rafforzare la competitività internazionale

Ilago di Garda ha chiuso il 2025 sfiorando i 28 milioni di presenze, segnando così un passo avanti rispetto al 2024, quando il sistema turistico gardesano, ricordiamo, si era fermato attorno ai 25 milioni. I dati elaborati da Garda Unico - l’Agenzia Interregionale per la promozione unitaria del Garda parlano infatti di oltre 27 milioni di pernottamenti complessivi fra LombardiaVeneto e Trentino, una soglia che conferma il lago tra le principali macro-destinazioni turistiche europee per dimensione dei flussicapacità ricettiva e richiamo internazionale.

Il lago di Garda conferma il suo peso in Europa: nel 2025 quasi 28 milioni di presenze

Il Garda ha chiuso il 2025 sfiorando i 28 milioni di presenze

Un sistema turistico che ha continuato a crescere

Partendo dai numeri, il quadro complessivo racconta una destinazione che nel 2025 ha consolidato il percorso avviato dopo la pandemia. Il Garda, sfiorando quota 28 milioni di presenze complessive, ha infatti mantenuto un ritmo di crescita che negli ultimi anni ha progressivamente rafforzato il suo ruolo tra le grandi mete europee. Naturalmente, all’interno di questo scenario le tre sponde hanno seguito traiettorie diverse: il Garda trentino ha continuato a espandersi, il Garda veneto ha sostanzialmente confermato i livelli record raggiunti lo scorso anno, mentre la sponda lombarda ha registrato un fisiologico assestamento dopo un 2024 particolarmente brillante. Detto ciò, come ribadito da Silvio Rigatti, consigliere d'amministrazione di Garda Unico, «il lavoro coordinato tra le tre sponde è la vera forza competitiva della destinazione»

Nel complesso, il dato più interessante riguarda la capacità del lago di reggere l’evoluzione della domanda turistica. I flussi restano elevati, gli arrivi continuano a crescere e la destinazione mantiene una forte visibilità sui mercati internazionaliCambia piuttosto il modo di viaggiaresoggiorni mediamente più brevimaggiore frammentazione delle vacanze durante l’anno e una domanda che guarda sempre più alla qualità. «Il Garda si conferma una delle macro-regioni turistiche europee più importanti - ha commentato Stefania Lorenzoni, presidente di Garda Unico. I dati ci dicono che il sistema è solido e in evoluzione: cambiano le abitudini di viaggio, si diversificano i mercati di provenienza, si accorcia la permanenza media e cresce la domanda di qualità. Per noi questo significa continuare a lavorare sull'integrazione tra territori, sulla destagionalizzazione e sull'attrazione di un turismo sempre più consapevole e sostenibile».

Germania ancora centrale, ma i mercati si allargano

Se si guarda alla provenienza dei visitatori, la Germania resta nettamente il primo mercato per il lago di Garda. Nel frattempo, però, la mappa dei flussi si è progressivamente allargata e accanto alla storica presenza tedesca stanno crescendo altri mercati, come ad esempio quello del Regno Unito, che ha segnato un incremento significativo, oppure quelli di Polonia e Israele, che hanno registrato aumenti a doppia cifra, senza dimentiacare gli Stati Uniti e i Paesi del Nord Europa, che hanno consolidato la loro presenza. «La Germania resta il nostro primo mercato e continua a rappresentare una componente fondamentale per il Garda - ha sottolineato Paolo Artelio, consigliere d'amministrazione di Garda Unico e presidente di Destination Verona & Garda. I dati mostrano però con chiarezza un cambiamento. Negli ultimi anni alcuni mercati hanno acquisito un peso sempre più rilevante. La crescita, tra gli altri, di Stati Uniti, Francia e Polonia significa che il Garda non è più una destinazione legata a un solo mercato, ma un sistema turistico internazionale capace di attrarre pubblici diversi e di non dipendere da uno soltanto. Questa diversificazione credo rappresenti oggi una delle nostre principali forze».

La sfida della destagionalizzazione

Guardando avanti, però, la vera partita si gioca sulla distribuzione dei flussi durante l’anno. Per una destinazione che già registra volumi così importanti, la questione non riguarda soltanto l’aumento dei numeri, ma soprattutto la loro gestione nel tempo. In questo senso, Garda Unico guarda con attenzione a nuove opportunità di calendario e di mercato. Un esempio riguarda l’Austria, dove l’allungamento delle finestre scolastiche autunnali - le Herbstferien - potrebbe aprire spazi interessanti fra settembre e ottobre, due mesi tradizionalmente più tranquilli ma ideali per il turismo outdoor, sportivo e del benessere.

Il lago di Garda conferma il suo peso in Europa: nel 2025 quasi 28 milioni di presenze

Al centro, Stefania Lorenzoni, presidente di Garda Unico

Allo stesso modo, il calendario del 2026 offre diverse occasioni favorevoli per stimolare i flussi nei periodi di spalla: Pasqua cadrà il 5 aprile, la Pentecoste il 24 maggio e il ponte del Primo Maggio si prospetta come una finestra particolarmente interessante per i viaggi di breve durata. «Sarà un anno cruciale - ha concluso Lorenzoni - per testare la nostra capacità di attrarre valore nei periodi di spallaallungare la stagione e costruire un modello turistico più sostenibile ed equilibrato. I presupposti ci sono tutti». Ed è proprio qui che si colloca la vera sfida dei prossimi anni. Dopo aver consolidato i volumi e ampliato i mercati di riferimento, il Garda sta entrando in una fase nuova della propria storia turistica. Il tema non è più soltanto quanti visitatori arrivano sulle sue rive, ma che tipo di turismo si vuole costruire nel lungo periodo: più distribuito nel tempo, più equilibrato nei territori e sempre più orientato alla qualità dell’esperienza.

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