VINO E TECNOLOGIA

dell’esportazione (mentre in Italia leggi, leggine e burocrazia ne aumentino il prezzo e frenino il consumo).
Eppure ci fu un tempo in cui il vino italiano cadde così in basso che sembrava non potesse più risalire la china. La capacità del vino di riposizionarsi sul mercato e nell’ideologia dei consumatori è stata a dir poco prodigiosa.

Il vino trasmette poi al mondo dell’artigianato alimentare un altro grande insegnamento: sfata uno dei luoghi comuni più difficili da confutare, quello secondo cui l’innovazione tecnologica snatura la tipicità, la qualità di un prodotto. Il grande vino nasce da materie prime eccellenti, ma si avvantaggia di un appropriato, corretto uso della tecnologia in modo da esaltare le proprie caratteristiche naturali.
E dunque tutto quello che concorre a fare di un vino, di un formaggio, di un olio, di un salume ecc. un prodotto tipico, una Doc, una Dop, rimane inalterato, anzi migliora, se le tecniche di produzione usano sistemi e strumenti moderni. Purché appunto materie prime, area di origine, procedure, dosi, ingredienti restino quelle classiche di quel particolare prodotto. Questo è lo scopo della disciplina delle denominazioni di origine che ormai una buona parte del pubblico italiano (e prima di esso quello straniero) ha cominciato a comprendere.
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