sabato 12 settembre 2020

Longarone: Presentato ieri al Festival delle Foreste il nuovo PSR e il Green Deal

 Longarone presentato ieri 
al Festival delle Foreste 
il nuovo PSR e il Green Deal

Il giorno stesso dell’inaugurazione si è svolta la tavola rotonda dove è stato presentato il nuovo PSR e il tema del Green Deal. Dopo il saluto di Alberto Negro, Commissario Straordinario di Veneto Agricoltura, ha preso la parola il presidente della Fiera Gian Angelo Bellati «Grazie a Padrin e Alberto e a chi ci ospita qui in Cansiglio.
L’obiettivo della fiera e di questo incontro è quello, insieme all’aiuto del Dott. Mezzalira di creare un laboratorio di studi per creare economia e un centro studi sull’ambiente. Anche se siamo in Cansiglio non siamo lontani dall’Europa e abbiamo molte motivazioni per creare questo centro.
Il Green Deal di cui tanto si parla deve essere stimolato perché queste realtà
diventino un centro non solo di promozioni ma di creazione di una rete con persone che
sanno lavorare in team e sinergie. Il Covid ha colpito molto ma questa riunione è la
dimostrazione di come si può reagire nella speranza che, finita l’emergenza sanitaria, la
Fiera diventi anche il punto di riferimento per tutte quelle aziende che producono e
costruiscono per rendere agibile la vita in questi territori che, non dimentichiamoci, sono
Dolomiti, patrimonio dell’Umanità.

Dopo di lui Roberto Padrin. «Certo gli esperti che
parleranno dopo di me spiegheranno meglio quali sono i progetti a cui accennava Bellati ma davanti a noi c’è da costruire un percorso che trovi le soluzioni per salvaguardare, tutelare e rendere ancora più produttivi i nostri territori. Come amministrazione dobbiamo
impegnarci a far vivere la montagna. I numeri parlano chiaro. Se chi vive la montagna va
via, la montagna muore e noi questo non possiamo permetterlo. Con l’Europa e con le
collaborazioni abbiamo il dovere di tutelare i nostri monti». È poi la volta di Rinaldo
Comino, P.O. Servizio foreste e Corpo forestale della Regione Autonoma FVG. «Questi
progetti, nel pratico, devono essere presenti e continuativi nelle nostre regioni. Il legno e il
suo commercio, ad esempio, devono essere implementati e seguiti con continuità e solo
con queste sinergie trasformeremo un sogno in realtà». Anche Gianantonio Da Re ha
voluto partecipare alla tavola rotonda. «Certamente è un territorio difficile ma questo non
vuol dire non preservarlo. Con l’Europa, lo Stato, le Regioni questo territorio ci è stato
regalato dalla natura ed è nostro compito cercare la massima collaborazione per poterlo
far crescere e portare in Europa le istanze di chi qui ci vive, a cominciare dalle guide
turistiche di questo patrimonio, anche insieme a Veneto Agricoltura, partner per noi
importantissimo. Innamorati come siamo di questo territorio». In diretta da Bruxelles Laura
Ambrosino, Responsabile media e comunicazione, Rappresentanza in Italia della
Commissione Europea - Ufficio regionale di Milano. «Per me è un onore partecipare a
questo incontro. Negli ultimi mesi abbiamo fatto molto per portare in Europa programmi di
prospettiva per queste zone. Zone amate non solo in Italia ma da tutta la Comunità
Europea. Non dobbiamo solo salvaguardare ma anche dare i mezzi per rilanciare
l’economia di questi territori. Già ad agosto abbiamo ricordato come sia fondamentale che
la sostenibilità non sia solo ambientale ma anche economica, in modo da non lasciare
indietro nessuno». In collegamento da Bruxelles anche il Vice capo unità della
Commissione europea sull’agricoltura: Ricard Ramon. «Spero di venire presto di persona
per farvi gli auguri per il coraggio che la Fiera, il Veneto e il Friuli stanno dimostrando. Il
Green Deal è un programma di crescita “verde”. Un progetto già in moto che ha subito un
brusco rallentamento a causa del Covid ma il consenso che il Green Deal ha ricevuto è
stato massimo. Il futuro è di certo “verde” grazie agli investimenti e i sacrifici che tutti
stanno facendo, nel settore agricolo e non solo. Una grande sfida anche al cambiamento
climatico. Il Green Deal si svolge su diverse strategie dal cambiamento climatico fino ad

arrivare all’abbassamento dell’inquinamento. Altro punto importante è la strategia europea
forestale per il rimboscamento delle montagne anche per ripulire l’aria e dare alle foreste
la loro importanza per il nostro benessere. Nei prossimi anni questi finanziamenti ci
serviranno per sostenere e sviluppare i nostri agricoltori per entrare in una fase di
produzione più biologica, anche se in Italia si sono già fatti passi avanti ma l’obiettivo
nostro è arrivare al 25% senza imposizioni ma lasciando che sia il mercato e la richiesta a
portarci a questo traguardo. Dobbiamo andare oltre alle zone rurali collegandoci a lungo
termine con i trasporti e la sanità ma senza perdere di vista la specificità di queste zone».
Sull’eco delle parole di Ramon è intervenuto Gianluca Fregolent, Direttore agroambiente,
programmazione e gestione ittica e faunistico venatoria della Regione del Veneto a nome
dell’Assessore Pan. «Un ambiente non tutelato è un ambiente che diventa deserto mentre
il nostro ambiente deve essere produttivo e valutato. Il Veneto monitorerà le varie fasi dello
sviluppo rurale perché non possiamo rinunciare a questa nostra ricchezza». Per Bellati il
piano strategico per le foreste è fondamentale per la definizione di politiche “ad hoc” per il
settore delle montagne e il loro sviluppo economico, senza dimenticare che il nostro
Paese è formato in gran parte di zone montane ed è importante saperli sfruttare. A seguito
è intervenuto Carlo Corazza, Direttore Ufficio di Roma del Parlamento europeo. «La sfida
del Covid è stata accettata dal Parlamento Europeo con una serie di finanziamenti e linee
di credito per le zone montane e rurali. E parliamo di miliardi di euro che sono a portata di
tutte le zone con la collaborazione delle banche. Ora il compito è quello di saperli sfruttare
bene». Mezzalira ha ricordato Vaia come un evento inaspettato senza pensare che
sarebbe arrivato il Covid ma lanciato un messaggio di speranza che arriva dall’Europa
anche se le regole da seguire per i finanziamenti sono precise e da seguire in modo rigido
ma servono proprio per affrontare il cambiamento climatico. In chiusura in collegamento
da Roma: Giuseppe L’Abbate - Sottosegretario di Stato del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali. «Il nostro ministero segue con stretto interesse lo stato delle
foreste venete e gli effetti delle devastazioni per poter garantire anche un ambiente
valorizzato per sostenere tutti gli operativi delle zone boschive. È un percorso che stiamo
elaborando con una strategia nazionale per i prossimi venti anni per armonizzare il nostro
patrimonio per farlo diventare un esempio. Il progetto è stato esposto nella scorsa
primavera e tiene conto anche delle rivoluzioni planetarie. Siamo convinti che le zone
forestali siano il futuro anche per raggiungere le più alte vette del circuito commerciale. Da
parte nostra c’è la massima disponibilità ad ascoltare e prendere in considerazione ogni
proposta che arrivi dalla popolazione rurale anche tramite la Fiera stessa».





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