Alcolock in arrivo: cos'è,
come funziona, quanto costa
e per chi sarà obbligatorio
Chi è condannato per guida in stato di ebbrezza dovrà installare il dispositivo che blocca l'auto se rileva alcol. Costerà oltre 2.000 euro e sarà obbligatorio fino a tre anni, con sanzioni pesanti per chi lo manomette
Il nuovo Codice della strada introdotto a dicembre ha portato con sé una misura che impone un nuovo obbligo per alcuni conducenti: l'alcolock, un dispositivo che impedisce l'accensione dell'auto se il conducente ha bevuto alcolici. La sua introduzione in Italia dipenderà da un decreto attuativo che il ministero dei Trasporti ha appena inviato a Bruxelles per l'approvazione finale. Se non ci saranno rilievi, potrebbe diventare obbligatorio già da luglio per chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza con tassi alcolemici superiori a 0,8 grammi per litro. Il costo non sarà indifferente, superando i duemila euro, e chi cercherà di manometterlo rischierà sanzioni severe.
Tutto quello che c'è da sapere sull'alcolock
L'Unione europea ha tempo fino al 18 giugno per esprimersi sul decreto. Se tutto filerà liscio, come detto poc'anzi, l'alcolock potrebbe entrare in vigore con largo anticipo rispetto alle previsioni iniziali. Il funzionamento è semplice: prima di avviare il motore, il conducente dovrà soffiare in un dispositivo posizionato vicino al volante, simile a un etilometro. Se il sistema rileva anche una minima traccia di alcol, il motore non partirà. L'obbligo sarà di due anni per chi è stato trovato alla guida con un tasso tra 0,8 e 1,5 g/l e di almeno tre anni per chi ha superato la soglia di 1,5 g/l.
Ciò nonostante, la commissione medica potrà imporre periodi più lunghi in casi particolari. Il motivo della stretta è chiaro: oltre questa soglia, il rischio di incidenti mortali è fino a 200 volte più alto rispetto a chi guida sobrio. Non si tratta di una misura isolata: secondo la Commissione europea, gli studi dimostrano che l'alcolock è dal 40 al 95 per cento più efficace nel prevenire le recidive rispetto a provvedimenti tradizionali come il ritiro della patente o le multe.
.L'installazione dovrà avvenire in officine autorizzate e, come gli etilometri usati dalla polizia, il dispositivo dovrà essere omologato e sottoposto a tarature periodiche. Chi ne è obbligato dovrà avere sempre con sé i documenti di conformità, perché potranno essere richiesti dalle forze dell'ordine nei controlli su strada. Ma la vera stangata sarà economica: il prezzo stimato è di circa duemila euro, a cui si aggiungono i costi per la manutenzione e per i boccagli monouso necessari a ogni accensione. Una spesa che rischia di ricadere anche su chi non ha nulla a che fare con le condanne per guida in stato di ebbrezza: se il veicolo è condiviso con familiari o altre persone, tutti saranno obbligati a sottoporsi al test prima di partire.
Con una particolarità: l'alcolock bloccherà il motore già con un tasso di 0,1 g/l, inferiore al limite legale per i conducenti normali (0,5 g/l). Questo significa che anche chi ha bevuto un solo bicchiere di vino senza superare i limiti di legge potrebbe ritrovarsi nell'impossibilità di usare l'auto. Le sanzioni saranno pesanti. Infatti, se i condannati saranno sorpresi alla guida di un veicolo privo del dispositivo, rischierà una multa da 158 a 638 euro, oltre alla sospensione della patente da uno a sei mesi. Se si verrà trovati ubriachi, tutte le sanzioni saranno aumentate di un terzo e chi lo manometterà avrà tutte le pene doppie.
L'alcolock non è una novità in Europa
Ricordiamo che l'alcolock non è una novità assoluta in Europa. In Svezia è obbligatorio sui mezzi pubblici e viene usato come misura riabilitativa per chi ha guidato in stato di ebbrezza. Anche la Finlandia ha introdotto l'obbligo su veicoli commerciali e scuolabus, mentre in Polonia, Danimarca, Austria, Belgio, Francia, Regno Unito, Portogallo e Germania è installato su tutti i mezzi pesanti.
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