venerdì 11 settembre 2020

Aperta ieri la seconda edizione di Fiera & Festival delle Foreste

Aperta ieri  a Longarone
 la 2. edizione di Fiera & 
Festival delle Foreste


E' stata aperta ieri la seconda edizione di Fiera & Festival delle Foreste. Prima
dell’inaugurazione il presidente di Longarone Fiere Dolomiti, Gian Angelo Bellati e il
Presidente della Provincia di Belluno, hanno ricordato la figura di Battista Costantini,

padre della selvicoltura, la parte delle scienze forestali relativa all'impianto, alla
conservazione e all'utilizzazione dei boschi. «Senza di lui – sottolinea il presidente Bellati
– non ci sarebbe nemmeno stato il Festival. È merito suo se tutta la realtà boschiva della
nostra regione è oggi salvaguardata». A Bellati fa eco Padrin. «Ricordiamo un uomo che
ha dato tanto alla natura e ai boschi dedicando la sua vita e i suoi studi per salvare un
patrimonio che è unico in Italia». Commosso il commento di chi, come il Coordinatore del
Comitato scientifico Giustino Mezzalira ha lavorato con lui. «È stato non solo un onore
averlo come collega ma averlo soprattutto come amico. Se siamo qui oggi è soprattutto
per merito suo. Credo che l’eredità che ci ha lasciato sia da preservare e tutelare anche
per le generazioni future».


Alle 11.30 l’inaugurazione ufficiale davanti al Presidente Gian
Angelo Bellati, Roberto Padrin, l’Assessore all’ambiente e alla protezione civile della
Regione del Veneto, Giampaolo Bottacin, il presidente di Veneto Agricoltura Alberto
Negro, il Sen. Paolo Saviane, Alberto D’Alessandro per la Rappresentanza della
Commissione Europea – Ufficio di Milano che ha portato i saluti del Direttore Massimo
Gaudina, l’europarlamentare Gianantonio Da Re. «La Fiera Longarone riparte a pieno
regime dopo il periodo difficile per l’emergenza sanitaria che ha colpito molto il nostro
settore, in tutto il mondo – ha detto il presidente di Longarone Fiere –. La Fiera e il Festival
delle Foreste si propone come laboratorio di idee e strategie per il futuro. Al centro del
lavoro poniamo la riflessione sul Piano di Sviluppo Rurale e, per la prima volta in maniera
organica, con tutti i soggetti competenti, di cambiamenti climatici e Green Deal. È
importante che Longarone Fiere riparta anche per il valore aggiunto che produce sul
territorio: è stato calcolato che a ogni euro investito c’è una ricaduta positiva di dieci per il
PIL locale». Dopo Bellati ha preso la parola Padrin che ha ricordato anche la tragedia del
Vajont. «Nonostante siano passati anni, la cicatrice di quel disastro c’è ancora. Ma dal
Vajont abbiamo anche appreso una lezione che ci è servita per capire quanto importanti
siano i nostri boschi. E questa Fiera dimostra come la provincia di Belluno sia fatta da
uomini forti e che i bellunesi hanno passione e mettono l’anima per salvaguardare il
proprio territorio». Saviane ha sottolineato come questa sia «L’occasione giusta per
dimostrare come da gravità eccezionali come Vaia o Covid, e dopo il lockdown, si possa
ricominciare.

 I Veneti e Friulani, e soprattutto i Bellunesi hanno sempre dimostrato come
da ogni colpo sono riusciti da soli a rialzarsi rimboccandosi le maniche. È la dimostrazione
che anche se l’ambiente può cambiare, offre sempre nuove opportunità di rilancio. E
questa Fiera può e deve essere la dimostrazione di questa energia». Gli ha replicato
Alberto Negro definendo questa edizione come «Un’edizione zero dopo la tragedia di Vaia
e il Covid. È la dimostrazione che la natura non si ferma e che le foreste sono le nostre
risorse ecologiche per il futuro e la dimostrazione della presenza della Regione Friuli
Venezia Giulia è importante perché si iniziano a creare la giusta sinergia». Per Alberto
D’Alessandro «La foresta è un tema prioritario, insieme alla forestazione tanto che in
Europa si stanno creando le basi di una strategia in autunno sul tema delle foreste

collegata alle colture e all’ambiente e fare ricchezza senza impatto distruttivo
sull’ambiente. Concludo dicendo che ci saranno risorse importanti per mettere in atto
queste politiche ambientali». Poi è il turno di Gianantonio Da Re. «Complimenti al
presidente della Fiera perché questo è il primo passo per tornare alla normalità. Anche in
Europa e con la commissione europea è necessario aiutare e sostenere non solo la
montagna ma anche chi ci lavora. Per questo la montagna in sé va finanziata e invito le
associazioni di categorie a presentare progetti che verranno valutati per dare loro la
sicurezza economica che il loro lavoro verrà svolto in sicurezza. L’unione tra Friuli e
Veneto è il segnale che tutto questo patrimonio va preservato non solo in Italia ma in tutta
l’Europa unita». «Le foreste sono al centro della nostra attenzione. Solo in Cansiglio
gestiamo 4.500 ettari di territorio. A Pian Rosada e Valscura offriremo la possibilità di
assistere dal vivo alle esposizioni e alle lavorazioni, un’occasione particolarmente utile, da
cogliere, per gli esperti del settore e per il pubblico comune - ha dichiarato il Commissario
straordinario Alberto Negro - ricordando altri ambiti in cui Veneto Agricoltura è impegnata
come il progetto For-Italy per la formazione dei tecnici forestali». A chiudere l’assessore
Giampaolo Bottacin. «Io ho vissuto la tragedia di Vaia fino in fondo ma deve diventare
anche un’occasione di rilancio come ha sottolineato prima il Sen. Saviane perché deve
insegnare non solo come preservare i centri urbani montani ma anche insegnare come
anche le amministrazioni pubbliche, come dichiarato da D’Alpaos, senza gli interventi fatti
finora a tutela del territorio i danni sarebbero stati anche maggiori. Attraverso Veneto
Agricoltura abbiamo e svolgiamo un lavoro fondamentale per la riduzione massima del
rischio. Occasione importante da cogliere in modo che il bosco e chi lo vive possano
restare nel territorio, anche attraverso i recovery fund visto che noi i progetti li abbiamo».
Insomma, buon festival a tutti.

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