Relais & Châteaux e Unesco:
la cucina che protegge
biodiversità e cultura
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| Lo chef Mauro Colagreco |
Relais & Châteaux ha presentato quattro iniziative congiunte con l’Unesco per promuovere pratiche responsabili nell’ospitalità e nella cucina. I progetti coinvolgono chef di fama mondiale e siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio mondiale, riserve della biosfera, geoparchi globali e patrimonio culturale immateriale, unendo attenzione all’ambiente e valorizzazione delle comunità locali. «Credo che la cucina abbia il potere di trasformare il mondo», spiega Mauro Colagreco, Vicepresidente e chef di Relais & Châteaux, nominato Ambasciatore di buona volontà dell’Unesco.

Mauro Colagreco: tra cucina e impegno per la biodiversità
Il progetto prende forma dalla collaborazione strategica avviata nel 2024 tra Relais & Châteaux e l’Unesco, con l’obiettivo di promuovere pratiche sostenibili nell’ospitalità e nella gastronomia. Quattro dimore iconiche del network - il FYN Restaurant in Sudafrica, Maison Pic in Francia, Eleven Madison Park negli Stati Uniti e L’Effervescence in Giappone - partecipano a iniziative volte a tutelare la biodiversità, supportare le comunità locali e coinvolgere il pubblico nell’adozione di comportamenti sostenibili, in linea con i 12 impegni di Relais & Châteaux e il mandato dell’Unesco. Al centro di questa iniziativa c’è Mauro Colagreco, Vicepresidente e Chef di Relais & Châteaux, proprietario del ristorante Mirazur a Mentone e Ambasciatore di buona volontà per la biodiversità dell’Unesco dal 2022. Colagreco ha introdotto nelle sue creazioni una profonda consapevolezza ambientale, testimoniata dal Mirazur, primo ristorante tristellato al mondo a ottenere la certificazione B Corp e la qualifica “plastic free”.
«Negli ultimi tre anni mi sono dedicato a promuovere la biodiversità e a coinvolgere quante più persone possibile in questa missione collettiva», spiega Colagreco. «Nel mio ruolo di Vicepresidente Chef di Relais & Châteaux collaboro con oltre 800 ristoranti in 580 dimore e 65 Paesi, per plasmare il futuro della gastronomia e il suo legame con la natura. La cucina ha il potere di trasformare il mondo, non solo creando sapori, ma vivendo esperienze condivise, tramandando ricette e saperi di generazione in generazione». Secondo Colagreco, i quattro progetti pilota - dalla tutela delle specie autoctone in Africa alla pesca sostenibile in Asia, dalla salvaguardia del savoir-faire culinario in Europa all’educazione alimentare in Nord America - dimostrano come la gastronomia possa proteggere attivamente gli ecosistemi.
I pilastri dei progetti sostenibili
Ogni dimora coinvolta applica misure concrete su tre fronti: rispetto per ogni forma di vita e riduzione dell’impatto ambientale, preservazione e trasmissione delle conoscenze locali, eccellenza e solidarietà come stimolo al cambiamento. «Questi quattro progetti rappresentano la prima espressione concreta della nostra collaborazione con l’Unesco», commenta Laurent Gardinier, Presidente di Relais & Châteaux. «Onorando ingredienti autoctoni e dimenticati, preservando il patrimonio culturale e il savoir-faire, promuovendo l’educazione alimentare e sostenendo l’approvvigionamento sostenibile, questi Chef incarnano i nostri impegni per una sostenibilità in armonia con il pianeta». Anche Khaled El-Enany, Direttore Generale dell’Unesco, sottolinea l’impatto dell’iniziativa: «Questi progetti mostrano come la gastronomia possa diventare una forza per tutelare la biodiversità, mantenere vivo il patrimonio culturale e incoraggiare stili di vita più sostenibili. Collaborando con Relais & Châteaux, l’Unesco trasforma il rispetto per ogni forma di vita in azioni concrete, radicate nelle comunità locali e condivise a livello globale».
Specie autoctone e ingredienti dimenticati:
Fyn Restaurant, Sudafrica
Al Fyn Restaurant, situato nella Riserva della Biosfera di Kogelberg, chef Peter Tempelhoff si concentra sulle specie autoctone e sugli ingredienti locali della regione del Capo, patrimonio mondiale dell’Unesco. Il progetto mira a proteggere la biodiversità incoraggiandone la coltivazione interna e sensibilizzando il pubblico sull’importanza di preservare queste specie, scoraggiandone la raccolta illegale. La cucina diventa così un mezzo per difendere l’ecosistema e promuovere una relazione sostenibile tra cibo e territorio.

Patrimonio culturale e savoir-faire: Maison Pic, Francia
A Maison Pic, Anne-Sophie Pic valorizza il patrimonio culinario locale collaborando con l’Unesco e con i produttori della Drôme e dell’Ardèche, territori vocati all’agricoltura biologica. Il progetto mira a tramandare tecniche tradizionali e a reintrodurre varietà vegetali antiche, rafforzando il legame tra biodiversità agricola e selvatica. «Lavoriamo per preservare il savoir-faire e contribuire alla creazione di nuove designazioni Unesco locali», dichiara la chef. La cucina diventa così custode della memoria gastronomica e culturale del territorio.

Educazione alimentare e comunità:
Eleven Madison Park, New York
Negli Stati Uniti, chef Daniel Humm, presso Eleven Madison Park, si impegna nell’educazione alimentare e nella valorizzazione della comunità collaborando con la Riserva della Biosfera Champlain-Adirondack. Il “Food Futures Lab” promuove innovazione e consapevolezza nella biodiversità e nella cucina vegetale, documentando conoscenze locali e diffondendole a livello globale. L’iniziativa dimostra come la ristorazione possa diventare strumento di formazione e sviluppo sostenibile, coinvolgendo produttori e cittadini in pratiche responsabili.

Pratiche sostenibili di pesca: L’Effervescence, Giappone
Lo chef Shinobu Namae a L’Effervescence adotta metodi di pesca sostenibili e a basso impatto, tra cui la pesca subacquea in apnea con arpione, in collaborazione con le comunità locali delle isole Amami Oshima, Tokunoshima, Okinawa e Iriomote. Il progetto punta a proteggere ecosistemi marini e rigenerare i letti di alghe, coinvolgendo pescatori consapevoli nella tutela dell’ambiente. L’iniziativa rappresenta un modello concreto per la ristorazione responsabile, dimostrando come gastronomia e sostenibilità possano procedere insieme.

Un impegno globale che unisce cibo, cultura e ambiente
Queste quattro esperienze mostrano come la gastronomia possa avere un impatto reale sul rispetto per la biodiversità e la conservazione culturale, diventando uno strumento per promuovere stili di vita più sostenibili. Secondo Laurent Gardinier, Presidente di Relais & Châteaux, «onorando ingredienti autoctoni, preservando il patrimonio e promuovendo l’educazione alimentare, questi chef incarnano i nostri impegni per una sostenibilità in armonia con il pianeta». L’Unesco supporta queste azioni traducendo il rispetto per la vita in iniziative concrete e condivise a livello internazionale.

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