Londra rilancia
i dehors, ma a Soho cresce la rivolta
dei residenti
Dopo il caldo che ha costretto alcuni ristoranti a spegnere griglie e friggitrici, nella capitale britannica si apre un nuovo fronte. Dall'estate 2027 il sindaco Khan vuole riportare i tavolini all'aperto a Soho, sfruttando i nuovi poteri concessi dal Governo per rilanciare la ristorazione. Residenti e associazioni si oppongono, sostenendo che il quartiere soffra già di rumore e problemi di sicurezza
direttore
Apochi giorni dall'ondata di calore che ha costretto alcuni ristoranti londinesi a ridurre i menu, spegnere griglie e friggitrici e, in alcuni casi, chiudere temporaneamente per tutelare il personale, la ristorazione della capitale britannica si trova al centro di un'altra polemica. Questa volta il tema non è il clima, ma lo spazio pubblico. Un tema molto sentito anche in Italia con tutti problemi legati alla movida.
Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian, il sindaco di Londra Sadiq Khan intende utilizzare i nuovi poteri concessi dal Governo per superare l'opposizione del Comune di Westminster (una delle divisioni amministrative della grande Londra) e riportare, dall'estate 2027, i tavolini all'aperto nel quartiere di Soho. Il piano è accompagnato da uno stanziamento di quasi 500mila sterline, destinato a sostenere progetti di ristorazione all'aperto, mercati alimentari, eventi e iniziative in 13 borough (quartieri) della capitale.
.I residenti: «Soho ha già superato il limite»
La decisione ha riacceso lo scontro con i residenti. La Soho Society, storica associazione del quartiere, ha annunciato l'intenzione di opporsi sistematicamente alle nuove licenze e a molti rinnovi, sostenendo che la zona soffra già di eccessivo rumore, affollamento, rifiuti e problemi di sicurezza. Secondo The Guardian, la contrapposizione è diventata ormai anche politica, con il Comune di Westminster orientato a un maggiore controllo delle autorizzazioni e il sindaco deciso invece a favorire le attività economiche.
Khan: «La ristorazione è parte della vita della città»
Per Khan, rilanciare dehors e spazi all'aperto significa rafforzare uno dei principali motori economici di Londra. «Voglio rendere più semplice estendere gli orari di apertura e ampliare l'offerta delle attività di ristorazione e del tempo libero» ha dichiarato il sindaco, spiegando che una capitale internazionale deve offrire una vita serale dinamica e sostenere ristoranti, pub e locali.
Il clima cambia, ma cresce anche il conflitto nelle città
Nel giro di pochi giorni Londra offre così due immagini molto diverse della ristorazione contemporanea. Da una parte il caldo estremo ha costretto alcuni locali a spegnere le cucine e a modificare il servizio. Dall'altra cresce il confronto su quanto spazio debbano occupare tavolini e dehors nei quartieri più frequentati.
.Due vicende che raccontano come oggi fare ristorazione nelle grandi città europee significhi confrontarsi non solo con costi e consumi, ma anche con il cambiamento climatico, le regole urbane e una convivenza sempre più difficile con chi quei quartieri li abita ogni giorno.




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