Il governo argentino stacca la spina alla Guida Michelin a pochi mesi dall’evento. L’esecutivo guidato da Javier Milei ha infatti ritirato il finanziamento pubblico, facendo saltare la cerimonia in presenza. Le stelle saranno comunque assegnate il 13 luglio, ma senza palco né pubblico: l’annuncio avverrà online, in una versione ridotta rispetto alle edizioni precedenti.

Dietro la scelta c’è probabilmente una doppia linea. Da una parte il taglio della spesa pubblica, in linea con l’impostazione economica del governo; dall’altra la volontà di cambiare approccio nella promozione del comparto, puntando su uno strumento nazionale. L’esecutivo sta infatti progettando una guida gastronomica argentina, sviluppata con YPF e l’Accademia nazionale di gastronomia, pensata per raccontare e valorizzare la cucina del Paese senza passare da un marchio internazionale.
Una svolta che segna di fatto la chiusura del percorso avviato durante la presidenza di Alberto Fernández. Era stato il suo governo, attraverso l’Istituto nazionale di promozione turistica, a portare la Michelin in Argentina con un accordo triennale mirato ad aumentare l’attrattività internazionale, soprattutto nei poli di Buenos Aires e Mendoza.
Il ritiro dei fondi nazionali non significa però un’uscita immediata della Michelin dal Paese. Per evitare che il progetto si interrompa del tutto, le due amministrazioni locali in questione hanno deciso di intervenire direttamente, mettendo insieme circa 400mila dollari. Un investimento mirato a garantire continuità alla presenza della guida sui territori, mantenendo aperto un canale di visibilità internazionale anche in un contesto politico ed economico profondamente cambiato.

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