Guerra e risparmi frenano la Pasqua al ristorante: previsto un calo delle presenze
Secondo le stime del Centro Studi Fipe-Confcommercio, saranno circa 6,2 milioni (-4,4%) gli italiani a sedersi nei ristoranti aperti per le festività, in un contesto segnato da scelte di spesa più attente. Il settore regge grazie a una spesa complessiva attesa intorno ai 403 milioni di euro, sostenuta però più dall’inflazione che da un aumento reale dei consumi
APasqua, secondo le stime del Centro studi Fipe-Confcommercio, ci saranno meno persone nei ristoranti. Infatti, le presenze sono attese in calo del 4,4% (circa 270mila persone in meno) rispetto allo scorso anno, un dato che riflette un atteggiamento più prudente da parte dei consumatori, legato sia a una maggiore attenzione alla spesa sia alle tensioni geopolitiche (in primis la guerra in Iran) e alle condizioni meteo variabili. Nonostante ciò, il comparto regge. Saranno comunque circa 6,2 milioni i clienti pronti a sedersi ai tavoli degli oltre 113mila ristoranti aperti in tutta Italia.
Un numero ancora significativo, che conferma come il ristorante resti di fatto una scelta centrale per le festività, anche in una fase in cui si tende a contenere i consumi. A sostenere il settore contribuisce anche la spesa complessiva, stimata intorno ai 403 milioni di euro (+1,2%), una crescita che, come riportato dalla Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), però è legata soprattutto all’aumento dei prezzi più che a un’espansione reale della domanda.
Offerta divisa tra degustazione e carta,
con i classici pasquali protagonisti
Sul piano dell’offerta, emerge con chiarezza una doppia direzione. Da un lato, oltre la metà dei ristoratori (52,6%) punta sul menu degustazione, una formula che consente di strutturare l’esperienza e di ottimizzare la proposta (oltre a permettere una gestione più efficiente della cucina e delle risorse), con un prezzo medio di circa 72 euro, bevande escluse. Dall’altro, il 47,4% dei locali continua a proporre il menu alla carta, che in un contesto di maggiore cautela nei consumi permette ai clienti di scegliere in modo più flessibile e di gestire il budget.
A livello gastronomico, di proposte, non ci sono sorprese. I menu restano infatti ancorati ai piatti simbolo della Pasqua italiana ossia pasta fatta in casa, agnello, capretto. Una linea che, in poche parole, tiene insieme identità e aspettative, e che continua a essere riconosciuta e richiesta dal pubblico.
La lettura della Fipe sul mercato pasquale
«Le aspettative del settore per le feste di Pasqua riflettono il clima di diffusa preoccupazione sul contesto e le tensioni geopolitiche che spingono verso comportamenti di consumo attenti e più conservativi» ha dichiarato Lino Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio.
«Tuttavia - ha aggiunto -, la netta prevalenza del menu tipico regionale e la proposta di piatti come la pasta fresca e l'agnello confermano un forte legame con la tradizione sia da parte dei ristoratori sia dei consumatori. I nostri locali si adattano alle esigenze del pubblico, offrendo esperienze definite con i menù degustazione oppure opzioni flessibili alla carta, confermandosi un solido punto di riferimento per milioni di italiani anche a Pasqua».


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