sabato 31 dicembre 2016

Un Bistrot per Capodanno

Un Bistrot per Capodanno

Nella città di Giotto, Pedrocchi, il Prato e il Santo

Un Bistrot per Capodanno

Stile creativo

Stile creativo
Alla vigilia dell'imminente Capodanno, così come succede ormai da quando vinoecibo occupa il suo spazio nel web, l'imbarazzo di scegliere quale menù pubblicare, fra i molti che arrivano nella casella mail della redazione, diventa sempre più greve. E mentre pressochè tutti gli umani redattori se ne stanno già belli che spaparanzati nei loro luoghi di vacanza , lasciamo a me, canuto merlo, l'incombenza della scelta. Si va dai blasonati locali nel cuore di città d'arte come Firenze o Venezia, a quelli di località di montagna alla moda, come St.Mortiz e Cortina ma anche di tavole esclusive alle Maldive. Più ancora, di ristoranti di città come cento altre ne esistono nel nostro Paese, tutte pronte ad offrirsi per un fine anno e un Capodanno vacanziero fuori dai grandi circuiti mediatici e capaci di farsi ricordare, oltre che per la loro ospitalità e le loro bellezze artistiche, storiche e culturali, anche per la loro proposta gastronomica. Quasi sempre legata al territorio ma non di rado ispirate da una precisa ricerca di stile e di originale creatività.

Nel centro che più in centro non si può

Nel centro che più in centro non si può
E' il caso , grazie alla pagliuzza più corta abbinata al risotrante da scegliere, che il vostro vecchio merlo vi darà conto di quel che hanno pensato al Bistrot 12 in quel del cuore della giottesca città patavina. Nota per le pennellata di Giotto, il Santo di più di mezzo mondo, il suo Prato della Valle, senza erba, e il suo Caffè , senza porte. Ma anche per la sua antica e blasonata università con la sua sede proprio nel centro della città a pochi decine di metri da via Sant'Andrea, dove appunto si trova il locale di Mattia Gardini, Viviana Gallocchio, in sala, e Daniel Bertapelle con il secondo Antonio Berti in cucina.

Il menù concertato di Mattia e Viviana in sala e Daniel e Antonio in cucina

Il menù concertato di Mattia e Viviana in sala e…
Da dove, per la cena dell'ultimo del 2106, usciranno:
“ostrica al gin tonic e mela verde” accompagnata da un flut di Franciacorta Saten" per passare poi alla “tartare di dentice al mandarino, zafferano e nuvole di riso al wasabi” che prelude a “astice alla vaniglia e carciofi alla liquirizia”. Stimolanti ingressi prima di passare al “tortellone al radicchio, crema di aglio nero, burrata e bottarga” che fa da alfiere alle “mezze maniche di grano duro mantecate all'uovo, vellutata di cannellini di Atina Dop e alici marinate”. 

Un tripudio di sapori che apre la strada al “trionfo del filetto di tonno, shitake e pancetta crispy di maialino iberico e cime di rapa”. A quel punto, arrivati alle ultime manciate di minuti del 2016, ecco il “cremoso al cioccolato di Modica, Rhum e meringa al caffè” e il panettone d'artigiano con le salse dello chef. Dopo la mezzanotte il bene augurale cotechino con spuma di lenticchie e gambero rosso. Insomma, come detto, tutto all'insegna di una ricerca di stile che a suo tempo,   un'umana redattrice aveva già testato. Trovandosi a scorribandare in una città di provincia che a ben diritto va messa insieme a tutte le altre che danno vita ad un Paese che, più anni passano, e più dimostra quanti sono i suoi tesori che valgono un paio di giorni di vacanza. Magari a Capodanno.

Per altri dettagli la pagina Facebook di Bistrot 12 di Via Sant'Andrea a Padova, la visualizzate cliccando qui .
29 Dicembre 2016
Il merlo parlante

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