mercoledì 2 settembre 2026

Vendemmia, il Veneto guarda al modello virtuoso del Trentino

 Vendemmia, il Veneto 

guarda al modello 

virtuoso del Trentino



L'assessore all'Agricoltura della Regione Dario Bond ha inoltrato la richiesta di far propria la prassi della "Ganzega" per l'aiuto spontaneo, occasionale e gratuito da parte di famigliari e amici, ufficialmente adottata dalla Provincia Autonoma di Trento. Un'antica tradizione che diventa festa popolare


di Giuseppe Casagrande 

Il Trentino fa scuola in molti settori e - diciamolo francamente - anche un po' d'invidia. Non solo perché gode del privilegio che gli deriva dallo speciale Statuto di Autonomia con ampi poteri legislativi ed esecutivi (privilegio che vale anche per la Provincia Autonoma di Bolzano), ma per la rapidità con cui vengono affrontati i problemi contingenti. 
L'ultimo esempio è il riconoscimento ufficiale del lavoro solidale. Un modello virtuoso che, in occasione della vendemmia e della raccolta delle mele, è stato sancito ripristinando un'antica usanza trentina conosciuta con il termine dialettale della "Ganzega", una festa popolare. 

La "Ganzega", un'antica tradizione trentina
 che diventa festa popolare

La “Ganzega” riguarda l’aiuto spontaneo, occasionale e gratuito da parte di familiari, amici e vicini per attività agricole, come la vendemmia e la raccolta della frutta, tradizionalmente accompagnato da un momento conviviale come “ricompensa” e che rappresenta l’unica forma di riconoscimento per l’aiuto prestato. 
Un'iniziativa interessante che, nel caso di piccole realtà familiari, può alleggerire il problema della ricerca di personale ausiliario per le operazioni di raccolta contribuendo allo stesso tempo a salvaguardare un'antica e storica tradizione popolare. L’aiuto di soccorso - altra importante novità - riguarda la collaborazione reciproca tra imprenditori agricoli in particolari situazioni di necessità come, ad esempio, malattia e infortunio.

L'appello dell'assessore all'Agricoltura 
del Veneto alle Camere di Commercio

Richiamando il modello virtuoso adottato dalla Provincia Autonoma di Trento, nei giorni scorsi
l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Dario Bond, (nella foto) ha rivolto un appello alle Camere di Commercio, in particolare a quella di Treviso e di Belluno, affinché valutino l’avvio della raccolta e la registrazione degli usi relativi allo scambio di manodopera tra imprenditori agricoli, con un percorso coordinato e criteri condivisi.
"Lo scambio di manodopera tra agricoltori e l’aiuto di parenti e affini - ha dichiarato - sono pratiche diffuse anche nelle nostre campagne, soprattutto nei periodi di vendemmia e di raccolta delle mele, della frutta o di altri prodotti agricoli. Vogliamo che chi opera in buona fede possa farlo con maggiore certezza, senza il timore che una forma genuina di collaborazione venga confusa con lavoro irregolare. L’esperienza del Trentino con  con l’entrata in vigore del riconoscimento per la “Ganzega” e il lavoro solidale dimostra - ha aggiunto - che una strada per fare chiarezza esiste."

Dario Bond: "Il modello trentino indica
una strada percorribile anche in Veneto"


Al modello trentino della "Ganzega", in particolare per quanto riguarda la vendemmia e la raccolta delle mele,
sta guardando con interesse anche il Friuli Venezia Giulia. Tornando alla richiesta del Veneto di approvare in tempi rapidi la modifica del registro degli usi, l'assessore Dario Bond ha confessato che l'iniziativa richiede tempo, ma l'importante è iniziare. "Dobbiano  - ha aggiunto - dare maggiore certezza agli agricoltori per ridurre le aree di incertezza e tutelare chi opera correttamente. La Regione è pronta a mettere a disposizione il proprio supporto tecnico e istituzionale - ha concluso l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto - l’obiettivo è concreto: meno burocrazia, meno rischi di contestazioni per chi si aiuta reciprocamente secondo forme genuine e più certezza per le imprese agricole, sempre nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Il modello trentino indica una strada: ora chiediamo alle Camere di Commercio venete di valutarne l’applicazione nei nostri territori."

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