sabato 23 luglio 2022

In Portogallo, al via l'estrazione della corteccia delle querce da sughero

  In Portogallo, al via 

l'estrazione della corteccia 

delle querce da sughero


L'operazione "decortica", affidata a mani esperte, è un rito antico e affascinante che torna ciclicamente in estate nella regione dell'Alentejo. Amorim ne ricava non solo i famosi tappi in sughero, ma molti altri prodotti.


In questi giorni nelle foreste di sughero dell'Alentejo, regione del Sud del Portogallo, è iniziata la cosiddetta "decortica", vale a dire l'estrazione della corteccia delle querce giunte a piena maturazione per ricavarne tappi e altri preziosi prodotti. 
Un rituale antico e affascinante che torna ciclicamente e si rinnova anno dopo anno. Un rito che, in questo 2022, assume un significato ancora più profondo e simbolico. La "decortica" ci ricorda come, nonostante tutto, la natura abbia continuato a fare il suo corso: una vera e propria rinascita, che, da secoli, anima le sugherete del Portogallo di Amorim Cork, il più grande produttore di tappi in sughero al mondo, colosso guidato in Italia dall'ad Carlos Veloso dos Santos (NELLA FOTO).
Nel mese di luglio la linfa si posiziona tra il fusto della pianta e la sua corteccia, ed è quindi possibile toglierla agevolmente, con un abile movimento che può essere praticato solo da mani esperte. La "decortica" risulta essere proprio per questo tra i lavori agricoli più ben pagati al mondo, perché sono in pochi a possedere le competenze e la manualità necessarie, che ne fanno un’attività economicamente fondamentale per le comunità del Sud del Portogallo e della Spagna.
 Un'attività sostenibile anche in termini ambientali: la decortica offre, infatti, un importante contributo contro la desertificazione delle foreste del Nord Africa e del Sud Europa, dato che la quercia da sughero è l’unica pianta in grado di sopravvivere in un suolo povero e con poca acqua.
Una ottimizzazione naturale delle energie, cui Amorim ha contribuito ulteriormente supportando un avanguardistico sistema di irrigazione a goccia, che permette di perfezionare l’erogazione della risorsa idrica e allo stesso tempo di ottenere in 12 anni (a fronte dei precedenti 36) una pianta adulta. In questa maniera sarà più facile provvedere a un rimboschimento, sostituendo l’eucalipto al momento predominante - oltretutto dal potere di combustione enorme - con le ignifughe querce da sughero, innanzitutto attorno ai centri abitati, così da proteggere anche chi abita nei pressi della foreste.

Il progetto Amorim: 50 mila ettari di nuove foreste irrigate

I progetti di Amorim puntano a coinvolgere investitori che contribuiscano alla piantagione di 50 mila ettari di nuove foreste irrigate, che rappresenteranno un aumento della produzione del 30%. L’attuale densità, di 50 piante per ettaro, è spontanea. Con l’intervento di coltivazione intensiva, Amorim vuole arrivare alle 600 piante per ettaro, per poi trapiantarne la metà, quindi 300, in un’altra area.
La coltivazione delle querce, infatti, è sempre più strategica per l’intero bacino del Mediterraneo, la cui macchia rappresenta uno dei 36 santuari di biodiversità del pianeta. Una meraviglia che può mantenersi sana anche grazie ai 2,2 milioni di ettari di foresta da sughero, che consentono la vita a varie specie animali e vegetali e assorbono fino a 76 milioni di tonnellate all’anno di CO2. La decortica rappresenta un vero e proprio respiro dato alle piante, ma soprattutto, a livello globale al mondo intero. Se consideriamo che, oltretutto, la filiera dei tappi in sughero Amorim, dalla decortica fino al finissaggio, è un processo molto delicato oggi certificato scientificamente con carboon footprint negativa, ben si individua l’ulteriore valore al percorso contenuto in un tappo in sughero. 
È stato  dimostrato infatti che un singolo pezzo consente di trattenere tra i 309 e i 562 g di CO2. Ciò significa che, per un effetto di compensazione, l’uso di un tappo in sughero attenua l’impatto ambientale delle altre filiere in cui è coinvolto: ad esempio, nell’enologia, l’impronta di carbonio delle bottiglie di vetro, che rilasciano in media tra 300 e 500 g di CO2 durante la produzione a seconda del loro peso, può essere addirittura annullata se per la chiusura si sceglie il sughero.
La decortica è quindi un importante contributo che Amorim offre a due fenomeni critici dell’area mediterranea: la desertificazione ambientale e quella sociale. Per tutti questi motivi il Gruppo Amorim, leader mondiale nel mercato del sughero, è da sempre in prima fila per la conservazione di quello che è un vero e proprio dono della Natura e per uno sviluppo esclusivamente sostenibile dell’attività industriale ad esso correlata.

GIUSEPPE CASAGRANDE

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