sabato 23 luglio 2022

Accordo tra Russia e Ucraina, via libera a grano e mais bloccati nei porti sul Mar Nero

 

Accordo tra Russia e Ucraina, 

via libera a grano e mais 

bloccati sul Mar Nero

Lo ha annunciato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Lo sblocco di oltre 20 milioni di tonnellate di frumento e di 3 tonnellate di mais scongiurerà disordini sociali nei Paesi del Sud del Mondo e aiuterà anche l'Italia


Ventidue milioni di tonnellate di grano, e altre 3 di mais, si apprestano a lasciare l'Ucraina, salpando dai porti del Mar Nero. Una buona notizia per l'Africa, l'Asia e il Medio Oriente dove si trovano Paesi che da tempo sono in subbuglio per la carenza del frumento necessario per fare il pane e del mais, che viene invece utilizzato per sfamare gli animali da allevamento.

Da mesi le tonnellate giacevano inerti nei silos affacciati sul Mar Nero a causa del blocco delle merci imposto dalla Russia all'Ucraina, dopo l'invasione iniziata il 23 febbraio scorso.

Russia e Ucraina, alla fine si sono sedute attorno a un tavolo per sbloccare questa situazione. Ci sono riuscite grazie all'intervento dell'Onu e della Turchia, la nazione che ha ospitato gli ultimi incontri tra le rispettive delegazioni. 

Lo sblocco del grano e del mai finora bloccato nei porti, oltre a scongiurare possibile sommosse nel mondo per la carenza di cibo e possibili situazioni di instabilità (secondo i dati della FAO sono più di 50 i Paesi in via di sviluppo che, fino allo scorso anno, dipendevano dal grano esportato dall’Ucraina per la copertura del fabbisogno totale interno) è un toccasana anche per l'Italia. Nel nostro Paese il mais ucraino viene usato oltre che per l'alimentazione degli animali, anche per la produzione di olio di semi di girasole.

Le navi cariche di mas e frumento potranno lasciare i porti grazie a un corridoio umanitario creato ad hoc e sotto l'egida dell'Onu, l'Organizzazione mondiale delle nazioni unite.


Grano, Russia e Ucraina hanno raggiunto l'accordo per l'export bloccato dalla guerra

Le minacce di carestie e delle conseguenti sommosse e ribellioni che rischiavano di destabilizzare Africa, Asia e Medio Oriente, sembrano essere stata scongiurate.

Merito dell'accordo che faticosamente raggiunto tra Russia e Ucraina, le due nazioni impegnate in un sanguinoso confitto iniziato il 23 febbraio, quando la Russia ha invaso l'Ucraina. La guerra aveva infatti subito fatto scattare il blocco dei porti ucraini sul Mar Nero da parte delle navi da guerra russe.

Non è stato un accorto diretto tra le due nazioni, ma indiretto. L'Ucraina ha infatti firmato l'accordo con l'Onu e la Turchia e altrettanto ha fatto la Russia. Ma, al di là di questi formalismi, l'importante è stato il risultato raggiunto, sbloccare il grano e il mais che finora erano stivati nelle navi container e nei silos ucraini.

Nelle stive delle navi container e nei silo affacciati sul mare giacevano da parecchi mesi oltre venti milioni di tonnelate di frumento e circa 3 di mais. Ora queste preziose risorse potranno prendere il largo e raggiungere la Nazioni che ne avevano fatto richiesta, grazie alla creazione di un apposito corridoio umanitario concesso dalla Russia, e tutelato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu)

L'accordo è frutto di mesi di mediazioni fra le due nazioni belligeranti ed è stato raggiunto verbalmente in questi giorni in Turchia. Ad annunciare l'intesa, che sarà ufficializzato nelle prossime ore, è stato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

L'accordo fra Russia e Ucraina fa bene anche all'Italia

L'accordo raggiunto tra Russia e Ucraina dà anche il via libera al mais che l'Italia aveva chiesto all'Ucraina, necessario per produrre mangime per animali e per produrre l'olio di mais.

Coldiretti, associazione che tutela gli agricoltori italiani ha brindato all'intesa tra Russia e Ucraina su grano e mais.

«L’Ucraina nonostante il calo dei raccolti causati dal conflitto in corso resta uno dei principali produttori e rappresenta il 10% del commercio mondiale di frumento tenero destinato alla panificazione, ma anche il 15% del mais per gli allevamenti - ha spiegato Coldiretti - L'accordo raggiunto per la ripresa del passaggio delle navi cariche di cereali sul Mar Nero è importante per salvare dalla carestia quei 53 Paesi dove la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l'alimentazione, ma anche per i Paesi più sviluppati costretti ad affrontare una crescente inflazione spinta dal carrello della spesa e favorita dalla crisi energetica ma anche dai cambiamenti climatici che con caldo e siccità hanno tagliato i raccolti». 

L’emergenza mondiale riguarda direttamente l’Italia che è un Paese deficitario ed importa addirittura il 62% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 46% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame, secondo l’analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia peraltro che l’Ucraina è il nostro secondo fornitore di mais con una quota di poco superiore al 13% (785 milioni di chili), ma garantisce anche il 3% dell’import nazionale di grano (122 milioni di chili) senza dimenticare gli arrivi di ben 260 milioni di chili di olio di girasole.

«L’accordo raggiunto è positivo anche sotto un altro aspetto di rilievo - ha invece dichiarato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - La ripresa delle vendite all’estero da parte dell’Ucraina consentirà di liberare le strutture necessarie per lo stoccaggio dei nuovi raccolti, facilitandone l’ordinata commercializzazione».Accordo tra Russia e Ucraina, via libera a grano e mais bloccati nei porti sul Mar Nero

In Italia il mais scarseggia pure per la mancanza d'acqua

«Lo sblocco delle spedizioni sul Mar Nero è importante per l’Italia in una situazione in cui senza precipitazioni rischiano di dimezzare i raccolti nazionali di foraggio e mais destinati all’alimentazione degli animali di cui l’Italia è peraltro fortemente deficitaria, mentre la produzione di grano tenero risulta in calo del 20% - ha ripreso Coldiretti - Caldo e siccità hanno colpito duramente la pianura padana dove si concentra 1/3 della produzione agricola nazionale e circa la metà degli allevamenti dai quali nascono formaggi e salumi di eccellenza Made in Italy».

Lo sblocco del grano fa scendere la bolla speculativa

Sarà un caso, ma nel giorno dell'accordo tra Mosca e Kiev sulle esportazioni dai porti del Mar Nero il prezzo del grano suo mercati è tornato ai livelli precedenti l'attacco russo in Ucraina. Iat

 

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