Torino, la capitale segreta del gusto italiano (e pochi lo sanno)
Torino si scopre camminando, tra portici, palazzi sabaudi Unesco, piazze eleganti e grandi musei come l’Egizio. In questo periodo è animata da CioccolaTò, dal Salone del Vermouth e dal Salone del Vino. Capitale di caffè storici, bicerin, aperitivo e cucina piemontese, unisce arte, gusto e savoir vivre, con ottimi hotel e ristoranti tipici per un long weekend raffinato
Torino non si mostra: si svela camminando. E riserva piacevolissime sorprese, che ne fanno una destinazione ideale per un long weekend fra arte, gusto, savoir vivre. Tre ottime occasioni per visitarla sono in questo periodo CioccolaTò, la grande kermesse dedicata al cioccolato (in Piazza Vittorio Veneto dal 13 al 17 febbraio), il Salone del Vermouth, dedicato al simbolo dell’aperitivo italiano nel mondo, di cui si festeggia quest’anno il 240° anniversario della nascita ufficiale (21 e 22 febbraio al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano), il Salone del Vino (28 febbraio-2 marzo).
I 18 km di portici della prima Capitale d’Italia
Torino è una città che non alza la voce, ma conquista passo dopo passo, tra geometrie perfette e improvvisi colpi di teatro barocco. Il suo volto più profondo nasce dalla visione di grandi architetti di corte - Guarino Guarini, Filippo Juvarra, Ascanio Vitozzi, Carlo e Amedeo di Castellamonte - chiamati da Casa Savoia a trasformare una capitale dinastica in una città europea, elegante e razionale, capace ancora oggi di raccontare il potere, la cultura e l’ambizione di un’intera epoca. Basta passeggiare sotto i 18 chilometri di portici, un unicum urbano che protegge e accompagna il cammino, o lungo i viali alberati che rendono Torino una delle città più verdi d’Italia, per respirare quell’atmosfera composta e regale che la rese prima capitale d’Italia tra il 1861 e il 1864. Qui la bellezza non è mai casuale: è il risultato di un disegno coerente, pensato nei secoli.
I Palazzi del potere, Patrimonio Unesco
Il centro di Torino è stato, per secoli, il cardine del potere politico sabaudo e il cuore di Casa Savoia. Qui, a poca distanza l’uno dall’altro e tutti oggi visitabili, si trovano i palazzi del potere, dove risiedeva la corte e dove veniva esercitato il governo dello Stato: da Palazzo Reale, simbolo della magnificenza e del fasto della dinastia, a Palazzo Madama, trionfo del barocco, dove risiedevano le Madame Reali. Poco fuori, in collina, l’incantevole Villa della regina, con i suoi giardini e le vigne, era prediletta da duchesse, principesse e regine che la elessero a loro dimora. Con le scenografiche Residenze Sabaude dei dintorni, sono uno straordinario patrimonio di arte e storia, dal 1997 tutelato in gran parte dall’Unesco per la loro unicità: nlla sola città sono annoverati nel Patrimonio Unesco i Musei Reali (Palazzo Reale, Biblioteca Reale, Armeria Reale, Giardini Reali, Palazzo Chiablese), il Castello del Valentino, Palazzo Carignano, Palazzo Madama, Villa della Regina, Archivio di Stato, Palazzo della Prefettura, la Cavallerizza, l’ex Accademia Militare, l’ex Zecca di Stato, la facciata del Teatro Regio.
Piazza San Carlo, il salotto cittadino
Il cuore pulsante di Torino è piazza San Carlo, il salotto barocco della città. Simmetrica, misurata, solenne senza essere opprimente, è attraversata da via Roma, asse urbano fondamentale. La sua particolarità è tutta nella stratificazione del Novecento: tra il 1930 e il 1937 l’intervento di risanamento divise la via in due anime. Da un lato il tratto progettato da Marcello Piacentini, severo ed essenziale, espressione del classicismo novecentista; dall’altro il ritorno allo stile settecentesco, in armonia con le piazze storiche. Un dialogo tra epoche che funziona ancora oggi. In piazza San Carlo una sosta è quasi un rito: Stratta, pasticceria e confetteria dal 1836, è molto più di un locale storico. È un frammento vivo di Torino, dove il tempo sembra essersi fermato tra boiserie, vetrine eleganti e il profumo persistente del cioccolato.
Il Museo Egizio, secondo al mondo dopo quello del Cairo
A pochi passi si entra in un’altra dimensione: il Museo Egizio, secondo al mondo solo a quello del Cairo. Ospitato nell’ex Collegio dei Nobili progettato da Guarini, racconta l’Egitto faraonico ma anche la passione sabauda per il collezionismo e la scienza. Il restauro concluso nel 2015 ha restituito al museo spazi luminosi e una narrazione moderna, distribuita su cinque piani che accompagnano il visitatore in un viaggio millenario. Assolutamente da non perdere, è una delle perle che rendono unica Torino, un’attrazione per tutte le età.
Spranger e il Beato Angelico a confronto
Ai Musei Reali di Torino, fino al 03 maggio, è in corso la mostra “Spranger. Giudizi Universali a confronto”, che propone per la prima volta un dialogo diretto tra due capolavori del Giudizio Universale: quello di Beato Angelico (1425-28), eccezionalmente prestato dal Museo di San Marco a Firenze, e quello del pittore fiammingo Bartholomeus Spranger (1570-71). L’esposizione mette in luce come un tema iconografico così potente attraversi secoli, dal primo Rinascimento al Manierismo, mostrando le diverse interpretazioni di luce, colore e composizione. Per chi visita Torino, la mostra rappresenta un’occasione unica non solo per ammirare le opere, ma anche per approfondire storia, tecnica e simbolismo artistico grazie a pannelli esplicativi, visite guidate e laboratori per famiglie. Un percorso che unisce arte, curiosità e scoperte, perfetto per chi vuole vivere la città camminando tra musei e caffè storici.
La sede del primo Parlamento italiano e il ristorante prediletto da Casanova e Cavour
Uscendo dal museo si apre piazza Carignano, uno dei luoghi più intensi della città. È dominata dall’inconfondibile Palazzo Carignano, capolavoro del barocco europeo, che colpisce per la facciata in cotto dal movimento curvilineo, quasi viva. Qui non c’è solo architettura: c’è storia. In questo palazzo nacquero Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, e tra queste sale presero forma il Parlamento subalpino e il primo Parlamento italiano. È uno spazio dove il Risorgimento smette di essere un capitolo di libri e diventa esperienza concreta. Nella stessa piazza si affaccia il Teatro Carignano, elegante esempio di teatro all’italiana, Poco distante si incontra un altro tempio torinese: Del Cambio. Dal 1757 è molto più di un ristorante: è un luogo della memoria. Ai suoi tavoli si sono seduti Casanova, Cavour, Balzac, Nietzsche, Verdi, Puccini, D’Annunzio, fino alla famiglia Agnelli. E poi le grandi donne: Eleonora Duse, Maria Callas, Audrey Hepburn. Mangiare qui significa entrare in una tradizione che unisce politica, arte e mondanità.
Caffè storici (fra pasticceria mignon e tramezzini), Musei Reali e la Sindone.
Proseguendo verso piazza Castello, passando sotto la raffinata Galleria Subalpina, ci si può fermare al Caffè Baratti e Milano, dove la pasticceria mignon (facile da mangiare in un sol boccone) racconta il gusto sabaudo per l’eleganza discreta, o al Caffè Mulassano, patria del tramezzino, nato qui per soddisfare appetiti rapidi ma raffinati: fra quelli tradizionale, imperdibile è quello è a base di acciughe al verde, vitello tonnato e peperoni alla bagna cauda.
Piazza Castello è il grande palcoscenico di Torino. Qui convivono secoli di architettura: la Chiesa di San Lorenzo di Guarini, capolavoro di geometrie ardite; lo scenografico scalone di Juvarra a Palazzo Madama, edificio unico che unisce castello medievale e facciata barocca; e il vasto complesso dei Musei Reali, con Palazzo Reale, Giardini, Armeria, Biblioteca e la straordinaria Cappella della Sindone, vertice assoluto del genio del Guarini. Anche una visita breve basta per cogliere la grandezza di questo polo monumentale. All’interno, la Caffetteria Reale offre una pausa (e anche un delizioso pranzo) in ambienti che un tempo custodivano porcellane preziose: un ristoro che è anche una piacevolissima esperienza estetica. Uscendo, in pochi metri si raggiungono il Duomo, le Porte Palatine e il Parco Archeologico, fino al Quadrilatero Romano, dove sorge il Santuario della Consolata, luogo amatissimo dai torinesi, frutto di secoli di interventi barocchi.
Il cibo, rito e memoria collettiva, dal Bicerin alla Merenda Reale
Soggiornare a Torino significa concedersi un viaggio che coinvolge tutti i sensi, dove storia, eleganza e gusto si fondono in un racconto gastronomico unico in Italia. Qui il cibo non è mai solo nutrimento: è rito, identità, memoria collettiva. Una tradizione costruita nei secoli tra cucine di corte, invenzioni borghesi e sapienze popolari, capace ancora oggi di sedurre il viaggiatore più esigente. Torino detiene il primato di essere la città con il maggior numero di caffè storici d’Italia. Luoghi che non sono semplici locali, ma salotti culturali dove si sono incrociati politici, artisti e letterati. Qui nasce e si consolida l’arte della pasticceria mignon, pensata per essere gustata in un solo boccone - le celebri bignole - secondo l’etichetta sabauda che imponeva eleganza e discrezione anche nei gesti più semplici.
Proprio a Casa Savoia si deve uno dei riti più affascinanti della tradizione torinese: la Merenda Reale, oggi recuperata e valorizzata da Turismo Torino e Provincia. Nata nel Settecento tra le mura delle residenze di corte, dove si accompagnavano conversazioni colte a tazze fumanti di cioccolata e dolci “bagnati”, la merenda si evolve nell’Ottocento, quando l’aristocrazia sceglie i caffè cittadini come nuovi luoghi di socialità, consacrando il Bicerin a bevanda simbolo. Oggi la Merenda Reale del ’700 e dell’800 rivive in luoghi iconici come la Caffetteria di Palazzo Reale e Caffè storici, quali Pepino 1884, Caffè Platti 1875, Caffè Elena, Caffè Fiorio.
E sì, il Bicerin: denso, caldo, avvolgente, nato dall’incontro perfetto tra cioccolata, caffè e crema di latte, è uno dei simboli assoluti del gusto torinese. Degustarlo al Caffè Al Bicerin, minuscolo e leggendario, affacciato su piazza della Consolata dal 1763, è un’esperienza quasi iniziatica: pochi tavolini, silenzio rispettoso, e un sapore che racconta secoli di abitudini cittadine.
Il rito dell'aperitivo e il Vermouth
Torino rivendica con orgoglio un’altra invenzione diventata globale: l’aperitivo. È qui infatti che nel 1786 Antonio Benedetto Carpano crea il Vermouth, miscelando Moscato del Piemonte e vini corposi del Sud, profumati con estratti e infusioni di circa 30 erbe aromatiche. Vari ora, come noto, i tipi di Vermouth: rosso, bianco, rosato, dry e extra dry. A Torino l’aperitivo è un rito inderogabile. Chi volesse viverlo alla grande, può partecipare a Extra Vermouth, esperienza che abbina degustazioni in purezza o cocktail a 4 assaggi di piatti o prodotti tipici piemontesi rivisitati in chiave moderna, fino al dolce conclusivo (si può scegliere fra 3 degustazioni di Vermouth in purezza oppure 1 degustazione in purezza e 1 cocktail).
La cucina, fra maestria dei cuochi di corte e tradizione contadina
La cucina torinese nasce dalla maestria dei cuochi di corte, capaci di dialogare con le influenze francesi e savoiarde, ma anche di accogliere la forza della tradizione contadina. Ne deriva una gastronomia sontuosa e al tempo stesso schietta, fatta di piatti intensi, strutturati, profondamente legati al territorio. Gli antipasti sono un vero manifesto identitario: vitello tonnato, acciughe al verde, carpioni di carne e pesce, flan di verdure, tomini freschi.
Seguono i grandi classici: la bagna caôda, rito conviviale prima ancora che ricetta (antica ricetta contadina a base di salsa con olio, acciughe e aglio in cui si intingono verdure crude e bollite); gli agnolotti, gli gnocchi, i risotti; poi i secondi importanti come il bollito misto, i brasati e il .. In tavola non mancano mai i grissini, invenzione torinese, nelle versioni stirata e rubatà, e una straordinaria varietà di formaggi, dalle robiole alle tome, fino ai tomini e ai paglierini. Il finale è affidato allo zabaglione, altra invenzione piemontese, oggi reinterpretata anche dall’alta cucina.
Il Freisa, re dei vini della provincia di Torino
Il racconto non sarebbe completo senza il vino. Se il Piemonte è universalmente riconosciuto come terra di grandi etichette, meno noto è il patrimonio vitivinicolo della provincia di Torino: Canavese, Collina Torinese, Pinerolese e Val di Susa custodiscono 25 vini Doc prodotti da vitigni autoctoni. Emblema assoluto è il Freisa, rosso rubino, lievemente mosso, che vanta persino una vigna urbana accanto a Villa della Regina, a pochi passi dal centro storico, con straordinaria vista sulla città. E’ l’unico vigneto urbano in Italia a produrre un vino cru certificato Doc.
Su quasi un ettaro di superficie sono state reimpiantata 2700 barbatelle, per la maggior parte di Freisa, da cui proviene il pregiato Freisa di Chieri Doc Vigna Villa della Regina. La cantina è aperta per visite e degustazioni e, fra le curiosità, vi si possono ammirare il Museo delle Contadinerie e quello del Giocattolo Antico.
Dove dormire a Torino
Opera35 Boutique Hotel
Questo elegante boutique hotel a 4 stelle poco distante da piazza Vittorio Veneto (una delle piazze della movida torinese) e dal Parco del Valentino é stato ricavato dall’attenta ristrutturazione di un palazzo ottocentesco in stile neoclassico, con stucchi ed affreschi esaltati dal contrasto con l'arredamento contemporaneo e di design.
Le sistemazioni spaziano da camere e junior suite a monolocali più ampi con cucina, ideali per soggiorni lunghi o famiglie fino a quattro persone. La corte interna è un’accogliente oasi di tranquillità, il servizio molto attento, golosa la prima colazione. Dall’hotel si raggiunge il centro anche a piedi, con una bella passeggiata fra antichi ed austeri edifici.
Best Western Plus Hotel Genova
Situato in una posizione strategica, a pochi passi dalla Stazione Porta Nuova, dall’elegante Via Roma e dal centro storico, permette agli ospiti di raggiungere agevolmente le principali attrazioni cittadine e di vivere la vivace atmosfera torinese.
4 stelle, ricavato in un palazzo d’epoca, vanta una lunga tradizione di ospitalità che risale alla fine dell’Ottocento, sapientemente integrata con comfort moderni e servizi di alta qualità, che con l’attenzione dello staff, contribuiscono a crearvi una calda atmosfera. Eccellente la ricca prima colazione a buffet e un invito a regalarsi una pausa di benessere la SPA H14.Possibilità di alloggiare anche in appartamenti di varie dimensioni.
Hotel Concord
Nella centralissima Via Lagrange, la passeggiata più bella ed elegante della città, e nel contempo vicino alla stazione e alle vie pedonali dello shopping, anche questo elegante 4 stelle è ospitato in un palazzo storico. Un must è la Prima colazione piemontese, che propone un ampio ventaglio di deliziosi e genuini prodotti piemontesi, offrendo un assaggio genuino del territorio per iniziare al meglio la giornata. Opzioni anche per ospiti vegani e persone con intolleranze alimentari.
L’hotel è ha una particolare attenzione per le famiglie, con camere comunicanti e una serie di servizi pensati su misura per loro, ed è Pet Friendly, mettendo a disposizione ciotole per acqua e cibo, una comoda cuccetta e Dog Sitter su richiesta.
Dove mangiare a Torino
Per gustare la cucina tipica piemontese affidatevi ai ristoranti del Circuito Mangébin che nel capoluogo e in provincia sono una garanzia di qualità e autenticità. Eccone tre a Torino.
Ristorante La Badessa
Il Ristorante La Badessa - ospitato nello storico nello storico Palazzo Coardi di Carpeneto - si trova nella centralissima Piazza Carlo Emanuele II ed offre una proposta culinaria decisamente originale, dato che propone fin dal 1996 "la cucina dei monasteri", introvabile nei ristoranti.
Attraverso la costante raccolta di ricette, sia della tradizione che contemporanee, è impegnato a preservare e valorizzare questa cucina unica, affinché non venga dimenticata e possa continuare a esprimersi nei piatti che propone quotidianamente alla sua clientela, con l’obiettivo di sorprendere attraverso la semplicità. Da provare. Ad accrescere il piacere della tavola - diretta con mano sicura dallo Chef Ardit Grembi- il calore dell’ambiente, con ritratti del Seicento, sculture a soggetto ecclesiale e perfino una toccante collezione di ex voto.
Antico Balon
Nella storica Piazza Emanuele Filiberto dove si svolge uno dei mercati storici più importanti d’Europa, è un locale molto frequentato perchè dà la possibilità di scegliere fra cucina tradizionale piemontese e Pizze gourmet con farina speciali alla lievitazione naturale.
A fare da trait d’union, sono gli ingredienti di alta qualità e la scelta di fornitori d’eccellenza, comuni ad ambedue le proposte, che si possono concludere con golosi dolce artigianali. Dagli antipastini tipici piemontesi alla pasta fresca, dai taglieri alla tartare di fassone piemontese, il menù si snoda fra piatti genuini e gustosissimi. Ad attirare è anche lo stile vintage del locale, dove fanno bella mostra di sé anche cimeli calcistici.
Ballatoio - Bistrot di Ringhiera
In pieno centro, questo piccolo e accogliente locale dalle atmosfere parigine, propone una cucina tradizionale di qualità, con ogni piatto realizzato con attenzione e semplicità, ricercandone l’equilibrio.
Un locale in cui si mangia bene e si sta bene, complice anche l’atmosfera familiare regalata dal servizio accurato e dagli arredi d’epoca, l’illuminazione vintage, le affiches storiche, gli specchi. Ci si può accomodare anche nel déhors, dove è apparecchiato qualche tavolo. Accanto ai più tipici piatti piemontesi, anche proposte vegetariani. Squisiti i dolci. Visti i pochi coperti, conviene prenotare.









































Nessun commento:
Posta un commento