mercoledì 8 aprile 2026

Benvenuti nel "sancta sanctorum" delle mele

 Benvenuti 

nel "sancta sanctorum" 

delle mele




Melinda apre al pubblico le celle scavate nella roccia dolomitica della miniera di Rio Maggiore dove a 300 metri di profondità sono conservate le mele della Val di Non. La proposta turistica prenderà il via l'11-12 aprile in occasione dell’evento Fiorinda, la festa della fioritura dei meli.


di Giuseppe Casagrande


Entrare nel "sancta sanctorum" e seguire il percorso delle mele, prodotto simbolo della Val di Non, per ritrovarsi nel cuore delle Dolomiti. E’ la proposta rivolta ai visitatori, condotti per la prima volta in un luogo solitamente impenetrabile. Un'esperienza suggestiva ideata dal Consorzio Melinda che, in collaborazione con le Aziende per il Turismo della Val di Non e Sole e con il supporto di Trentino Marketing, lancia un nuovo programma di visite turistiche aprendo al pubblico, a partire dall’11 aprile prossimo, le sue celle ipogee, i magazzini sotterranei scavati nella roccia dove vengono conservate le mele.  

Sarà il Centro visitatori Mondo Melinda 

ad accogliere i turisti a Segno


Ad accogliere il pubblico sarà MondoMelinda, il rinnovato centro visitatori situato a Segno di Predaia. Pensata come casa per i soci e per la comunità locale, la struttura è anche uno spazio dedicato al racconto della valle e delle sue tradizioni. Qui, il percorso di visita accompagna il pubblico alla scoperta della storia del Consorzio, delle varietà di mele e delle eccellenze agricole locali, restituendo l’immagine di un sistema territoriale basato su agricoltura e cooperazione.  

L'iniziativa prenderà il via in occasione 

della festa della fioritura dei meli

La proposta turistica del Consorzio prenderà il via in occasione dell’evento Fiorinda, la festa della fioritura in Val di Non, in programma l’11 e 12 aprile. Verrà infatti data l’opportunità al pubblico di partecipare ad una Special Edition inaugurale delle visite alle celle ipogee e alla Funivia delle mele, l’innovativa infrastruttura inaugurata alla fine dello scorso anno per garantire un trasporto della frutta a ridotto impatto ambientale. Situate all’interno della miniera di dolomia di Rio Maggiore, le celle si trovano a circa 300 metri di profondità. Non una semplice visita a un sito industriale, ma un vero viaggio nel sottosuolo delle Dolomiti. 

Il percorso di visita nelle celle ipogee della miniera 

durerà un'ora e mezza 

Durante il percorso, della durata di circa un’ora e mezza, i visitatori scopriranno l’origine di un’idea – trasformare una miniera in un grande frigorifero naturale – e gli aspetti tecnici che hanno consentito di concretizzarla. Ma anche i vantaggi offerti dalle particolari condizioni ambientali – bassa temperatura e impermeabilità – di questo luogo: minori consumi idrici ed energetici (il 30% in meno, per questi ultimi, rispetto ai magazzini di superficie), ridotte emissioni di CO2 ed eliminazione dei pannelli coibentanti tipici delle strutture industriali.  

Non solo. Da pochi mesi è attiva l’ormai famosa Funivia delle Mele, nata dalla visione di Melinda e finanziata in parte dal programma europeo Next Generation Eu gestito dal ministero dell’Agricoltura, impianto a fune dedicato al trasporto di frutta. Alimentato da fonti rinnovabili (idroelettrico), sfrutta il peso delle mele in discesa per contribuire alla riduzione dei consumi energetici. 

Dopo il weekend inaugurale (11-12 aprile) 

le visite diventeranno proposta permanente

Dopo il weekend inaugurale (11-12 aprile) , le esperienze entreranno stabilmente nella proposta turistica delle valli con tre percorsi principali. "Nei territori come il nostro agricoltura e turismo non sono semplicemente attività che convivono: sono espressioni diverse della stessa identità" – ha dichiarato Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda. "L’agricoltura disegna il paesaggio, custodisce la cultura e i valori delle comunità - ha aggiunto - il turismo ne diventa il naturale prolungamento, permettendo alle persone di entrare in relazione con questa storia

. Oggi i consumatori chiedono sempre più autenticità: vogliono conoscere l’origine di ciò che mangiano, incontrare i luoghi e le persone che stanno dietro al viaggio delle nostre mele. Aprire le celle ipogee significa proprio questo: offrire un’esperienza che unisce innovazione, territorio e comunità, restituendo il senso profondo di una valle che da generazioni coltiva futuro."

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