Il miele può contrastare l'invecchiamento della pelle
e proteggerla dai raggi Uv
Uno studio dell'Università di Sassari indica che il miele millefiori protegge le cellule della pelle dai danni causati dai raggi Uv e dall'invecchiamento precoce. La ricerca apre nuove prospettive per dermatologia e cosmetica
Il miele continua a rivelare proprietà che ne confermano il valore non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche scientifico. Alle già note caratteristiche antiossidanti, antimicrobiche, antinfiammatorie e cicatrizzanti si aggiunge ora un possibile effetto protettivo nei confronti dell'invecchiamento cutaneo. A evidenziarlo è una ricerca coordinata dall'Università di Sassari, presentata durante la conferenza annuale della Società di Biologia Sperimentale (Seb), ospitata a Firenze dal 7 al 9 luglio. Lo studio suggerisce che il miele millefiori potrebbe contribuire a difendere le cellule della pelle dai danni provocati dai raggi ultravioletti, aprendo nuove prospettive sia per la ricerca biomedica sia per le future applicazioni in ambito cosmetico.

Il test sulle cellule della pelle
Il gruppo di ricerca guidato da Margherita Maioli ha condotto gli esperimenti coltivando in laboratorio diverse tipologie di cellule della pelle umana. L'analisi ha coinvolto le cellule staminali cutanee, responsabili del rinnovamento dei tessuti, i fibroblasti, fondamentali per la produzione di collagene e acido ialuronico, e i cheratinociti, che costituiscono la parte predominante dell'epidermide grazie alla sintesi della cheratina. Una parte delle colture cellulari è stata trattata per 48 ore con una soluzione contenente miele millefiori all'1%, prima di essere esposta alle radiazioni ultraviolette per valutare la risposta biologica delle cellule allo stress.
Una maggiore protezione contro lo stress da raggi Uv
I risultati ottenuti mostrano che il miele favorisce una risposta cellulare più efficace nei confronti dei danni provocati dai raggi Uv. In particolare, il trattamento ha aumentato la capacità antiossidante delle cellule e ha contribuito a limitare gli effetti dello stress ossidativo, uno dei principali fattori coinvolti nei processi di invecchiamento della pelle. L'analisi dell'espressione genetica ha inoltre evidenziato una regolazione dei meccanismi che controllano la proliferazione e il rinnovamento cellulare, insieme a un incremento dell'attività dei geni coinvolti nella protezione delle cellule dagli stimoli dannosi.

Secondo i ricercatori, il dato più interessante riguarda il modo in cui il miele interviene sulla risposta delle cellule dopo l'esposizione ai raggi ultravioletti. «Un aspetto particolarmente interessante è che il miele sembra aiutare le cellule a ritrovare un equilibrio più sano in seguito allo stress da raggi Uv», ha spiegato all'Ansa Fikriye Fulya Kavak, componente del gruppo di ricerca coordinato da Margherita Maioli. «Invece di indurre una risposta riparativa eccessiva, pare sostenere i naturali meccanismi di protezione, mantenendo al tempo stesso sotto controllo i segnali legati al rinnovamento cellulare».
Dal prodotto dell'alveare nuove prospettive per ricerca e cosmetica
Lo studio rappresenta un ulteriore tassello nella conoscenza delle proprietà biologiche del miele, alimento che da sempre occupa un posto importante nella dieta mediterranea e che negli ultimi anni è stato oggetto di numerose ricerche dedicate ai suoi composti bioattivi. I risultati ottenuti dovranno essere confermati da ulteriori studi, ma indicano una possibile strada per sviluppare nuove applicazioni in campo dermatologico e cosmetico, valorizzando un prodotto naturale già noto per i suoi effetti benefici sull'organismo. La ricerca conferma, ancora una volta, come il patrimonio alimentare possa rappresentare anche una risorsa per l'innovazione scientifica, aprendo nuove prospettive sul ruolo che alcuni alimenti possono svolgere nella tutela della salute.


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