Zonin 1821, una cordata
di investitori mette
nel mirino 5 cantine
del gruppo
Una cordata di investitori ha presentato un'offerta per acquisire cinque tenute e alcuni marchi strategici di Zonin 1821. L'operazione arriva durante la composizione negoziata e potrebbe incidere sul percorso di risanamento del gruppo
Quella di Ca' Bolani è una delle cinque tenute interessate dall'offerta
Una cordata di investitori e finanziatori avrebbe presentato una proposta per l'acquisizione di una parte rilevante degli asset di Zonin 1821, uno dei principali gruppi vitivinicoli italiani a controllo familiare. L'offerta, recapitata nei giorni scorsi ai componenti del consiglio di amministrazione e all'esperto nominato nell'ambito della composizione negoziata, arriva in una fase delicata per l'azienda e potrebbe incidere sul percorso di riequilibrio economico-finanziario avviato nei mesi scorsi.
Cinque cantine coinvolte e il peso dei marchi internazionali
Secondo quanto anticipato dal Sole 24 Ore, la proposta riguarderebbe cinque realtà produttive distribuite in diverse aree vitivinicole italiane: Feudo Principi di Butera in Sicilia, Masseria Altemura in Puglia, Il Bosco in Oltrepò Pavese, Ca' Bolani in Friuli-Venezia Giulia e Castello del Poggio in Piemonte.
Tra gli asset di maggiore interesse figura proprio Castello del Poggio, non soltanto per la tenuta piemontese ma anche per il marchio commerciale utilizzato negli Stati Uniti, dove rappresenta una delle etichette italiane più conosciute nel segmento del Prosecco. Secondo le stime, questa linea svilupperebbe un volume d'affari di circa 100 milioni di euro, elemento che conferma il valore strategico del brand sui mercati esteri. L'operazione sembrerebbe quindi concentrarsi sia sulle proprietà vitivinicole sia sui marchi che negli anni hanno consolidato la presenza internazionale del gruppo, con particolare attenzione al mercato americano.
Castello d'Albola escluso dall'operazione
Dall'offerta dovrebbe restare esclusa Castello d'Albola, storica tenuta nel Chianti Classico, che seguirà un percorso distinto. La proprietà, valutata intorno ai 50 milioni di euro, sarebbe infatti oggetto di una trattativa separata, con il mandato affidato alla società immobiliare internazionale Knight Frank per individuare un potenziale acquirente. Tra gli asset non coinvolti compare anche la tenuta di Barboursville, in Virginia, uscita dal perimetro del gruppo dopo la cessione perfezionata nei mesi scorsi.
Il calo del fatturato e la composizione negoziata
L'interesse manifestato dagli investitori arriva dopo un esercizio che ha evidenziato un rallentamento dell'attività. Secondo lo studio Mediobanca dedicato al settore vitivinicolo, Zonin 1821 ha chiuso il 2025 con un fatturato di 188 milioni di euro, in diminuzione del 10,2% rispetto all'anno precedente. L'export continua a rappresentare il principale mercato del gruppo, con circa l'83% del giro d'affari realizzato all'estero, ma proprio la contrazione della domanda internazionale ha inciso sui risultati economici.
Alla flessione dei consumi di vino si sono aggiunte le difficoltà del mercato statunitense, l'elevato indebitamento finanziario accumulato nel tempo e le tensioni sul capitale circolante, fattori che hanno portato l'azienda ad avviare la procedura di composizione negoziata davanti al Tribunale di Venezia.
Le possibili prospettive per il gruppo
Il Tribunale ha ritenuto, allo stato attuale, «non manifestamente implausibile un percorso di risanamento», lasciando aperta la possibilità di proseguire il piano di riequilibrio. In questo contesto, la proposta della cordata potrebbe rappresentare una delle opzioni al vaglio della proprietà per accelerare il processo di valorizzazione degli asset ritenuti strategici. Resta ora da capire se la famiglia Zonin e 21 Investimenti, socio che esprime una componente rilevante della governance del gruppo, riterranno opportuno avviare un confronto con i proponenti oppure proseguiranno lungo altre strade già individuate nel piano di risanamento.
In una nota, Zonin 1821 ha confermato l'approccio già espresso dall'avvio della procedura, sottolineando che «la famiglia, i soci e il management confermano il pieno impegno nel valutare con attenzione tutte le possibili opzioni e i percorsi idonei a garantire il futuro della Società, come stabilito e previsto sin dall'avvio di questo percorso a fine aprile». Le prossime settimane saranno determinanti per comprendere se l'interesse manifestato dagli investitori potrà tradursi in una trattativa concreta e quale impatto potrà avere sul futuro di uno dei gruppi storici del vino italiano.







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