Spiagge libere,
perché non si può prenotare il posto
con ombrelloni e teli
Blitz della Guardia Costiera a Riva Trigoso (Ge) contro chi lascia ombrelloni e asciugamani incustoditi per riservare il posto in spiaggia. La normativa tutela il libero accesso al mare e prevede sanzioni per i trasgressori
Con l'aumento delle presenze sulle coste italiane tornano anche i controlli contro una pratica che, ogni estate, genera discussioni tra i bagnanti: lasciare ombrelloni, asciugamani o altre attrezzature sulla spiaggia libera per occupare il posto con largo anticipo rispetto all'arrivo di chi lo utilizzerà. È quanto accaduto a Riva Trigoso (Ge), dove la Guardia Costiera è intervenuta nelle prime ore del mattino sulla più estesa spiaggia libera della Liguria per verificare la presenza di attrezzature lasciate incustodite sulla battigia. L'obiettivo dell'operazione è stato quello di garantire il libero utilizzo del demanio marittimo e impedire che alcune aree venissero di fatto sottratte agli altri frequentatori della spiaggia.
La spiaggia libera non può essere riservata
L'intervento dei militari della Capitaneria di porto ha riportato l'attenzione su una regola spesso ignorata durante la stagione estiva. La spiaggia libera è un bene demaniale destinato all'uso pubblico e non può essere occupata preventivamente lasciando oggetti incustoditi per diverse ore. Secondo quanto emerso durante i controlli, alcuni bagnanti raggiungerebbero la spiaggia già tra le cinque e le sei del mattino per posizionare teli e ombrelloni nelle aree più vicine al mare, allontanandosi poi fino all'arrivo delle persone per cui il posto è stato riservato. Durante l'operazione, la Guardia Costiera ha ricordato che simili comportamenti impediscono il libero accesso alla spiaggia e possono determinare l'applicazione delle sanzioni previste dalla normativa.
Cosa prevede la legge
Il principio trova fondamento nelle norme che disciplinano il demanio marittimo, basate sul libero e paritario accesso alle spiagge e sul divieto di occupazione esclusiva in assenza di un titolo autorizzativo. A questo si aggiungono le ordinanze balneari emanate ogni anno dalle Capitanerie di porto e dai Comuni costieri, che in molti casi vietano espressamente di lasciare attrezzature incustodite sulle spiagge libere proprio per impedirne l'occupazione preventiva.
Sanzioni amministrative e possibili conseguenze
A chiarire il quadro normativo è Alessandro Klun (collaboratore di Italia a Tavola, autore del libro "A cena con diritto ed esperto di questioni legali relative al mondo della ristorazione e dell'accoglienza), secondo il quale «è vietato prenotare un posto sulla spiaggia libera, in quanto fa parte del demanio marittimo ed è destinata all'uso pubblico. Nessuno può appropriarsi di una porzione di spiaggia lasciando incustoditi asciugamani, ombrelloni o altre attrezzature per ore allo scopo di riservarsi il posto».
Chi viola queste disposizioni può andare incontro alla rimozione o al sequestro delle attrezzature e alle sanzioni amministrative previste dalle ordinanze locali. Klun precisa però che «la denuncia penale non è la conseguenza automatica di ogni violazione». Nella maggior parte dei casi l'intervento delle autorità si conclude con il ripristino del libero utilizzo della spiaggia e con l'applicazione delle sanzioni amministrative. Il procedimento penale può invece essere preso in considerazione nelle situazioni più gravi, come occupazioni stabili e reiterate, il rifiuto di liberare l'area oppure comportamenti di resistenza alle disposizioni impartite dalla Guardia Costiera.
Un fenomeno che accompagna l'estate
La vicenda di Riva Trigoso si inserisce in un contesto di forte afflusso turistico. Nella stessa giornata sono arrivati oltre 400 visitatori provenienti dalla Lombardia grazie a pacchetti organizzati che comprendono il trasferimento in autobus e la giornata al mare, mentre cresce anche il numero di operatori che propongono il noleggio di ombrelloni e lettini. Proprio l'elevata frequentazione delle spiagge rende ancora più importante il rispetto delle regole che disciplinano l'utilizzo del demanio marittimo, con l'obiettivo di garantire un accesso equo agli spazi pubblici e una convivenza ordinata tra residenti e turisti.



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