lunedì 28 novembre 2022

Pos, raddoppia il tetto: niente obbligo fino a 60 euro

 

Pos, raddoppia il tetto: 

niente obbligo 

fino a 60 euro

Oltre all’innalzamento del tetto dei pagamenti in contante che passa a 5mila euro, fino a 60 euro i commercianti potranno rifiutare il pagamento con il Pos senza multe. Nella prima versione il limite era 30 euro

Da 30 a 60 euro. Raddoppia, nella nuova manovra finanziaria del Governo Meloni, che oggi arriverà alla Camera per la discussione, il limite all’obbligo per i commercianti di accettare i pagamenti digitali. Fino a 60 euro, dunque, commercianti e ristoratori potranno rifiutare il pagamento con il Pos senza essere sanzionati. Come dicevamo, nella prima versione, il limite era di 30 euro. Ricordiamo che fino ad ora la legge prevedeva l’obbligo per «qualsiasi importo» con una sanzione (a partire dallo scorso giugno) di 30 euro maggiorata del 4% della somma pagata. Ma c’è di più, nella manovra scompare anche lo stop di 180 giorni alle sanzioni finora arrivate a commercianti e ristoratori per non aver rispettato l’obbligo di accettare i pagamenti digitali. In arrivo anche una stretta sulle partite iva e l’obbligo di fattura per le vendite online. Decisioni che si aggiungono a quella di innalzare il tetto dei pagamenti in contante che dal primo gennaio 2023 passa a 5mila euro da mille.

Non c’è l’obbligo del Pos  per spese fino a 60 euro Pos, raddoppia il tetto: niente obbligo fino a 60 euro

Niente obbligo del Pos  per spese fino a 60 euro


Una decisione che non mette tutti d’accordo

Ma non tutti sembrano gradire. Per molti, infatti, lo stop all’obbligo fino ai 60 euro favorirà l’evasione. Le associazioni dei consumatori, come riporta il Corriere della Sera, parlano di «colpo di spugna che cancella 8 anni di battaglie». Per Unimpresa, al contrario, mantenere l’obbligo «rappresenta una forte penalizzazione per le imprese di minore dimensione e soprattutto per i piccoli commercianti» e «va nella direzione opposta rispetto all’utilizzo libero della moneta di carta».


Stretta sulle partite iva e fattura per le vendite online

Non solo pos e contanti: nella manovra in arrivo anche una stretta sulle partite Iva. In pratica con si potranno più aprire e chiudere le ditte senza limiti e l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare dei controlli e in caso di possibili illeciti potrà convocare il contribuente che dovrà dimostrare «sulla base di documentazione idonea, l’assenza di profili di rischio individuati», pena la cessazione della partita iva. In caso di chiusura, sarà necessaria una fideiussione di 3 anni di 50mila euro per aprirne una nuova. Altra stretta arriva sulle vendite online: dal primo luglio 2023 viene introdotto l’obbligo di fattura. italiaatavola

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