mercoledì 22 aprile 2020

Virus nelle acque di scarico Niente paura, è una spia utile

Virus nelle acque 

di scarico
Niente paura, 

è una spia utile


Ritrovato Rna del Covid-19 negli scarichi di Roma e Milano. Per listituto superiore di sanità non è un pericolo per l'uomo e rassicurano: può aiutarci a individuare nella fase 2 l'eventuale insorgere di nuovi focolai.

Un caso simile si era già verificato due giorni fa in Francia a Parigi. E ora si replica anche in Italia: l'ha rilevato l'Istituto superiore di sanità: ci sono tracce di Rna del coronavirus nelle acque di scarico sia di Roma che di Milano. Una notizia che, seppur possa apparire preoccupante all'opinione pubblica, non lo è. La garanzia la dà direttamente l'Iss stesso: «Non c'è alcun rischio per la salute umana». Anzi... Questa scoperta potrebbe tornare utile proprio per rintracciare precocemente eventuali nuovi focolai.

Tracce di Rna del virus? Un aiuto per gli scienziati durante la fase 2, nessun rischio per l'uomo - Virus nelle acque di scarico Iss: Niente paura, è una spia utile

Tracce di Rna del virus? Un aiuto per gli scienziati durante la fase 2, nessun rischio per l'uomo

«Il risultato» ottenuto dalle ricerche effettuate attorno a questo rilevamento «rafforza le prospettive di usare il controllo delle acque in fognatura dei centri urbani come strumento per rilevare precocemente la presenza di infezioni nella popolazione». Per dirla con le parole dello stesso Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss: «Il risultato potrebbe essere d'aiuto nel controllo della pandemia. I nostri risultati si associano a quelli di altri gruppi di ricerca che, in Olanda, in Massachussets, in Australia e (come già accennato) in Francia, hanno ad oggi rinvenuto tracce del virus negli scarichi».

Le ricerche a riguardo dell'Istituto continuano già da tempo, sperando le indicazioni rilevate nel tempo possano confermare poi la diffusione del virus stessa, così da mappare la sua "espansione": «Abbiamo selezionato e analizzato - ha spiegato a questo proposito Giuseppina La Rosa, del reparto di Qualità dell'acqua e salute del Dipartimento Ambiente e Salute dell'Istituto superiore della sanità - un gruppo di 8 campioni di acque di scarico raccolti dal 3 al 28 febbraio a Milano e dal 31 marzo al 2 aprile a Roma. In 2 campioni raccolti nella rete fognaria della zona occidentale e centro-orientale di Milano è stata confermata la presenza di Rna del nuovo coronavirus. Nel caso di Roma, lo stesso risultato positivo è stato riscontrato in tutti i campioni prelevati nell'area orientale della città».

A placare quello che potrebbe diventare un inutile allarmismo ci ha pensato anche Luca Lucentini, direttore del reparto di Qualità dell'acqua e salute dell'Iss: «Il ritrovamento non ha nessun rischio». Chiarisce poi meglio la correlazione tra studio delle acque e rilevamento di nuovi focolai: «Nella fase 2 la sorveglianza potrà essere utilizzata per monitorare in modo indiretto la circolazione del virus ed evidenziare precocemente una sua eventuale ricomparsa, consentendo quindi di riconoscere e circoscrivere più rapidamente nuovi focolai epidemici».

È andato più a fondo sulla questione il virologo della task force Covid-19 della Regione Veneto, Giorgio Palù, quando tracce del virus sono state scoperte nelle falde acquifere francesi: «Troviamo molti virus enterici nell'acqua (cioè tipici del tratto intestinale, come il colera e la salmonella, poi eliminati con le feci). Questo di cui stiamo parlando però è un virus respiratorio, che resiste molto poco nell'acqua». Ancora meno rispetto a quanto resiste sulle superfici, e anche qui «il virus ha una emivita di poche ore, in quanto più è esposto all'ambiente esterno, tanto più si degrada. Questo è un virus con un involucro, tende a rompersi».

E per chiarire la presenza di Rna del virus, un appunto necessario è quello fornito da Luca Richeldi, direttore della divisione Malattie respiratorie del Policlinico Gemelli di Roma e componente del comitato tecnico scientifico del ministero della Salute: «Il rilevamento dell'acido ribonucleico (l'Rna appunto) non corrisponde al rilevamento della particella virale intatta contagiante», si tratta quindi di una cosa ben diversa, quella che ritroviamo in acqua, rispetto ad un vero e proprio «agente infettivo che può contagiare una persona».
italiaatavola
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