lunedì 31 maggio 2021

La dieta di un oro olimpico A tavola con Michela Moioli

 

La dieta di un oro olimpico
A tavola con... 

Michela Moioli

La bergamasca si è laureata campionessa olimpica nell’ultima edizione dei giochi, specialità Snowboard cross. 
Ci racconta la sua alimentazione tra sfizi e sacrifici, equilibri e necessità per corpo e mente. Rigida a tavola nel corso della preparazione estiva, più elastica durante le gare. Non rinuncia ad una pizza.
er vincere un oro olimpico serve una combinazione perfetta di tanti fattori: il talento, ovviamente, la preparazione atletica, la fortuna, gli avversari, le condizioni atmosferiche e poi, non per ultimo, anche l’alimentazione. Lo sa bene Michela Moioli, 24enne di Alzano Lombardo (Bg), che a febbraio 2018 alle Olimpiadi di Pyeongchang ha conquistato la medaglia d’oro nello Snowboard cross. Quanto conti l’alimentazione per un atleta, soprattutto professionista, è ormai cosa arcinota; per qualcuno incide al 30%, per qualcuno anche di più, per Michela Moioli il peso che una dieta corretta ha in funzione di una performance raggiunge il 40%. Il mio non è uno sport di resistenza - commenta da Cervinia dove si trova per una delle prime gare di Coppa del Mondo - le mie gare durano poco più di un minuto per cui non ho regole così ferree a tavola. Ho imparato le linee guida però grazie a Elena Casiraghi, una nutrizionista di Enervit, però non sono ossessiva. Ho capito sul campo, con l’esperienza, di cosa avessi bisogno. Quello che tengo sempre presente è l’equilibrio tra proteine e carboidrati, ma non escludo nulla perché il nostro corpo ha bisogno di tutti i macronutrienti».Il periodo delle gare per i “pro” richiede una vita monastica. Soprattutto quando la posta in palio è alta - come può essere un’olimpiade - il focus è al 100% su quella gara. Ma nello sport vige la legge che la gara altro non è che lo specchio dell’allenamento e allora anche per l’alimentazione c’è un distinguo abbastanza netto.

«In estate sono molto più rigida - ammette Michela - perché è la fase della preparazione dura, della costruzione dei muscoli, e il corpo ha bisogno di un carburante preciso che permetta di reintegrare ciò che si è perso, ma che non rappresenti mai un eccesso. Durante le gare invece mi concedo qualche grasso in più anche per sopportare meglio le temperature rigide che dobbiamo affrontare. Questo anche perché il mio non è uno sport dove un chilo in più o un chilo in meno incide sulla prestazione (come può essere il ciclismo), anzi: a volte un po’ più di massa aiuta dovendo correre in discesa».

La campionessa bergamasca in azione (La dieta di un oro olimpico A tavola con Michela Moioli)
La campionessa bergamasca in azione

Alimentare il corpo, certo, ma la mente è un motore prezioso nello sport. E allora a tavola qualche “sgarro” ce lo si può consentire, anzi: bisogna concederselo. «Se sento che la mia mente ha bisogno di qualcosa di buono, che mi soddisfi, mi concedo un dolce piuttosto che una pizza - ammette la campionessa bergamasca - bisogna sempre sapere fino a che punto ci si può spingere, ma senza imporsi limitazioni forzate. Anche perché, ripeto, il nostro è uno sport esplosivo, non bisogna presentarsi scarichi al via, può essere che serva qualcosa per tirarsi su».

Già, la pizza: il piatto a cui l’oro olimpico non può rinunciare è proprio la pizza perché «ogni tanto fa bene all’umore».
E poi c’è la Michela Moioli ai fornelli che cattura qualche segreto dalla nonna e dalla sua cucina bergamasca doc, anche se i suoi piatti migliori non provengono dalla sua terra: «Ai fornelli me la cavo bene - spiega - ho imparato ad arrangiarmi. Cucino piatti semplici, senza lunghe lavorazioni, ma che mi soddisfino. Me la cavo bene con il pesce, mi piace cucinarlo al forno».

Determinata, umile, convinta, concreta ed illuminata: Michela Moioli è fuori dalla pista quella che è in pista. Ha iniziato la stagione al meglio, punta alla Coppa del Mondo (con tutti i dovuti scongiuri) consapevole della forza delle avversarie. Ma anche della sua. Pronti a festeggiarla con una super pizza nel caso portasse a Bergamo la Coppa di cristallo.


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