Storia e leggenda. Violenza e buongusto. Affonda le radici in un Medioevo lontano la famosa specialità del Ristorante del Gallo di Anagni. Un ristorante che vanta quattro secoli di storia, sempre in mano alla stessa famiglia, i Pampanelli. Si apre nel centro di Anagni, una città nel cuore della Ciociaria laziale, che si gloria di essere la “città dei 4 Papi”. E dunque a chi poteva essere dedicato il piatto iconico del Gallo? Proprio a un Papa. Il Timballo alla Bonifacio VIII è una specialità creata nel 1845 dal trisavolo dell’attuale proprietario, Vincenzo Pampanelli, preparata per la prima volta durante una festa organizzata in onore di questo pontefice del tredicesimo secolo.

Bonifacio VIII e lo storico episodio dello “schiaffo”
Bonifacio VIII è una figura dominante ad Anagni. Nel Palazzo dei Papi si visitano le sale dove si trova il seggio in cui pare fosse seduto nel 1303, quando arrivarono le armate francesi del Re Filippo IV, guidate da Guglielmo di Nogaret. A quanto si dice qui avvenne il famoso episodio dello “schiaffo”, di cui non si conoscono i particolari, anche se è stato dimostrato da alcuni storici che probabilmente sarebbe avvenuto nell'episcopio adiacente alla cattedrale: Sciarra Colonna avrebbe colpito il Papa fisicamente o lo avrebbe ingiuriato e umiliato?

Certamente l’episodio segnò la vita di Anagni e la sorte della chiesa medievale. Infatti, dopo questo evento il Papato si trasferì ad Avignone, per circa 50 anni, quasi sotto la tutela dei re di Francia. E Bonifacio VIII morì poco dopo, forse provato dall’umiliazione. Peraltro, non godendo di buona fama, visto che Dante lo colloca nell’Inferno, colpevole di simonia.
Il Timballo alla Bonifacio VIII e le specialità del Gallo
Ma torniamo al nostro Ristorante del Gallo, una vera pietra miliare in un itinerario di visita ad Anagni. Non a caso già Mario Soldati gli aveva dedicato un bell’articolo su La Stampa nel 1976. Nel menu spicca dunque il Timballo alla Bonifacio VIII, un piatto gustosissimo formato da un cuore di fettuccine, polpettine di carne macinata, sugo di pomodoro, racchiuso in un guscio di prosciutto crudo e passato al forno.
Il guscio di prosciutto, che Soldati definì una “blindatura”, offre un ottimo effetto croccante. Lo hanno apprezzato negli anni tanti personaggi famosi, da Giulio Andreotti a Luigi Veronelli.

Per chi volesse scoprire altre specialità della casa, ecco il Fusillo del Gallo con pesto di cicoria, ceci, basilico e olio, il Maialino alla ciociara, cioè un capocollo cotto nel vino bianco locale, la Passerina del Frusinate, e infine le classiche ciambelline al vino con le nocciole.
Anagni e l’itinerario culturale in Ciociaria
E per chi volesse approfondire l’itinerario in Ciociaria, è interessante sapere che Anagni, insieme con Alatri, Veroli e Ferentino ha dato origine ad Hernica Saxa, un bel progetto di candidatura per la Capitale italiana della Cultura 2028.

Mura preistoriche, capitelli e colonne romane, chiese gotiche, sculture raffinatissime, nobili palazzi, tradizioni curiose: il tutto racchiuso perfettamente nel claim “Le pietre che parlano”.





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