lunedì 29 gennaio 2018

Cortina fa il pieno di cultura

Cortina fa il pieno 

di cultura storia, arte 

e tradizioni in esposizione



Cortina d’Ampezzo (Bl) a pieno regime non solo sul fronte delle attività legate alla montagna. Esposizioni e mostre la vedono fiorire in diversi ambiti: artistico, archeologico, geologico, etnografico e sociale. 

Fino al 28 febbraio, presso il foyer del Museo Paleontologico "Rinaldo Zardini", la mostra “Alis Levi: donna a tuttotondo”, curata dal Soroptimist International Club di Cortina d’Ampezzo e organizzata in collaborazione con le Regole d’Ampezzo, riscopre la figura dell’artista con una selezione di ritratti femminili. Il museo"Rinaldo Zardini" è stato inaugurato nell'agosto del 1975 e, ad oggi, è una delle più consistenti collezioni di fossili. Gli esemplari sono stati raccolti dal ricercatore ampezzano Rinaldo Zardini in tutta l'area delle Dolomiti che abbracciano Cortina e meticolosamente catalogati.

(Cortina fa il pieno di cultura Storia, arte e tradizioni in esposizione)

Sempre fino al 28 febbraio, il Museo Etnografico “Regole d’Ampezzo” allestisce la mostra temporanea “El Tènpo del Nadà” che racconta alcune delle antiche tradizioni natalizie di Cortina d’Ampezzo, dall’Avvento fino alla Candelora. Protagonisti dell’esposizione, i presepi: tutti rigorosamente artigianali appartenenti ad alcune famiglie di Cortina, che li hanno custoditi e tramandati gelosamente di generazione in generazione. Un angolo è dedicato alla figura di San Nicolò, di cui è possibile vedere la veste utilizzata per la celebrazione e scoprire alcune curiosità legate alla storia del Santo. Spazio anche all’Epifania e alle antiche usanze locali: i bambini, alla vigilia, andavano di casa in casa vestiti da Re Magi cantando nenie natalizie in cambio di dolci e spiccioli. In esposizione, inoltre, alcune statue lignee e di cera raffiguranti la Madonna, appartenenti alla Basilica Minore, alla Chiesa della Difesa e ad alcuni privati.

Una location unica è rappresentata dal nuovo spazio espositivo per eventi culturali e convegni sulle cime del monte Lagazuoi a 2.778 metri. È Lagazuoi Expo Dolomiti, una delle gallerie più alte al mondo, con quattro sale su tre piani, lobby, coffee e terrace bar, senza barriere architettoniche dal passo Falzarego. Ospiterà mostre temporanee, appuntamenti di approfondimento e iniziative in collaborazione con altre realtà legate al mondo della montagna. Un progetto tra passato e futuro in un contesto d’eccezione, in grado di offrire uno sguardo nuovo sull’uomo e il suo rapporto con la natura, in un’ottica trasversale tra attualità e ricerca storica, scientifica, artistica e storica. Prima iniziativa in programma, la mostra di archeologia “Ötzi & Valmo - Quando gli uomini incontrarono le Alpi”, fino al 2 aprile.

Con la mostra “Dal mondo intero al cuore del mondo. Balsamo dialoga con Music” le Regole d’Ampezzo rendono omaggio al pittore Renato Balsamo che, a seguito della donazione di Rosa Braun, diede vita al Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi, inaugurato nel 1974 e da lui diretto fino al 2010. Renato Balsamo fu inoltre insegnante e direttore dell’Istituto d’Arte a Cortina e organizzò importanti eventi culturali. Proprio nelle sale dell’Istituto Balsamo incontrò Anton Zoran Music, col quale instaurò una sincera e profonda amicizia. Per illuminare questa fruttuosa frequentazione, il ricordo del pittore sorrentino sarà unito a quello dell’artista sloveno che con lui, in modo singolare, visse la conca ampezzana. Music, dopo la vittoria del prestigioso Premio Parigi – organizzato nel 1951 a Cortina d’Ampezzo dal Centro di Cultura Italiano di Parigi, su iniziativa di Campigli e Severini e con la collaborazione di Mario Rimoldi – ottenne un’importante serie di successi. Cortina divenne per l’artista un punto di riferimento: la frequentazione si protrasse per quasi quarant’anni, tanto che Music dedicò alcuni dei suoi cicli pittorici alla cittadina ampezzana. Fino al 2 aprile.

Ikonos Art Gallery espone fino all’8 aprile la mostra fotografica di Stefano Zardini “Never lasting Street Art”. Gli scatti di Zardini lungo le strade di New York, di Vienna e di Londra evidenziano un aspetto, spesso trascurato, ma connaturato alla Street Art: la sovrapposizione di espressioni di altre mani, la stratificazione di interventi naturali e umani che trasformano l’opera originale in un continuo divenire di immagini, colori, pensieri, confessioni. “Never lasting Street Art” è il tentativo di sottrare queste opere all’effimero, per dar loro maggiore visibilità e maggiori possibilità di essere condivise con quanti ne sanno apprezzare l’intento.

Nessun commento:

Posta un commento