lunedì 22 gennaio 2018

Glifosato, una commissione speciale Ue

Glifosato, una commissione 

speciale Ue per eventuali 

pressioni della Monsanto



Riaperta la vicenda sul glofsato, l'erbicida sospettato di essere dannoso per la salute, il cui utilizzo è stato prorogato per 5 anni perché i 28 dell'Ue sono stati incapaci di trovare un accordo. 

La propoga della licenza, arrivata in extremis lo scorso novembre, non è però piaciuta al Parlamento europeo, che chiedeva invece di eliminarne gradualmente il commercio e l'utilizzo entro la fine del 2022.

(Glifosato, una commissione speciale Ue per eventuali pressioni della Monsanto)
foto: Ansa

Ora gli eurodeputati vogliono vederci chiaro e capire quale sia stato l'iter esatto che ha portato al via libera dei 5 anni. Per farlo, i capigruppo dell'Eurocamera hanno annunciato l'istituzione di una commissione speciale per esaminare le procedure di autorizzazione dell'Unione sui pesticidi.

L'obiettivo è scoprire se l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) abbiano subito pressioni dalla Monsanto, casa produttrice del controverso pesticida, per fornire valutazioni positive orientate a garantirne il rinnovo della licenza.

«Non possiamo permetterci nemmeno l'ombra del dubbio», ha detto la vicepresidente dei Socialisti e Democratici (S&D), Kathleen Van Brempt. L'ultima valutazione sull'erbicida sospetto di essere dannoso per la salute è arrivata a dicembre dall'Epa, l'agenzia statunitense per la protezione ambientale. "Probabilmente non cancerogeno" è il giudizio statunitense, che nello scontro scientifico si inserisce a suffragio delle analisi di Efsa ed Echa, ma in contrasto con altre istituzioni come l'Oms.
«Grazie al duro lavoro di attivisti e ambientalisti, la questione del glifosato e di altri pesticidi nocivi è stata portata in primo piano nel dibattito politico», fanno sapere i Verdi, che chiedono a gran voce di «esaminare il lavoro delle agenzie europee» affinché «siano irreprensibili nella valutazione delle sostanze potenzialmente pericolose». La commissione speciale sarà composta da 30 membri e lavorerà per nove mesi. Prima della riunione costituente, prevista nel marzo 2018, dovrà però incassare il via libera di tutta l'Eurocamera, riunita in plenaria a Strasburgo, a febbraio.

Nodo della questione la tutela della salute pubblica e dell'ambiente che, proseguono i Verdi, «deve prevalere su qualsiasi altra considerazione e richiede la totale indipendenza del lavoro scientifico».

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