martedì 20 ottobre 2020

Consumare all’aperto d’inverno Riscaldare il dehors, carta vincente

 

Consumare all’aperto 

d’inverno
Riscaldare il dehors, 

carta vincente


L’ultimo Dpcm spinge gli operatori ad attrezzare gli esterni come aree riscaldate. Una possibilità per guadagnare coperti e per molti di spostare la chiusura tre ore più in là. Molto dipenderà dalla concessione degli spazi pubblici, dalle tasse e dalla possibilità di mettere a disposizione strumenti anti-covid.

IDecreto Agosto in materia di tributi locali ha prorogato di due mesi, dal 31 ottobre al 31 dicembre 2020, l'esonero, a favore degli esercizi di ristorazione e di somministrazione di pasti e di bevande, dal pagamento della tassa o del canone dovuti per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Tosap e Cosap).

Riscaldare il dehors, carta vincente Consumare all’aperto d’inverno
Riscaldare i dehors, una soluzione per attrarre clientela e servirla al meglio 

FACILITAZIONI PER I DEHORS
A fine anno è slittato anche il termine per la presentazione, in via telematica con procedura semplificata, delle domande di nuove concessioni per l’occupazione di suolo pubblico o di ampliamento delle superfici già concesse. Un contesto che prevede la possibilità di posa in opera in strada di strutture amovibili (dehors, pedane, tavolini…) senza preventiva autorizzazione.

DEHORS ATTREZZATO PER FAR FRONTE AL DECRETO
In estate per gli operatori dei pubblici esercizi è tutto più semplice, ma con l’arrivo del freddo e soprattutto con l’avvento dell’ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri le carte in tavola cambiano. Lo ricordiamo, il Dpcm prevede la chiusura a mezzanotte per chi fa servizio al tavolo e alle 21 per chi non ne dispone. Quindi clientela seduta, dentro e fuori, ma servita e non fai da te, fino a mezzanotte. Poi tutti a casa. Il provvedimento mira a vietare gli assembramenti, ma ha aperto la porta alla rincorsa al dehors attrezzato che consente di guadagnare coperti e per molti di spostare la chiusura tre ore più in là.

BOLOGNA, AZZERATALA TASSA PER IL SUOLO PUBBLICO
Bologna è partita di rincorsa e ha cominciato con l’azzerare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico fino al 30 giugno, ma se ci saranno risorse – si ventila - è possibile che la moratoria slitti ancora di sei mesi, a tutto il 2021. La palla alle singole amministrazioni comunali, quindi.

COPERTE PER SCALDARE I CLIENTI
Per ora, soprattutto al centro-nord, per evidenti motivi meteo, anche se i cambiamenti climatici a volte ribaltano il Paese come una clessidra, è il momento di attrezzarsi con lampade elettriche, funghi e diffusori di calore vari. Qualcuno ha pensato anche alle coperte, ma vanno igienizzate da ditte specializzate e il gioco deve valere la candela.

RISCALDAMENTO Sì, MA CON RISPARMIO ENERGETICO
Basta non prendere esempio dal Governo francese per dare il colpo di grazia al settore. Il pacchetto di misure ambientali che dovrebbe entrare in vigore nel 2021 prevede lo stop per il riscaldamento fuori dai locali. La ministra della Transizione ecologica Barbara Pompili ha definito i funghi “un’aberrazione ecologica”. L’alternativa sarebbe l’offerta di incentivi per installare impianti a risparmio energetico.

© Riproduzione riservata italiaatavola

di Gabriele Ancona

vicedirettore
Gabriele Ancona

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