Un mercato da 1,4 miliardi
di persone: l'India
riduce i dazi e si apre
al vino europeo
La progressiva riduzione dei dazi dal 150% al 30% entro sette anni potrebbe favorire l’export in un Paese con una classe media in crescita, offrendo al settore uno strumento concreto di diversificazione commerciale
Il partenariato tra Unione europea e India, siglato oggi a Nuova Delhi, apre uno scenario inedito anche per il vino europeo e italiano, oggi quasi assente nel Paese più popoloso del mondo. A sottolinearne la portata è l’Unione italiana vini (Uiv), che evidenzia come l’intesa rappresenti una opportunità strategica di lungo periodo per un comparto che guarda con crescente attenzione ai mercati extraeuropei.

Dazi in calo e accesso progressivo al mercato
L’elemento centrale dell’accordo riguarda il fronte commerciale. Gli attuali dazi federali all’importazione del vino, fissati al 150%, verranno immediatamente dimezzati e ridotti progressivamente fino al 30% entro sette anni, con una soglia ulteriormente abbassata al 20% per i vini con prezzo superiore ai 10 euro a bottiglia. È inoltre prevista un’intesa specifica per la protezione delle produzioni a marchio, un passaggio ritenuto fondamentale per tutelare le denominazioni europee in un mercato complesso come quello indiano.
Un mercato in crescita e una risposta alle tensioni globali
«Questa partnership offre una possibilità commerciale in un mercato con una classe media in rapida ascesa», ha dichiarato il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, spiegando come l’accordo rappresenti anche «una reazione chiara e positiva dell’Ue alle tensioni geoeconomiche che il Vecchio Continente sta attraversando». Secondo Frescobaldi, il vino italiano ha oggi un forte bisogno di politiche commerciali aperte, capaci di ampliare un raggio d’azione ancora limitato.

Diversificare l’export, la sfida del vino italiano
Il tema della diversificazione dei mercati resta centrale. «Il 60% dell’export vinicolo italiano è concentrato in soli cinque Paesi», ricorda Frescobaldi, sottolineando come accordi di questo tipo siano determinanti per ridurre le dipendenze commerciali. In questa prospettiva, l’intesa con l’India viene accostata a quella con il Mercosur, per la quale Uiv auspica una rapida applicazione provvisoria. «Questo accordo dimostra l’importanza della diplomazia del business», conclude il presidente.
Numeri ancora marginali ma con ampi margini di crescita
I dati fotografano con chiarezza il potenziale inespresso. A fronte di esportazioni vinicole italiane pari a circa 8 miliardi di euro, l’export verso l’India si ferma oggi a 2,6 milioni di euro, mentre l’intera Unione europea raggiunge appena 7,7 milioni di euro. Un divario attribuibile in larga parte alla barriera tariffaria che ha finora frenato l’accesso al mercato. L’accordo tra due aree che insieme rappresentano quasi un quarto del Pil mondiale dovrà ora completare il proprio iter con la validazione e la ratifica da parte delle istituzioni europee.

Nessun commento:
Posta un commento