La Rocca di Lonato
apre La Via del Sabi:
fotografia giapponese
tra storia e contemplazione
Dal 24 gennaio al 22 marzo 2026 la Rocca di Lonato del Garda ospita La Via del Sabi - Sabi No Michi, mostra che intreccia fotografia giapponese e ideogrammi in un percorso meditativo sul tempo e la bellezza discret
La Rocca di Lonato del Garda , nel pomeriggio di sabato 24 gennaio, ha aperto le porte a La Via del Sabi – ??? – Sabi No Michi, un percorso espositivo che unisce fotografia e ideogrammi giapponesi in una riflessione sul tempo, l’impermanenza e la bellezza delle cose segnate dall’usura. La partecipazione al vernissage è stata ampia e variegata, confermando l’interesse nazionale per progetti che sanno combinare introspezione e cultura. La mostra sarà aperta fino al 22 marzo 2026 e culminerà il 14 febbraio con la presentazione ufficiale del volume omonimo, edito da Folia Edizioni e curato da Andrea Lippi e Luigi Gatti.

Un percorso tra immagini e parole
Il cuore dell’esposizione è il dialogo tra le fotografie di Andrea Lippi e gli ideogrammi interpretati da Luigi Gatti. Le immagini non raccontano storie lineari, ma suggeriscono, invitano alla pausa e alla contemplazione. «Non si tratta di descrivere il Giappone, ma di offrire uno spazio in cui il visitatore possa percorrere una via fatta di vuoti, presenze lievi e silenzi», spiega Lippi. Gli ideogrammi, a loro volta, non spiegano, ma accompagnano il passo del visitatore, amplificando la percezione dello spazio e del tempo.

Lippi ha avviato il suo progetto fotografico in Giappone nel 2015, approfondendo lo studio della luce negli ambienti e nei paesaggi urbani e naturali. Il lavoro si è concretizzato nel progetto Lights of Japan e negli anni successivi è stato esposto in Italia e all’estero, ottenendo riconoscimenti internazionali, tra cui due menzioni d’onore ai premi TIFA e BIFA nel 2024.
Luigi Gatti e la cultura del cammino
Luigi Gatti, studioso della cultura giapponese e autore di "Il cammino del Giappone. Shikoku e gli 88 templi", ha portato nella mostra la propria esperienza di pellegrinaggi lenti e di viaggi interiori. «Il cammino, la percezione del passo e dell’ambiente, diventa un modo per comprendere la relazione tra tempo, memoria e bellezza», spiega Gatti. Il suo lavoro contribuisce a trasformare la visita in un’esperienza meditativa, in cui il pubblico si confronta con il senso del tempo e della durata, in linea con il concetto giapponese di sabi.
La Rocca di Lonato come spazio esperienziale
La scelta della Rocca di Lonato non è casuale. Fortezza quattrocentesca che domina il bacino meridionale del Lago di Garda, la Rocca unisce imponenza e accoglienza. Camminamenti, torri di avvistamento e sale cariche di storia dialogano con le immagini e gli ideogrammi, offrendo una percezione diversa del tempo, dove memoria e contemplazione si intrecciano. «Qui il concetto di sabi trova una risonanza naturale», osserva Lippi, «le pietre segnate e le mura antiche amplificano il senso di impermanenza e bellezza discreta». Il complesso, gestito dalla Fondazione Ugo Da Como, fa parte della Rete dell’800 lombardo e negli ultimi anni ha consolidato un ruolo di polo culturale capace di accogliere mostre contemporanee, eventi artistici e iniziative di lifestyle. Il nuovo Padiglione Eventi, una glass house di design integrata con il contesto storico, ha ampliato le possibilità espositive, confermando la Rocca come meta culturale di riferimento.

La visita a La Via del Sabi invita a un ritmo lento, in cui l’osservatore è protagonista. L’interazione con le fotografie e gli ideogrammi trasforma la fruizione in un viaggio interiore, mentre le vedute sul Lago di Garda e sulla pianura bresciana completano l’esperienza sensoriale. Il percorso non si limita alla contemplazione artistica, ma include la scoperta dell’intero complesso monumentale, dalle mura merlate alla Rocchetta, passando per la Casa del Podestà. L’accesso è garantito con un biglietto unico di 6 euro, che consente di vivere un’esperienza completa tra arte e storia.

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