Perché investire nel turismo lento? È da questa domanda che ha preso le mosse il talk ospitato lo scorso 8 ottobre a Madia, in Calabria, dedicato alle prospettive di un settore che trova nella bicicletta, muscolare o a pedalata assistita, uno dei suoi strumenti privilegiati. Un confronto che ha coinvolto amministratori, tour operator, professionisti e imprenditori, chiamati a riflettere sulle opportunità economiche e culturali di un modo diverso di viaggiare, capace di mettere al centro il territorio, le comunità che lo abitano e le esperienze che può offrire.
Il turismo lento per scoprire una Calabria oltre il mare
Il turismo lento non è soltanto una modalità di spostamento, ma un modo di vivere e raccontare i luoghi. Le strade dedicate alle biciclette, le ciclovie e gli itinerari che attraversano paesaggi meno battuti possono contribuire a diversificare l'offerta turistica, intercettando viaggiatori interessati alla natura, alle produzioni locali e alla relazione con le comunità. In Calabria, dove la rete ciclabile supera i 500 km, questa prospettiva si intreccia con la possibilità di costruire nuove stagioni turistiche, affiancando al tradizionale richiamo del mare un'offerta fruibile anche in altri periodi dell'anno.
Un progetto che richiede tempo per esprimere le proprie potenzialità e che, soprattutto, deve riuscire a garantire una presenza turistica costante. «È un turismo che deve ancora crescere e dare continuità. Il turismo lento permette di conoscere un territorio, la sua gente, l'essenza della Calabria». Un'opportunità che porta con sé anche nuove esigenze: «Questo significa dover migliorare la rete dei servizi. Credere in questo progetto porta anche agli investimenti, che a loro volta possono generare un futuro indotto economico». La continuità diventa quindi un elemento centrale, tanto nella programmazione quanto nella capacità di consolidare i risultati nel tempo. «Continuità è la parola chiave di questo progetto» sottolinea Cosentino, guardando anche alle nuove generazioni che scelgono di investire professionalmente nella propria terra. «Ci sono tanti giovani che oggi puntano sul territorio e spero che, nel lungo periodo, portino valore nella loro Calabria».
La bicicletta cambia il viaggio e il modo di raccontare i territori
La bicicletta cambia il modo di osservare una destinazione, consentendo di coglierne dettagli che altri tipi di viaggio rischiano di lasciare sullo sfondo. È il punto di partenza della riflessione di Silvia Livoni, bike destination specialist, che individua proprio nella capacità di osservazione uno degli elementi distintivi del cicloturismo. «La bicicletta è una lente d'ingrandimento dei territori: fa vedere ciò che funziona, ma anche ciò che non funziona». Un'affermazione che richiama l'attenzione non soltanto sulle potenzialità paesaggistiche e culturali delle destinazioni, ma anche sulla qualità dei servizi, sull'accessibilità e sull'organizzazione dell’offerta. Il viaggio in bicicletta, infatti, modifica anche il rapporto tra viaggiatore e destinazione. «Trasforma il turismo da viaggio di destinazione a viaggio di motivazione». Non si sceglie più soltanto un luogo da raggiungere, ma si parte per vivere un'esperienza: stare nella natura, rigenerarsi, entrare in relazione con le comunità locali e attraversare il territorio con un ritmo differente.


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