domenica 25 settembre 2016

UNDICESIMO "VINERIA"

Undicesimo Vineria

Cucina pirotecnica e buona enocultura

Undicesimo Vineria

Francesco Brutton il fuochista con Regis Ramos Freitas ai ...cavatappi

Francesco Brutton il fuochista con Regis Ramos…
La Marca trevigiana tanto “gioiosa et amorosa” gastronomicamente non lo è mai stata. Tant’è che le vere avventure gourmet si contano sulle dita di una mano, a vantaggio di una cucina tipica tradizionale che davvero molto tipica non lo è quasi mai. In un contesto come questo Francesco Brutto e Regis Ramos Freitas si sono assunti un rischio non da poco, portando nel capoluogo il primo una cucina pirotecnica e il secondo una cultura enologica intelligentemente alternativa.

 

 

  Talenti della Marca Trevigiana

Talenti della Marca Trevigiana
Francesco è ormai fuor di dubbio passato da talento emergente a conferma conclamata di uno stile personalissimo, frutto sì di una lunga permanenza accanto a un grande come Piergiorgio Parini del Povero Diavolo di Torriana ma ormai del tutto originale. Si è detto di fuochi d’artificio, si dirà di acidità e amari, ma non si deve dimenticare che al centro di tutto c’è un gusto pensato. Mai un sapore piacione o ruffiano, ma mirato invece dritto al palato, divertente, a volte dissacrante. Di fatto, comunque, buonissimo e di notevole leggerezza.

Piccole botte di grande gusto

Piccole botte di grande gusto
L’amore smodato per la ricerca e la botanica si rivelano dalle entrate di benvenuto, dai tacos di mandorle e ceviche di zucchine, alla cialda di mung con zucca ed erba di San Pietro canforata, al finto carpaccio alla brace, alla cialda di cappuccio viola, con il cavolo cotto e fermentato nel malto, alla sardina in carpione di camomilla con tagete al mandarino e “neve” di sarda. Piccole botte di grandissimo gusto, prima di partire con la mazzancolla, servita con rosa canina, mela verde e oxalide a mitigare la dolcezza delle carni.

Squisite provocazioni da raccogliere

Squisite provocazioni da raccogliere
Poi la seppia “sporca” con susine, occhi di seppia e agastache messicana, teneramente ruvida. Di una violenza stupenda lo sferzante riso con imperatoria e ostrica. Provocatori e da centellinare perché non vorresti finissero i tortellini di tamarindo con grasso di pollo (sì, grasso di pollo!) rapa rossa e cicoria. Aromaticità e carezzevole amaro balsamico per i capelli d’angelo con pinoli e olio al pino marittimo.

Alla cassa con giusta ragione

Alla cassa con giusta ragione
Una parentesi di quasi dolcezza, subito frenata da eucalipto e ruta, con il cuore di manzo. Da manuale le carni del “piccione nel bosco”, di una succulenza senza pari. Buonissima la suadenza terragna della carota viola con zenzero, cipresso, umeboshi e tagete al dragoncello. Un capolavoro di freschezza il dessert: alloro, birra scura, rosmarino, dragoncello e basilico alla liquirizia. Prezzi ultraragionevoli, di cui approfittare, con i menu degustazione a 45 (4 portate) 70 (7 portate) e 110 euro (12 portate), con un godimento assicurato e un servizio di rara gentilezza.
Marco Colognese
VINOECIBO

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