La Guida
ai Locali
Storici d'Italia
La storia del nostro Paese, infatti, è costellata di episodi in cui specifiche bevande hanno segnato eventi memorabili, da cerimonie festose a momenti di tensione bellica, intrecciando il destino di vini e liquori con quello della Nazione. In queste gloriose vicende, i Locali Storici d’Italia non sono stati semplici punti di ristoro, ma veri e propri teatri dove si sono consumate importanti vicende sociali e politiche, spesso accompagnate da vini, liquori e cocktail d'autore.
Dal limoncello al nocino, dagli aperitivi agli amari, dal bitter al rosolio
Tra le tante storie che si leggono con interesse quella del Royal Victoria Hotel di Pisa, nato poco dopo l'anno Mille come foresteria con locanda della Consorteria dei Vinajoli, l’associazione medioevale di coltivatori di viti e produttori di vino o quella dell’Ostaria Antico Dolo di Venezia, autentico simbolo dell'aperitivo veneziano: il Select, nato a Venezia nel 1920 dalla sapienza dei Fratelli Pilla. Ed ancora: il Caffè Pasticceria Balzola, dove il maestro liquorista della Martini & Rossi, Pasquale Balzola, rientrato in Italia dagli Stati Uniti durante il proibizionismo, creò l’Amaro dei Saraceni e l’Aperitivo Balzola; il Caffè Camparino in Galleria a Milano, la cattedrale dell’aperitivo: è qui che, tra le eleganti architetture liberty è diventato celebre il Bitter ideato da Gaspare Campari. Ed ancora, il Grand Hotel Majestic "già Baglioni" di Bologna dove nacque il Signature Cocktail Roberta, tributo allo storico capo barman Pietro Cuccoli, che nel corso della sua lunga carriera servì personaggi illustri come Lady Diana e Sophia Loren.
Da sempre molti Locali Storici producono liquori artigianali, ma è il limoncello del Ristorante Antico Francischiello da Peppino di Massa Lubrense (Napoli) ancora oggi realizzato dalla signora Pina, madre del titolare, che merita una menzione speciale. Sulla sponda del lago di Como, il Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio (Como) serve il “Comoncello” realizzato con gli agrumi raccolti nei giardini del Locale infusi con un bouquet di erbe aromatiche. Nello storico Negozio Sperlari di Cremona si trova il “Rosso della Disfida”, vino rosso frizzante legato al duello del 1085 tra il figlio dell’Imperatore Enrico IV e il Gonfaloniere cremonese Giovanni Baldesio. Ancora: il Caffè La Crepa di Isola Dovarese (Cremona) è famoso per il suo nocino e per i campionati di Nocino, dove invita la clientela a portare la propria versione fatta in casa.
Antichi aromi speziati sono l’essenza del Rosolio alla cannella, preziosa specialità che oggi, se si è fortunati, si può assaggiare come liquore di fine pasto al Ristorante Majore di Chiaramonte Gulfi (Ragusa). Un’altra importante storia di Sicilia è rappresentata dal Marsala di casa Florio che si può degustare dopo una “vastedda maritata” o un trancio di sfincione all’Antica Focacceria San Francesco di Palermo.
Il Gran Caffè Gambrinus di Napoli, omaggio al leggendario patrono della birra
Richiama, invece, il leggendario re delle Fiandre e inventore della birra il nome del Gran Caffè Gambrinus di Napoli. Gambrinus, infatti, è una figura mitica che rappresenta il patrono della birra e a cui viene attribuita l'invenzione di questa bevanda. In Valle d’Aosta la coltura della vite è antichissima e stupisce sapere che la produzione del vino valdostano in un momento di grande espansione era 16 volte superiore a quello della Borgogna. Oggi, vitigni autoctoni come il Fumin, il Cornalin e il Vien de Nus tra i rossi, o ancora il Prié Blanc e il Muscat Petit Grain di Chambave tra i bianchi, sono vini "eroici" da gustare al Bellevue Hotel & Spa e all’Hotel Miramonti, entrambi di Cogne (Aosta).
La Grapperia Nardini e il palladiano Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa
Tra il Brenta e il Piave non si contano le battaglie che si sono svolte, da qui sono passati centinaia di migliaia di soldati e tutti hanno attraversato a piedi il palladiano Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa (Vicenza), simbolo della Grande Guerra e indissolubilmente legato alla Distilleria Nardini. È proprio in questa storica grapperia, infatti, che i militari si fermavano in cerca di conforto e di coraggio prima di proseguire verso il Monte Grappa e la linea del Piave.
A proposito della Grapperia Nardini, la più antica d'Italia, fondata nel 1779 da Bortolo Nardini, originario di Segonzano in Valle di Cembra, culla della grappa artigianale, gli eredi della storica distilleria ricordano che il 27 maggio 1987 la Regina Madre del Regno Unito, Elisabetta, entrò nello storico locale sul Ponte degli Alpini e sorseggiò un grappino Nardini comodamente seduta al romantico tavolino nell’angolo vicino alla finestra che si affaccia sul Brenta. Era in visita a Bassano e, passando davanti alla celebre distilleria, ordinò alla scorta di fermarsi e, con sorpresa di tutti, entrò, bevve la sua amata grappa e lasciò la regale firma «Elizabeth R.» con la data sul libro degli ospiti illustri. Amava molto la Nardini, che conosceva da sempre e che aveva voluto come unico superalcolico italiano per le nozze della figlia Elisabetta II.
L'esordio a Venezia nel 1750 del Prosecco ancestrale "Harmonia Mundi"
Altre storie legate ai vini e ai distillati. Il Ristorante da Ö Vittorio di Recco (Genova) è stato tra i primi a servire lo storico Amaro Camatti, incoronato nel 2023 nella Top del World Liqueur Awards, mentre il Caffè Lavena in Piazza San Marco a Venezia ha lanciato e fatto conoscere nel 1750 il Prosecco, l’Harmonia Mundi, sopravvissuto nei secoli e realizzato con l'antico metodo ancestrale. Tra i vini speciali il Royal Hotel di Sanremo (Imperia) è famoso per il Moscatello di Taggia, conosciuto anche come “vino dei Papi”, un vino dolce e di forte gradazione alcolica che trae le sue origini nel Medioevo.
Altre storie altri aneddoti. “Liquorista e confettiere” è il brevetto conferito alla Pasticceria Roletti 1896 di San Giorgio Canavese (Torino) dal Duca di Genova che ha certificato la ricetta originale del suo Vermouth, ricetta che continua ad essere quella originale di Giuseppe Roletti. Anche l’Albergo Ristorante San Giors (già Ponte Dora) di Torino continua a servire liquori antichi, preparati secondo antichi ricettari. In particolare ricorda l’antica tradizione del “bicchiere della staffa”, l’ultimo sorso prima di partire, quando il cavallo è già sellato e il piede poggia sulla staffa. Miles Davis, infine, adorava il suo Cocktail Martini con la rigorosa oliva come guarnizione, servito al bancone che profuma di Belle Époque del Palace Grand Hotel di Varese, immerso nell’oasi di pace che è il parco del Colle Campigli.
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