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Un numero accanto a un piatto, un'icona, una nota in fondo alla pagina oppure un registro consultabile su richiesta. Nel passaggio dal menu cartaceo a quello digitale cambia il supporto, ma non cambia la sostanza: le informazioni sugli allergeni devono essere corrette, accessibili e aggiornate. E soprattutto devono corrispondere a ciò che arriva effettivamente nel piatto. Per la ristorazione il tema non è soltanto burocratico. Una gestione imprecisa può esporre il cliente a conseguenze anche gravi e il locale a responsabilità e sanzioni. Ma l'obbligo di informazione è solo il primo livello di un sistema più ampio, che coinvolge acquisti, fornitori, cucina, sala, formazione del personale e comunicazione con il cliente. Il menu digitale, in questo scenario, può diventare uno strumento particolarmente efficace. A condizione, però, che non si limiti a trasferire online un elenco di piatti. Un QR code non rende automaticamente più sicura l'informazione: se cambia una ricetta, un ingrediente o un fornitore, deve cambiare anche la documentazione collegata al menu.

I 14 allergeni che devono essere comunicati

Il riferimento generale è il Regolamento (UE) n. 1169/2011, che individua 14 categorie di sostanze o prodotti che possono provocare allergie o intolleranze e per le quali è prevista un'informazione specifica. Si tratta di cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa e solfiti, lupini e molluschi. La presenza di questi elementi deve essere comunicata anche nel caso degli alimenti non preimballati e quindi, tra gli altri, nella ristorazione, nelle gastronomie e nei pubblici esercizi. Ma conoscere l'elenco non basta. Uno degli errori più frequenti nasce proprio dalla confusione tra allergia, intolleranza e altre esigenze alimentari.

Allergia e intolleranza non sono la stessa cosa

Giorgio Donegani, tecnologo alimentare, richiama innanzitutto la necessità di distinguere correttamente le diverse condizioni tra intolleranze e allergie. «Nelle intolleranze la reazione è dose-dipendente, non coinvolge il sistema immunitario e non comporta il rischio di shock anafilattico. Per l'intolleranza al lattosio, ad esempio, una minima quantità viene generalmente tollerata. Nell'allergia, invece, si attiva la risposta immunitaria e sono sufficienti tracce infinitesimali per scatenare una reazione».

Il tecnologo alimentare Giorgio Donegani
Il tecnologo alimentare Giorgio Donegani

Il caso del latte è particolarmente utile per comprendere la differenza. L'intolleranza al lattosio riguarda la difficoltà di digerire uno zucchero presente nel latte, mentre l'allergia alle proteine del latte coinvolge il sistema immunitario. Trattare le due situazioni come se fossero equivalenti può quindi portare a errori nella comunicazione e nella preparazione del piatto. Donegani chiarisce anche un altro equivoco frequente legato al glutine. «La normativa individua 14 allergeni con obbligo di indicazione, tra cui i cereali contenenti glutine. Non si cita direttamente il glutine poiché non provoca una vera e propria allergia, bensì un'intolleranza che può comunque assumere forme cliniche gravi, come la celiachia». Per il ristoratore, dunque, il punto non è semplicemente applicare un'etichetta «senza» a un piatto, ma sapere esattamente quali ingredienti contiene, quali rischi presenta e come viene preparato.

Come comunicare gli allergeni nel menu, digitale e non

Il menu offre diversi strumenti per rendere le informazioni immediatamente consultabili. Non esiste necessariamente un'unica soluzione valida per tutti i locali: la scelta dipende dalla complessità della carta, dal numero di piatti, dalla frequenza con cui cambiano le preparazioni e dal sistema organizzativo della cucina. L'importante è che il metodo scelto sia chiaro per il cliente e soprattutto collegato a informazioni aggiornate. Un vantaggio esclusivo del menu digitale rispetto al formato cartaceo è l'implementazione dei filtri di ricerca automatici. Questa funzione permette al cliente di selezionare direttamente dalla schermata iniziale la propria allergia o intolleranza (ad esempio "senza glutine" o "senza lattosio"): il sistema nasconde o evidenzia graficamente i piatti a rischio, mostrando solo le opzioni sicure. Questa tecnologia riduce il margine di errore umano nella lettura della carta e velocizza l'ordinazione, ma funziona solo se la matrice degli allergeni nel backend è costantemente aggiornata.

Allergeni indicati per esteso sotto ogni piatto

È la soluzione più diretta. Sotto la descrizione di ogni preparazione possono essere riportati gli allergeni presenti, per esempio:

Risotto ai frutti di mare

Riso Carnaroli, crostacei, molluschi e mantecatura finale.

Allergeni: crostacei, molluschi, latte.

Il vantaggio è l'immediatezza: il cliente non deve consultare una legenda e può verificare subito le informazioni relative al piatto che sta valutando. Nel menu digitale questa modalità può essere utilizzata anche attraverso una funzione di approfondimento: il cliente vede la carta in forma sintetica e, cliccando sul singolo piatto, apre una scheda con ingredienti e allergeni.

I numeri accanto ai piatti

È probabilmente uno dei sistemi più diffusi. A ogni allergene viene attribuito un numero, riportato in una legenda generale. Il piatto viene quindi accompagnato dai numeri corrispondenti.

Un sistema, ad esempio, potrebbe indicare:

  1. Cereali contenenti glutine
  2. Crostacei
  3. Uova
  4. Pesce
  5. Arachidi
  6. Soia
  7. Latte
  8. Frutta a guscio
  9. Sedano
  10. Senape
  11. Sesamo
  12. Solfiti
  13. Lupini
  14. Molluschi

Il menu potrebbe quindi riportare:

Lasagna della casa 1, 3, 7, 9

Questo metodo consente di mantenere la grafica della carta pulita, ma richiede una legenda sempre facilmente consultabile. Nel digitale può essere utile rendere il numero cliccabile, così da visualizzare immediatamente il relativo allergene.

Disegni e pittogrammi

Un'altra possibilità è utilizzare icone o simboli grafici: una spiga per i cereali contenenti glutine, un bicchiere o una bottiglia per i solfiti, un pesce per il relativo allergene e così via. Il sistema può rendere il menu più intuitivo, soprattutto se affiancato da una legenda chiara. Occorre però evitare un eccesso di creatività grafica: un simbolo deve essere immediatamente riconoscibile o spiegato senza possibilità di equivoco. La soluzione più efficace, in molti casi, può essere una combinazione: icona accanto al piatto e, cliccando o toccando il simbolo, indicazione dell'allergene per esteso.

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