L’industria
delle acque
minerali in Italia
Uno sguardo allo scenario competitivo dell’industria delle acque minerali che nel Belpaese è particolarmente radicata, con stabilimenti e sorgenti in quasi tutte le Regioni.Solo una quindicina di industrie ha raggiunto una copertura territoriale su tutte le regioni d’Italia, con una quota complessiva a volume intorno al 55-60% sul totale mercato. il quadro competitivo italiano è dominato da aziende a controllo familiare che hanno operato con successo per lo sviluppo del mercato. Nella top 5, con un fatturato complessivo 2020 intorno ai 900 milioni di euro (di cui il 70% di acque minerali), il gruppo Sanpellegrino, appartenente alla multinazionale Nestlé, vanta una posizione storica di leadership sul mercato italiano. Con un fatturato consolidato di gruppo 2020 intorno ai 700 milioni di euro, Acqua Minerale San Benedetto, controllata dalla famiglia Zoppas, si pone ai vertici del settore per la produzione a quantità di acque minerali e al secondo posto per la produzione a valore. È tra le aziende più giovani ed in particolare quella che ha espresso uno dei più straordinari tassi di crescita e nel 2020 ha raggiunto un fatturato di circa 270 milioni di euro: è Acqua Sant’Anna, fondata nel 1996 da Alberto Bertone che oggi si colloca al terzo posto dei produttori di acque minerali in Italia. Il gruppo campano Ferrarelle esprime un fatturato netto intorno ai 200 milioni di euro. Con il marchio più prestigioso Ferrarelle esprime posizioni di leadership nel segmento delle acque minerali effervescenti naturali, con un posizionamento che unisce gusto e benessere. In quinta posizione c’è Uliveto & Rocchetta, gruppo romano con un fatturato che si aggira sui 180milioni di euro. Opera sul mercato con l’acqua minerale effervescente naturale a marchio Uliveto, fonte a Vicopisano Terme (Pi) e le acque Rocchetta, nelle varianti oligominerale, leggermente frizzante (Brio Blu) e frizzante (Brio Rossa), imbottigliate a Gualdo Tadino (Pg).

Un mercato da 155 miliardi a livello globale
Questo era uno sguardo sul mercato italiano delle acque minerali. A livello mondiale com’è la situazione? I numeri parlano chiaro: il mercato mondiale vale 155 miliardi di euro secondo un recente report sul settore dell’acqua confezionata dell’area studi Mediobanca. Il prezzo medio al litro è attorno a 40 centesimi, che scende a 30 centesimi nell’Unione europea. In base alle quantità, il consumo mondiale è cresciuto nell’ultimo ventennio al 7,4% annuo e le previsioni per il prossimo quinquennio indicano ritmi analoghi, tra il 7% e l’8%. La Cina rappresenta il maggiore mercato con 103,1 miliardi di litri per 26,1 miliardi di euro al dettaglio, un primato incontrastato dal 2009 quando la Cina ha superato e infine doppiato gli Usa, che oggi valgono 50 miliardi di litri e 34,6 miliardi di dollari. Il mercato dell’Unione europea vale 63,7 miliardi di litri, pari al 16,5% del totale mondiale, per un valore al dettaglio stimato di 19,1 miliardi.
Rincari delle materie prime
Il mercato delle acque minerali non è certo esente dalla crisi internazionale e dall’aumento delle materie prime. Come gran parte dei settori agroalimentari italiani. La guerra nell’Est Europa sta mettendo in ginocchio interi comparti e i costi eccessivi dell’energia, il caro-bollette e l’aumento dei prezzi delle materie prime stanno incidendo sui costi finali del prodotto. I prezzi delle bottiglie d’acqua potrebbero aumentare se i rincari legati alle materie prime e all’energia dovessero continuare, con il rischio, concreto, che alcune delle 300 etichette italiane possano uscire dal mercato.
A lanciare l’allarme è Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua. «La nostra preoccupazione non è il mercato», spiega Fortuna all’Adnkronos. «Siamo preoccupati per i costi di produzione. Tutto è rincarato in maniera insostenibile, a partire dal gas metano, aumentato del 417%. Anche il Pet utilizzato per bottiglie ha subito un aumento del 92%, così come la carta, con un prezzo raddoppiato, per non parlare del legno per i pallet salito del 108%, o dei trasporti, aumentati del 20%.
Non solo siamo di fronte a costi enormi ma anche di fronte alla circostanza che il materiale non c’è». Fortuna disegna un quadro di aumenti: «Questa necessità di adeguare i prezzi con il forte incremento dei costi, si ridurrebbe poi al livello di un centesimo in più. La nostra sfida sono prezzi bassi e volumi alti. Ma se i prezzi non sono competitivi e vengono meno i volumi allora abbiamo difficoltà a stare sul mercato». Ma le preoccupazioni della Federazione Mineracqua riguardano anche gli investimenti in atto e quelli legati alla sostenibilità. «Stiamo continuando a investire in sostenibilità e questi investimenti sono difficili da poter realizzare - spiega Fortuna - perché la situazione finanziaria delle nostre imprese è quella che è». Nel frattempo «al governo - ricorda Fortuna - abbiamo avanzato la richiesta di ridurre l’Iva. La nostra, al 22%, è abnorme rispetto all’Europa. In Francia è al 5,5% e se si riducesse già al 10% sarebbe un beneficio per il consumatore e darebbe ossigeno a noi e grossisti».
Idrosommelier e Carta delle acque
Uno scenario generale difficile in cui si innesta il mercato delle acque minerali caratterizzato anche da situazioni più piacevoli. Non tutti sanno che, come per il “gemello” vino, esistono dei veri e propri sommelier delle acque minerali. Si chiamano idrosommelier, figure professionali capaci di far percepire sentori quasi impercettibili a chi si appresta a gustare un banale bicchiere d’acqua, oppure di consigliare particolari abbinamenti con i piatti. Quindi non tutta l’acqua è uguale e anche servirla necessita di conoscenze particolari. Ebbene sì, ci sono delle regole da rispettare. La preparazione e le competenze in materia sono requisiti fondamentali per svolgere al meglio questa professione, infatti, è importante che il sommelier dell’acqua sia in grado di consigliare l’acqua più adatta da abbinare alla pietanza scelta dal cliente. Per arrivare ai giusti livelli di conoscenza un bravo sommelier dell’acqua deve essere molto curioso, conoscere tutte le etichette disponibili e imparare a leggerle.

Dal 2002 è attiva l’Adam, Associazione degustatori di acque minerali, fondata da alcuni cultori della buona cucina con un team di chimici, medici e nutrizionisti. Scopo dell’Adam è favorire la conoscenza di una importante risorsa quale è l’acqua minerale, la valorizzazione delle acque minerali quale parte integrante della nostra alimentazione, lo sviluppo degli aspetti scientifici, alimentari e nutrizionali correlati a questo “elemento-alimento”, la ricerca in ambito sensoriale finalizzata al giusto abbinamento acqua-cibo, fornendo agli operatori e al consumatore una corretta informazione sulle acque impiegate a tavola. A tal fine l’associazione organizza convegni, incontri a carattere educazionale, corsi, coinvolgendo le scuole e altre associazioni, oppure rivolgendosi direttamente a ristoratori, albergatori, maîtres, sommelier ed amanti della buona tavola. Ha avviato un’attività didattico-informativa sul tema delle acque minerali, attivando nello stesso tempo un lavoro di ricerca sui possibili accostamenti “acqua-cibo”. Da questo lavoro ha prodotto la “Carte delle acque”: non si tratta di un banale “elenco di etichette”, bensì di uno strumento in grado di fornire un giusto abbinamento con il piatto.
Se pensate che sia difficile fare il sommelier, immaginate come possa essere fare l’idrosommelier, una figura capace di cogliere le più sottili sfumature dell’acqua. Qualche consiglio per descrivere il sapore dell’acqua? Il gusto dolce dipende dalla presenza più o meno importante di calcio; il salato dipende dalla presenza d bicarbonati, cloruri o solfati; il gusto acido è dovuto alla presenza di CO2, il gusto amaro è dato dalla presenza di metalli come il manganese. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Basta sorseggiarla, fermarsi un secondo e siamo sicuri che anche nell’acqua minerale riusciremo a trovare sfaccettature diverse ed emozioni gustative. Provare per credere!
I numeri dell’acqua in Italia
- 13 miliardi di litri: consumo annuo di acque minerali nel 2020 (-4% rispetto al 2019)
- 221 litri: consumo annuo pro capite
- 2,8 miliardi di euro: giro d’affari complessivo del settore in Italia
- 14,5 miliardi di litri: totale dei volumi produttivi
- 235: marche di acque minerali e di sorgente
- 130: aziende imbottigliatrici e fonti


Nessun commento:
Posta un commento