domenica 15 febbraio 2026

Guide turistiche di Pompei in protesta

Guide turistiche 

di Pompei in protesta: 

sit-in contro la chiusura 

della postazione interna

Le guide turistiche di Pompei organizzano un sit-in contro la chiusura della postazione interna, mentre il Parco archeologico punta a gestire direttamente le visite guidate con nuovi pacchetti e assunzioni


Le guide turistiche di Pompei terranno un sit-in davanti ai cancelli d’ingresso del Parco archeologico. I cartelli alzati in segno di protesta accoglieranno i turisti provenienti da tutto il mondo, in arrivo con pullman e treni per visitare la città romana, tra i siti culturali più visitati in Italia. La manifestazione nasce in risposta alla chiusura, avvenuta un mese fa, della postazione interna che le guide utilizzavano da 15 anni per accompagnare i visitatori.

Il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, su Repubblica, ha commentato la protesta: «Se si vuole fare una manifestazione davanti all’ingresso del sito, mettendo in mezzo i visitatori che non c’entrano nulla, abbiamo toccato il fondo. Noi andremo avanti sulla nostra strada». La chiusura della postazione ha portato le guide a presentare un ricorso al Tar, con la presidente Susy Martire che sottolinea come «contestiamo il merito e la modalità della decisione, che offende un’intera categoria».

Il Parco punta invece a rafforzare i servizi culturali: sul sito web istituzionale saranno disponibili pacchetti di visite guidate acquistabili insieme al biglietto. Tra le prime esperienze previste ci sono itinerari alla villa di Oplontis e future proposte che combinano archeologia e degustazioni di vini prodotti a Pompei. Zuchtriegel spiega che l’obiettivo è «creare posti di lavoro, controllando la qualità del servizio e tutelando la legalità».

Da 43 addetti attuali, il Parco prevede di arrivare a 85 persone impiegate, con 60 stabilizzazioni a tempo indeterminato affidate alla concessionaria Opera, già responsabile della biglietteria e dell’ufficio informazioni. Le guide contestano però la scelta: «Il Parco vuole solo guadagnare di più, altro che legalità. Ora lo stesso concessionario gestirà anche le visite guidate». Inoltre, recentemente è stato avviato il progetto con la cantina Feudi di San Gregorio per produrre vino all'interno del Parco.

Secondo i rappresentanti delle guide, un confronto rimane necessario. «Anche noi condanniamo chi si comporta male, ma non crediamo che questa sia una ragione valida per non confrontarsi», commenta Martire. La direzione ribadisce invece la propria linea: «Noi andremo avanti sulla nostra strada, collaborando con chi rispetta le regole e aumentando i servizi culturali di qualità». 

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