domenica 15 febbraio 2026

Andria è la meta slow da scoprire non solo d'estate

 

Perché Andria 

è la meta slow 

da scoprire 

non solo d'estate

Andria, nel cuore dell’Alta Murgia, è meta ideale per uno slow weekend tra ulivi secolari, l’iconico Castel del Monte e sapori identitari come olio Evo Dop, Burrata Igp e confetti artigianali. Il 27 e 28 febbraio ospita QOCO, evento dedicato all’olio extravergine e ai giovani chef. A pochi minuti, Barletta e la Disfida completano l’itinerario tra storia e gusto

Perché Andria è la meta slow da scoprire non solo d'estate

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Quanta è bella la Puglia! E fuori stagione, quando non è presa d’assalto dai turisti, svela il suo volto più intimo ed autentico. Perché non approfittarne per regalarsi un long week end in questo periodo, quando a tener banco sono località montane e piste da sci? Andare in controtendenza e regalarsi qualche giornata all’insegna dello slow tourism, delle belle cose da vedere, dei gustosi sapori da (ri)scoprire? La meta, Andria (Bt) - terra di eccellente olio Evo - con la meraviglia di Castel del Monte, decretato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Andria, cuore segreto di Puglia tra ulivi e antiche memorie

Pietra, luce e memoria che spiccano su una distesa sterminata di ulivi. Nel cuore dell’Alta Murgia ad una decina di km dal mare, là dove la terra pugliese si fa severa e luminosa allo stesso tempo, Andria è una città che non si concede subito, ma che ripaga chi sa guardare con attenzione. Non è una meta urlata, ma è una destinazione da scoprire lentamente, passo dopo passo, tra vicoli, piazze e campagne che raccontano secoli di storia, potere e spiritualità, gustando i sapori genuini e rassicuranti della sua tavola.

Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Parco Nazionale dell'Alta Murgia

Il suo territorio si trova all’interno del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, area proclamata di recente Geoparco mondiale dell'Unesco: è il 12° in Italia ad ottenere tale riconoscimento. Sul suo altopiano le escursioni (perfette da fare ora che non c’è caldo) combinano natura incontaminata e testimonianze storiche di inestimabile valore, in un rigenerante mix per corpo e spirito. Una sferzata di benessere sono anche le passeggiate sulla spiaggia, dove respirare a pieni polmoni la benefica aria salmastra e riempirsi gli occhi della bellezza del mare fuori stagione.

La “città dei tre campanili”

Andria è detta la “città dei tre campanili”, per i tre antichi campanili monumentali (della cattedrale e delle chiese di San Francesco e San Domenico) veri capolavori di architettura in pietra locale, che ne caratterizzano lo skyline.Il suo centro storico è un affascinante dedalo di stradine, vicoli, piazzette, antichi palazzi nobiliari, insediamenti rupestri e chiese rinascimentali e costudisce un tessuto urbano antico ed originale, fatto di case in pietra chiara, archi, corti silenziose e chiese che raccontano una profonda tradizione religiosa.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta
La Cattedrale di Santa Maria Assunta

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, con la sua cripta che ospita le spoglie di due mogli di Federico II, l’imperatore germanico enigmatico e geniale che alle terre nordiche preferì l’Italia meridionale, è uno dei luoghi più suggestivi della città, capace di unire sacralità e storia imperiale in un unico spazio.

Le architetture sotterranee visitabili di Andria
Le architetture sotterranee visitabili di Andria

Nel sottosuolo una vera curiosità è la rete di percorsi ipogei strutturati intorno a una costellazione di architetture sotterranee visitabili: questi itinerari sotterranei, organizzati in una vera e propria costellazione di architetture visitabili, risalgono all’età tardo romana e si estendono fino al basso medioevo, testimonianza della lunga e articolata storia della città.

Castel del Monte, patrimonio Unesco e capolavoro dell’architettura medievale

L’intero abitato di Andria è cresciuto e si è sviluppato all’ombra del famosissimo Castel del Monte, il castello voluto da Federico II nel XIII secolo. Simbolo assoluto del territorio, patrimonio Unesco e capolavoro dell’architettura medievale europea, si trova sulla cima di un colle che svetta nella campagna a una quindicina di km dal centro di Andria. La sua struttura stupisce per la precisione delle linee e l’incredibile ricorrenza del numero otto: oltre ad avere la forma ad ottagono, sono otto le torri esterne, otto le stanze per piano, otto i fiori sulla cornice d’ingresso. La sua pianta ottagonale, sospesa tra geometria, astronomia e mistero, domina il paesaggio murgiano come un enigma di pietra.

Castel del Monte
Castel del Monte

Voluto da Federico II di Svevia il castello non è solo una fortezza né una residenza nel senso tradizionale: è un manifesto di potere intellettuale, un luogo dove Oriente e Occidente, scienza e simbolo, si incontrano. Visitandolo, si ha la sensazione che il tempo si fermi e che la luce, entrando dalle finestre, diventi parte dell’architettura stessa. È un’esperienza veramente coinvolgente visitarlo fuori stagione, senza le frotte di turisti che inevitabilmente lo affollano in estate, godendosi passo passo la visita e facendosi affascinare dal suo imperscrutabile enigma.

Ulivi a perdita d’occhio

Guardandolo da Castel del Monte il territorio Andriese appare come una foresta di ulivi secolari, i cui frutti danno vita a un’eccellenza, l'olio extravergine d'oliva Dop Terra di Bari “Castel Del Monte”, massima espressione del territorio dell'Alta Murgia, dove la cultivar autoctona Coratina regna sovrana. La Puglia custodisce circa 60 milioni di alberi di ulivo, un patrimonio di biodiversità unico al mondo che si traduce in una ricchezza organolettica e sensoriale ineguagliabile.

La cultivar autoctona Coratina regna spvrana nel territorio dell'Alta Murgia
La cultivar autoctona Coratina regna spvrana nel territorio dell'Alta Murgia

E la sola Andria, tanto per dare l’idea, è capace di produrre la stessa quantità di olio di una pur prolifica regione quale la Toscana. Il paesaggio che circonda Andria, fatto di uliveti, mandorli (in fiore in primavera) e campi biondeggianti di grano in estate, è un invito alla lentezza. Camminare nella Murgia andriese, soprattutto verso il tramonto, significa immergersi in un silenzio potente, rotto solo dal vento e dai suoni della natura. È un’esperienza che parla al viaggiatore contemporaneo, sempre più alla ricerca di luoghi autentici, capaci di offrire non solo bellezza ma anche senso.

QOCO - Un Filo d'Olio nel Piatto

Una gustosa occasione per andare ad Andria sarà, il 27 e 28 febbraio, la XVII edizione di “QOCO - Un Filo d'Olio nel Piatto”, evento dedicato all'olio Evo e all'alta cucina. A sfidarsi saranno 10 giovani chef provenienti da varie parti del mondo selezionati da Slow Food Puglia fra i Cuochi dell’Alleanza che- pur con storie, culture, profili e cucine molto differenti fra loro- condividono l’impegno per la tutela della biodiversità agroalimentare, per la salvaguardia dei saperi gastronomici e delle culture locali. La 2 giorni si aprirà venerdì 27 con le Cene di Gemellaggio: i 10 chef in gara uniranno le forze con altrettanti chef locali, ospiti dei ristoranti del territorio, per realizzare una ricetta del Paese di origine rigorosamente a 4 mani.

Il 27 e 28 febbraio, ad Andria si terrà la XVII edizione di “QOCO - Un Filo d'Olio nel Piatto”
Il 27 e 28 febbraio, ad Andria si terrà la XVII edizione di “QOCO - Un Filo d'Olio nel Piatto”

Piatti che rimarranno poi in Carta anche nelle settimane successive, per dare vita a una contaminazione di sapori condivisibile con il pubblico (per partecipare alle Cene di gemellaggio, contattare direttamente i ristoranti ospitanti). La gara entrerà nel vivo sabato 28 a Villa Carafa, dove i 10 chef prepareranno un piatto creativo valutato per originalità, equilibrio dei sapori e innovazione nell'uso dell'olio Evo di qualità. A giudicarli, una Giuria Tecnica presieduta da Oscar Farinetti e una Giuria di Opinione. L'iniziativa si concluderà sabato sera in piazza Catuma con la proclamazione dei vincitori, degustazioni, cibo e intrattenimento musicale,con brindisi finale con un calice di robusto Nero di Troia locale. 

La Burrata di Andria Igp

Non solo olio. Andria è anche terra di altri sapori forti e identitari. Qui nasce la celebre la Burrata di Andria Igp, tutelata dal Consorzio locale, regina indiscussa della gastronomia locale e, in generale, pugliese.  La sua nascita risale ai primi decenni del Novecento ed è frutto dell’ingegno di Lorenzo Bianchino, un massaro che, in mancanza di tecnologie di refrigerazione e durante una nevicata che isolò la zona, inventò un involucro spesso per conservare panna e residui di pasta filata, evitando sprechi.

La lavorazione manuale della burrata di Andria
La lavorazione manuale della burrata di Andria

A caratterizzarla è una sorta di  sacchetto esterno di mozzarella che racchiude un cuore cremoso di stracciatella (panna e sfilacci di pasta filata) Ancora oggi, la lavorazione manuale della burrata è uno spettacolo affascinante: i casari strappano la pasta filata in sfilacci e la mescolano con panna fresca, creando il cuore cremoso e inimitabile di questo prodotto,con un gesto tramandato di generazione in generazione.

Il Confetto di Andria e il suo museo

Anche la tradizione dolciaria occupa un posto speciale, con la produzione artigianale di confetti. Un secolo fa, le future spose di Andria venivano celebrate con la “Petresciata”, una pioggia di confetti simbolo di fecondità e buon auspicio, anziché con chicchi di riso. Le suocere donavano alle promesse spose un cesto ricco di confetti di ogni tipo. Il successo del confetto andriese deriva dalla rigorosa selezione delle materie prime e dalla sapiente lavorazione: si impiegano mandorle di Puglia e nocciole del Piemonte per creare specialità apprezzate in tutta Italia e oltre i confini nazionali.

I confetti di Andria
I confetti di Andria

Il Museo Andriese del Confetto, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è una tappa imperdibile. Unico nel Sud Italia, il museo illustra la storia della produzione di confetti e cioccolato tramite utensili, stampi, documenti preziosi e antichi macchinari, testimonianze di un’archeologia industriale ormai scomparsa.

Altri tesori della tavola andriese

Il paniere dei prodotti tipici locali si arricchisce, accanto agli oli extravergini di altissima qualità, con fiordilatte, caciocavallo, scamorze e ricotta, robusti vini come Nero di Troia e Bombino da vitigni autoctoni, e prodotti da forno quali il calzone di cipolla, la focaccia e i taralli. Non mancano la carne di cavallo affumicata, la pasticceria di mandorla e lo storico cestino gelato “Trenocelle”.

Barletta, la città della Disfida

Da Andria vale la pena di spingersi verso l’Adriatico e raggiungere in un quarto d'ora di auto Barletta, la città della famosa Disfida, ovvero la giostra cavalleresca che il 13 febbraio 1503, nella piana tra Corato e Andria, impegnò tredici cavalieri italiani e altrettanti francesi. Motivo del contendere furono le offese all'orgoglio italiano proferite da Charles de la Motte. La competizione si concluse con la vittoria degli italiani, capitanati dal valoroso Ettore Fieramosca da Capua. Barletta ricorda puntualmente la terza settimana di settembre gli audaci cavalieri con una meticolosa ricostruzione della sfida e con un corteo festante con oltre trecento figuranti, fra dame, cavalieri, musici di strada e armigeri a cavallo. È una delle più accurate e coinvolgenti Rievocazioni storiche della penisola.

Castello Normanno di Barletta
Castello Normanno di Barletta

Barletta, con il suo centro storico dove si trovano eccellenti ristoranti e trattorie, è bella da visitare anche in questa stagione, ammirandone il Castello, le mura, il Duomo, il Colosso (noto localmente come Eraclio, una gigantesca statua di bronzo, alta 4,50 m, risalente al V secolo e restaurata nel Medio Evo). Immancabile una tappa nella  Basilica del Santo Sepolcro, costruita durante l’XI secolo in stile romanico-pugliese dove  è conservato un antichissimo e prezioso cimelio: la reliquia della Croce Patriarcale, con un frammento della Croce di Gesù, portata da Gerusalemme nel 1291 dal Patriarca Randulphus.

I lampascioni di Barletta

Gloria di Barletta sono i lampascioni, già conosciuti ai tempi del poeta Ovidio per il loro potere ritenuto afrodisiaco, vera e propria ghiottoneria per i pugliesi. Piccole cipolle selvatiche dal gusto amarognolo, godono del soprannome di “Tartufo della Murgia” perchè, come i tartufi, crescono spontaneamente in terreni non coltivati. I lampascioni non crescono solo in Puglia, ma paradossalmente questa regione è l’unica a considerarli una vera prelibatezza.

I lampascioni di Barletta
I lampascioni di Barletta

Il bulbo, sola parte commestibile, cresce spontaneamente nelle radure e in primavera segnala la sua presenza con vistosi fiori blu. Il periodo migliore per raccoglierli è tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera (gennaio-marzo/aprile), quando spuntano le prime foglioline prima della fioritura. Ottimi da preparare in diversi modi (dalle zuppe alle frittate), secondo gli intenditori il miglior modo per degustare i lampascioni è cuocerli sotto la cenere accanto al fuoco.

Dove dormire

Terrazzini Cibele

Nel centro storico di Andria è un delizioso bed and breakfast creato da una giovane imprenditrice che, con la sua famiglia, voleva condividere con gli ospiti la bellezza di questa antica struttura dall’ atmosfera familiare e accogliente.  Il nome rievoca la purezza e la semplicità della pietra locale utilizzata per l’edificio, oltre a richiamare la figura di Cibele, dea della pietra e nota come “Terra-madre”.

Una delle stanze di Terrazzini Cibele
Una delle stanze di Terrazzini Cibele

Durante i lavori di ristrutturazione, è stata valorizzata la bellezza della pietra e la storicità dell’immobile è stata esaltata - per contrapposizione-  da un design contemporaneo, minimalista e sofisticato. Dispone di tre camere matrimoniali arredate con cura su tre livelli, due verande panoramiche, cucina moderna a disposizione 24 ore su 24 e zona living, oltre al parcheggio gratuito.

Terrazzini Cibele
Piazza Balilla 4 76123 Andria (Bt)
Tel +39 388 4317698

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