FORMAZIONE PROFESSIONALE E INCLUSIONE: CIRO DI MAIO TRASFORMA L’ARTE DELLA PIZZA IN OPPORTUNITÀ
Lasciare Frattamaggiore per cercare fortuna al Nord e poi tornare indietro, non con le valigie ma con opportunità da offrire. Ciro Di Maio, pizzaiolo napoletano e imprenditore a Brescia, ha deciso di trasformare il proprio lavoro in uno strumento di restituzione sociale. In collaborazione con Politiche del Lavoro Srl, dà vita a un corso professionale di pizzaiolo rivolto a disoccupati, finanziato dalla Regione Lombardia. Lo chef napoletano: “Un progetto che unisce formazione, dignità e inclusione, usando l’arte bianca come leva per rimettere in moto vite fragili”
A Brescia, lontano dal mare ma non dall’odore di farina e lievito, Ciro Di Maio ha deciso che il successo non basta più. Dopo aver lasciato Frattamaggiore, alle porte di Napoli, e aver costruito nel Nord Italia una carriera solida da pizzaiolo e imprenditore, oggi il suo mestiere prende una direzione nuova: diventare strumento di riscatto sociale.
È così che prosegue l’avventura di “San Ciro”, la sua pizzeria con sede a Brescia. Il nome del locale deriva da quello dei nonni, sia materno che paterno, di Ciro. Figure importanti nella sua vita, come quella del padre, che per rimediare al suo passato ha dedicato il suo tempo al volontariato e ad aiutare i giovani ad uscire dalla droga collaborando con una comunità per salvare i tossicodipendenti. Chef Ciro è convinto che la pizza sia molto più di un prodotto gastronomico. È una lingua universale, comprensibile a tutti, che può diventare un ponte tra chi arriva e chi accoglie, tra chi ha perso il lavoro e chi cerca una seconda possibilità. «Io sono partito da zero – racconta spesso – e se ce l’ho fatta è perché qualcuno mi ha dato fiducia. Ora tocca a me restituire». Per questo, dal 23 febbraio al 13 marzo 2026, a Brescia, prenderà il via un corso di Pizzaiolo della durata di 76 ore, organizzato da Politiche del Lavoro Srl in collaborazione con la Pizzeria San Ciro. Il corso è rivolto a persone disoccupate ed è finanziato dal programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori – di Regione Lombardia. Un progetto inserito nelle politiche attive del lavoro, con un obiettivo chiaro: trasformare una passione in competenza certificata e, soprattutto, spendibile nel mercato. Politiche del Lavoro Srl è un ente accreditato dalla Regione Lombardia per l’erogazione dei servizi al lavoro e alla formazione, attivo da anni sul territorio con sedi a Brescia, Bergamo e Milano. “La centralità della persona e la libertà di scelta sono i nostri principi guida”, spiegano dall’ente. “In questo caso, la scelta è quella di puntare su un mestiere antico ma sempre attuale, capace di offrire concrete opportunità occupazionali”. Per informazioni sul corso è possibile contattare la segreteria organizzativa al numero 030.6480467 o all’indirizzo formazione@politichedelavoro.it. Al termine del corso verranno rilasciati l’attestato di competenza di Pizzaiolo e l’attestato HACCP, passaggi fondamentali per un inserimento regolare nel settore della ristorazione. Ma il valore aggiunto, qui, non sta solo nei certificati. Sta nel metodo e nelle persone. Ciro Di Maio, infatti, da anni affianca immigrati e disoccupati nel loro percorso professionale. Li prende quando spesso sono relegati al ruolo di lavapiatti e li accompagna, giorno dopo giorno, verso la cucina e il banco della pizza. Spiega i gesti, corregge gli errori, trasmette un sapere che non è solo tecnico ma anche umano. «Il mestiere si impara stando accanto», ripete. E non si ferma alla formazione sul campo: quando può, aiuta anche con le procedure burocratiche, orientando chi è spaesato tra documenti e permessi. C’è un episodio che racconta più di molti discorsi. A un suo dipendente, immigrato africano, Di Maio ha pagato il viaggio per tornare a casa a Natale, per rivedere i familiari che non potevano permetterselo. Un gesto semplice, che dice molto della sua idea di impresa: un luogo dove il lavoro non è solo produzione, ma relazione, responsabilità, cura. Ma non è il solo, Chef Ciro è noto a Brescia anche per il suo impegno nel carcere Canton Mombello di Brescia, dove ha insegnato l’arte bianca ai detenuti. Qualche tempo fa, si era dedicato anche alla formazione anche nel Rione Sanità di Napoli, una zona che a lui ricorda la via dove è cresciuto, via Rossini a Frattamaggiore. L'istituto che ha abbracciato il suo progetto è stato quello alberghiero D'Este Caracciolo. “Io ho lasciato Sud per cercare fortuna e l’ho trovata”, spiega Ciro. “A Brescia ho costruito il mio successo professionale, ma oggi guardo oltre il mio locale. La pizza è uno strumento di emancipazione, un modo per restituire dignità a chi l’ha persa, per rimettere in moto vite rimaste ferme troppo a lungo. In un tempo in cui il lavoro è spesso precario e disumanizzato, iniziative come questa raccontano un’altra possibilità: quella di un’economia che include, che forma, che non scarta. Farina, acqua, lievito e mani che imparano. A volte basta questo per cambiare una storia”.
SCHEDA SAN CIRO Ciro Di Maio nasce a Frattamaggiore, un comune del Napoletano, nel 1990. Mamma casalinga, papà dal passato burrascoso. Le sue prime esperienze nel lavoro sono a 14 anni, poi si iscrive all’Alberghiero, ma a 18 anni lascia gli studi e inizia a lavorare. Nel 2015, la svolta: trova un lavoro da pizzaiolo per una grossa catena in Lombardia, poi riesce a rilevare quella pizzeria assieme a sei soci, infine diventa titolare unico. È così che è iniziata l’avventura “San Ciro”, il suo locale a Brescia (vicino al multisala Oz, in via Sorbanella) che oggi impiega una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina. Un locale amato perché rappresenta la tradizione napoletana, a partire dagli ingredienti: olio dop, mozzarella di bufala campana dop, pomodorino del Piennolo, ricotta di bufala omogeneizzata e porchetta di Ariccia Igp. Fondamentale è la pasta: ogni giorno viene scelto il livello esatto di idratazione, in base all’umidità di giornata. In menù ha la pizza verace, ma anche il battilocchio, la pizza fatta da un impasto fritto nell’olio bollente e subito servito avvolto in carta paglia. Le pizze sono tutte diverse, sono fatte artigianalmente. Ciro lo ripete spesso. “Mi piace tirare le orecchie alle pizze, ognuna ha il suo carattere e deve mostrarlo, odio le pizze perfettamente rotonde e se c’è più pomodoro da una parte rispetto ad un’altra è perché usiamo pomodori veri”. Molti i vip che lo amano, le pareti del suo ristorante sono piene di fotografie. Tra le altre anche Eva Henger, che è stata a cucinare pizze una sera da lui. Senza dimenticare i giocatori del Brescia Calcio, che quando possono, anche dopo le partite, lo passano a salutare. |
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