martedì 17 febbraio 2026

Edoardo Raspelli, il difensore civico dei buongustai

 Edoardo Raspelli 

il difensore civico 

dei buongustai 



Il Savonarola della critica enogastronomica festeggia 50 anni di stroncature di ristoranti e alberghi. Quella corona da morto sotto casa. Trenta querele: tutte vinte. Gli echi internazionali della querelle con la Mc-Donald’s che gli chiese 25 milioni di dollari di danni, querela poi ritirata.

di Giuseppe Casagrande


“Raspelli, tu da domani, oltre a occuparti di cronaca, seguirai la Rubrica dei Ristoranti”. Vai nei locali,  mangi, paghi (ti rimborsiamo noi) e poi scriverai il tuo parere, positivo o negativo, in particolare se il giudizio sarà negativo”.
Probabilmente Edoardo Raspelli non immaginava che l’ordine perentorio di Cesare Lanza, direttore del "Corriere d’Informazione", gli avrebbe cambiato la vita: un nuovo lavoro accanto a quello, consueto, di seguire i misfatti, i delitti e i tragici episodi di quei famigerati Anni 70, gli Anni di Piombo.
In Italia allora si mangiava male e l’idea straordinaria del direttore dell’edizione pomeridiana del "Corriere della Sera" fu un successo strepitoso. Cosi come altrettanto successo all'epoca avevano le pagine dedicate al cinema, con le pagelle ai film, ideate da Nino Nutrizio, direttore de "La Notte", l’altro quotidiano milanese del pomeriggio.

La prima recensione di Raspelli sui ristoranti uscì la prima volta il 10 ottobre del 1975. Ma la prima rubrica negativa, con il racconto della bocciatura e con il nome del locale, apparve qualche settimana dopo, il 13 febbraio del 1976, proprio 50 anni fa. Era il ristorante milanese Gori, in via Sammartini. Poi seguì un lungo elenco: Il Castello di Pomerio, l’Harrys Bar di via Veneto a Roma, il Rigolo ed il Biffi Scala a Milano e via elencando.

Quella corona da morto 
dopo aver stroncato 
a Milano lo Château d’Avignon

Dopo aver stroncato a Milano lo Château d’Avignon, in via San Maurilio, Edoardo Raspelli si trovò una corona da morto sotto casa e dopo aver giudicato negativamente un ristorante sulla Cerchia dei Navigli, la Vecchia Milano, seppe che volevano farlo fuori. Quel ristorante, 50 anni fa, era del boss Francis Turatello.

In questi giorni di febbraio c’è un’altra data significativa per il mondo giornalistico italiano. Se Edoardo Raspelli fu nel febbraio del 1976 il primo in Italia e terzo al mondo a criticare i ristoranti (non sapeva che era stato preceduto dal duo francese Gault & Millau), a lui si deve anche l’invenzione della critica (anche quella negativa) agli alberghi.

La stroncatura del famoso Hotel Excelsior di Via Veneto a Roma

Sul quotidiano torinese "La Stampa" la sua prima critica agli alberghi fu trent’anni fa, l’11 febbraio del 1996: una feroce critica al celebre Hôtel Excelsior di Roma. Al grande albergo di Via Veneto, nove anni dopo, Raspelli dedicò un’altra stroncatura accompagnata dal voto di 8/20.
Nel corso degli anni criticò un albergo alla settimana: Le Palme di Palermo, il Regina Elena di San Margherita Ligure, il Dado Hôtel di Parma con i voti più bassi.

Produttori di vini, ristoratori ed albergatori, 
un lungo elenco di cause vinte

Il conduttore di “Melaverde” vanta un lungo elenco (una trentina) di querele e di cause sempre vinte con produttori di vini, ristoratori ed albergatori che si erano sentiti offesi dalle sue critiche e che lo avevano querelato. Edoardo Raspelli è sempre stato assolto “per aver correttamente esercitato il diritto-dovere di cronaca e di critica” sancito dalla Costituzione. Tra le cause vinte citiamo il ristorante Vecchio Quattrocento di Milano, il ristorante Malan di Inverso Ponte Pinerolo (To), il Beccaceci a Giulianova Lido (Teramo), il produttore vinicolo Gigi Valle di Buttrio (Udine), l’Hotel Luna Convento di Amalfi.

Mc-Donald’s chiese a Raspelli 25 milioni di dollari
di danni: querela poi ritirata

Echi internazionali ha avuto la querelle con la Mc-Donald’s che chiese a Raspelli 25 milioni di dollari di danni dopo una sua dichiarazione su "Il Giorno", "Il Resto del Carlino" e "La Nazione". I
l colosso di Chicago ha ritirato la querela (senza alcuna contropartita) grazie alle motivazioni (diritto di critica) sostenute dall'avvocato difensore Caterina Malavenda e alla levata di scudi dei consumatori di tutto il mondo: da Paolo Massobrio a Carlin Petrini, da Gianni Mura ai responsabili di alcune guide enogastronomiche,  dal Wall Street Journal al Phildelphia Inquirer

L'ultima causa vinta contro il ristoratore partenopeo Giorgio Rosolino

La Reuters aveva rilanciato con un reportage la notizia, che venne ampiamente ripresa: Fortune, CNN , BBC, New York TimesTimeSunday TimesWashingtonpostWashington TimesDaily Record, National Public Radio (di Chicago, la città della Mc-Donald's, 20 milioni di ascoltatori), Globo (di Rio de Janeiro), il Times of IndiaDaily News (del Barein), il Taipei Times, il New Zealand Herald. Ed ancora: da Mosca a Perth, da Tokyo a Singapore. 

Patrocinato dagli avvocati Orazio Savia e Massimino Lo Conte, Raspelli ha superato indenne anche l’ultima querela da parte di un ristoratore, Giorgio Rosolino della Cantinella di Napoli, lo zio del campione di nuoto Massimiliano.
A questo punto, che altro aggiungere? Lunga vita Edoardo, difensore civico di noi tutti buongustai gaudenti e impenitenti.

In alto i calici. Prosit! 

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