«Il Liberty e la cucina di un femminismo silenzioso». Titolo intrigante, se non provocatorio, di un convegno nell'ambito della mostra che si aprirà a fine gennaio a Palazzo Martinengo di Brescia dedicata al Liberty - l'Arte dell'Italia Moderna. «L'estetica del Liberty non si manifesta solo nel cibo, ma anche nella sua presentazione e nell'ambiente circostante», scrive il curatore della mostra Davide Dotti, «con decorazioni floreali: i motivi floreali e le forme sinuose, tipiche dell'Art Nouveau, adornavano infatti non solo le architetture, ma anche le stoviglie, le posate e i menu. L'esperienza culinaria era vista come un'esperienza sensoriale a tutto tondo, in cui il cibo si univa all'arte della tavola e al lusso dell'arredamento».

Il ruolo delle donne in cucina
La delegazione bresciana dell'Accademia Italiana della Cucina, guidata da Giuseppe Masserdotti, ha deciso di promuovere un convegno sul ruolo fondamentale delle donne nella cucina dell'epoca, appunto all'insegna di un «femminismo silenzioso, ma assai operoso e creativo».

In Italia i movimenti femministi iniziano a svilupparsi in maniera strutturata alla fine dell'Ottocento, con le prime associazioni legate all'istruzione e all'assistenza sociale, con la richiesta di un suffragio e con la comparsa delle prime riviste femminili che si interessano anche di cucina.
Il femminismo in cucina durante il Liberty
All'inizio del Novecento, durante il Liberty, in una società che sta cambiando nell'arte, nella musica, nell'abbigliamento e negli stili di vita, un femminismo silenzioso si manifesta e si rafforza in cucina con libri e ricettari, non più di cuochi delle corti patrizie e di grandi casate, ma di donne che scrivono per le donne di famiglie borghesi e di una emergente classe media.

Argomenti al centro del confronto fra il presidente dell'Accademia Italiana della Cucina, prof. Giovanni Ballarini, e il curatore della mostra, Davide Dotti. La mostra bresciana - da gennaio a giugno - invita il visitatore ad immergersi nei temi e nelle atmosfere di un'epoca di profondi cambiamenti, tanto nell'arte quanto nella società.

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