domenica 24 gennaio 2021

ll turismo extralberghiero ha tenuto meglio degli hotel

 

Il turismo extralberghiero 

ha tenuto meglio 

degli hotel. Nel 2020 

ha perso “solo” 

il 50% dei clienti


Con una quota del 54% dei clienti rispetto al 2019, il comparto delle case vacanze ha fatto meglio degli alberghi (fermi al 46% delle presenze). A convincere gli italiani privacy, aria aperta e prossimità .

Nonostante l’anno nero del turismo, che ha lasciato sul terreno oltre 240 milioni di presenze in meno (-55% rispetto al 2019) e riportato l’Italia indietro di 50 anni, c’è chi è riuscito a resistere meglio degli altri. Si tratta del comparto extra-alberghiero che, secondo i dati dell’indagine Otex elaborati per Property Managers Italia, nel 2020 ha registrato il 54% di presenze rispetto all’anno precedente superando hotel e alberghi fermi al 46%.

Il turismo extralberghiero ha registrato il 54% delle presenze - Il turismo extralberghiero ha tenuto Nel 2020 solo metà dei clienti
Il turismo extralberghiero ha registrato il 54% delle presenze (vs. 2019)

A determinare la tenuta delle strutture extra-alberghiere, sono stati il desiderio di privacy, la volontà di vivere all’aria aperta, lontani dalle città, e la riscoperta del turismo di prossimità.

Sorpasso nel trimestre estivo
La differenza di andamento fra i due settori è stata maggiormente evidente nel trimestre estivo quando le strutture extra-alberghiere hanno subito un calo, anno su anno, delle presenze domestiche pari al -4,8% in agosto poi parzialmente recuperato nel mese di settembre (+4,5%). Gli alberghi, invece, hanno subito in misura maggiore la frenata del turismo domestico: -8,1% in agosto e -13,9% in settembre.

«Il 2020 ha avuto risultati incoraggianti per le destinazioni vicine e poco frequentate, ma con una buona attrattiva - ha spiegato Marco Nicosia, data analyst di Otex - Per esempio, quest'estate ha registrato risultati veramente positivi la campagna toscana, che solitamente è una realtà battuta molto dai turisti extraeuropei ma ha avuto un incremento di presenze grazie agli italiani che l'hanno riscoperta». A confermare questa tendenza, uno studio di Airbnb che mostra come, nel 2020, il chilometraggio dei turisti si è drasticamente ridotto.

Le motivazioni
Ma non è tutto: a favore delle sistemazioni extralberghiere, sostiene Otex, c'è anche il desiderio di una vacanza "open air", in agriturismi o campeggi, per timore di contrarre il covid nei luoghi chiusi. E infine, per lo stesso motivo, la preferenza dei viaggiatori per una maggiore privacy, negli appartamenti affittati col meccanismo della locazione breve, rispetto agli spazi comuni tipici degli alberghi. «I turisti ci scelgono perché sappiamo rispondere alle loro esigenze - afferma Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, associazione nazionale di categoria del turismo residenziale - nelle città come nei piccoli borghi che in tanti stanno scoprendo come destinazione. Il futuro è del comparto extralberghiero: ed è giusto valorizzarlo, per arrivare preparati alla ripartenza dei grandi flussi una volta finita l'emergenza sanitaria».

Questione seconde case
A pesare sul comparto extra-alberghiero sono però le incertezze sulla questione "seconde case". Nell'ultimo Dpcm, in vigore fino dal 17 gennaio, la possibilità di raggiungere la seconda casa fuori regione, compresa anche quella presa in affitto per lunghi periodi, è stata inserita fra le azioni concesse dal Governo. Una decisione che ha sollevato non poche perplessità e ha reso necessario un chiarimento. Ad oggi, vale quanto specificato dal sottosegretario all'Interno, Achille Variati che ha fissatoi paletti relativi agli spostamenti fino al 15 febbraio. Tradotto: disco verde alla possibilità di spostarsi da una regione all'altra per raggiungere la seconda casa. A patto che non sia un parente.

© Riproduzione riservata


Con una quota del 54% dei clienti rispetto al 2019, il comparto delle case vacanze ha fatto meglio degli alberghi (fermi al 46% delle presenze). A convincere gli italiani privacy, aria aperta e prossimità .

Nonostante l’anno nero del turismo, che ha lasciato sul terreno oltre 240 milioni di presenze in meno (-55% rispetto al 2019) e riportato l’Italia indietro di 50 anni, c’è chi è riuscito a resistere meglio degli altri. Si tratta del comparto extra-alberghiero che, secondo i dati dell’indagine Otex elaborati per Property Managers Italia, nel 2020 ha registrato il 54% di presenze rispetto all’anno precedente superando hotel e alberghi fermi al 46%.

Il turismo extralberghiero ha registrato il 54% delle presenze - Il turismo extralberghiero ha tenuto Nel 2020 solo metà dei clienti
Il turismo extralberghiero ha registrato il 54% delle presenze (vs. 2019)

A determinare la tenuta delle strutture extra-alberghiere, sono stati il desiderio di privacy, la volontà di vivere all’aria aperta, lontani dalle città, e la riscoperta del turismo di prossimità.

Sorpasso nel trimestre estivo
La differenza di andamento fra i due settori è stata maggiormente evidente nel trimestre estivo quando le strutture extra-alberghiere hanno subito un calo, anno su anno, delle presenze domestiche pari al -4,8% in agosto poi parzialmente recuperato nel mese di settembre (+4,5%). Gli alberghi, invece, hanno subito in misura maggiore la frenata del turismo domestico: -8,1% in agosto e -13,9% in settembre.

«Il 2020 ha avuto risultati incoraggianti per le destinazioni vicine e poco frequentate, ma con una buona attrattiva - ha spiegato Marco Nicosia, data analyst di Otex - Per esempio, quest'estate ha registrato risultati veramente positivi la campagna toscana, che solitamente è una realtà battuta molto dai turisti extraeuropei ma ha avuto un incremento di presenze grazie agli italiani che l'hanno riscoperta». A confermare questa tendenza, uno studio di Airbnb che mostra come, nel 2020, il chilometraggio dei turisti si è drasticamente ridotto.

Le motivazioni
Ma non è tutto: a favore delle sistemazioni extralberghiere, sostiene Otex, c'è anche il desiderio di una vacanza "open air", in agriturismi o campeggi, per timore di contrarre il covid nei luoghi chiusi. E infine, per lo stesso motivo, la preferenza dei viaggiatori per una maggiore privacy, negli appartamenti affittati col meccanismo della locazione breve, rispetto agli spazi comuni tipici degli alberghi. «I turisti ci scelgono perché sappiamo rispondere alle loro esigenze - afferma Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, associazione nazionale di categoria del turismo residenziale - nelle città come nei piccoli borghi che in tanti stanno scoprendo come destinazione. Il futuro è del comparto extralberghiero: ed è giusto valorizzarlo, per arrivare preparati alla ripartenza dei grandi flussi una volta finita l'emergenza sanitaria».

Questione seconde case
A pesare sul comparto extra-alberghiero sono però le incertezze sulla questione "seconde case". Nell'ultimo Dpcm, in vigore fino dal 17 gennaio, la possibilità di raggiungere la seconda casa fuori regione, compresa anche quella presa in affitto per lunghi periodi, è stata inserita fra le azioni concesse dal Governo. Una decisione che ha sollevato non poche perplessità e ha reso necessario un chiarimento. Ad oggi, vale quanto specificato dal sottosegretario all'Interno, Achille Variati che ha fissatoi paletti relativi agli spostamenti fino al 15 febbraio. Tradotto: disco verde alla possibilità di spostarsi da una regione all'altra per raggiungere la seconda casa. A patto che non sia un parente.

© Riproduzione riservata


Con una quota del 54% dei clienti rispetto al 2019, il comparto delle case vacanze ha fatto meglio degli alberghi (fermi al 46% delle presenze). A convincere gli italiani privacy, aria aperta e prossimità .

Nonostante l’anno nero del turismo, che ha lasciato sul terreno oltre 240 milioni di presenze in meno (-55% rispetto al 2019) e riportato l’Italia indietro di 50 anni, c’è chi è riuscito a resistere meglio degli altri. Si tratta del comparto extra-alberghiero che, secondo i dati dell’indagine Otex elaborati per Property Managers Italia, nel 2020 ha registrato il 54% di presenze rispetto all’anno precedente superando hotel e alberghi fermi al 46%.

Il turismo extralberghiero ha registrato il 54% delle presenze - Il turismo extralberghiero ha tenuto Nel 2020 solo metà dei clienti
Il turismo extralberghiero ha registrato il 54% delle presenze (vs. 2019)

A determinare la tenuta delle strutture extra-alberghiere, sono stati il desiderio di privacy, la volontà di vivere all’aria aperta, lontani dalle città, e la riscoperta del turismo di prossimità.

Sorpasso nel trimestre estivo
La differenza di andamento fra i due settori è stata maggiormente evidente nel trimestre estivo quando le strutture extra-alberghiere hanno subito un calo, anno su anno, delle presenze domestiche pari al -4,8% in agosto poi parzialmente recuperato nel mese di settembre (+4,5%). Gli alberghi, invece, hanno subito in misura maggiore la frenata del turismo domestico: -8,1% in agosto e -13,9% in settembre.

«Il 2020 ha avuto risultati incoraggianti per le destinazioni vicine e poco frequentate, ma con una buona attrattiva - ha spiegato Marco Nicosia, data analyst di Otex - Per esempio, quest'estate ha registrato risultati veramente positivi la campagna toscana, che solitamente è una realtà battuta molto dai turisti extraeuropei ma ha avuto un incremento di presenze grazie agli italiani che l'hanno riscoperta». A confermare questa tendenza, uno studio di Airbnb che mostra come, nel 2020, il chilometraggio dei turisti si è drasticamente ridotto.

Le motivazioni
Ma non è tutto: a favore delle sistemazioni extralberghiere, sostiene Otex, c'è anche il desiderio di una vacanza "open air", in agriturismi o campeggi, per timore di contrarre il covid nei luoghi chiusi. E infine, per lo stesso motivo, la preferenza dei viaggiatori per una maggiore privacy, negli appartamenti affittati col meccanismo della locazione breve, rispetto agli spazi comuni tipici degli alberghi. «I turisti ci scelgono perché sappiamo rispondere alle loro esigenze - afferma Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, associazione nazionale di categoria del turismo residenziale - nelle città come nei piccoli borghi che in tanti stanno scoprendo come destinazione. Il futuro è del comparto extralberghiero: ed è giusto valorizzarlo, per arrivare preparati alla ripartenza dei grandi flussi una volta finita l'emergenza sanitaria».

Questione seconde case
A pesare sul comparto extra-alberghiero sono però le incertezze sulla questione "seconde case". Nell'ultimo Dpcm, in vigore fino dal 17 gennaio, la possibilità di raggiungere la seconda casa fuori regione, compresa anche quella presa in affitto per lunghi periodi, è stata inserita fra le azioni concesse dal Governo. Una decisione che ha sollevato non poche perplessità e ha reso necessario un chiarimento. Ad oggi, vale quanto specificato dal sottosegretario all'Interno, Achille Variati che ha fissatoi paletti relativi agli spostamenti fino al 15 febbraio. Tradotto: disco verde alla possibilità di spostarsi da una regione all'altra per raggiungere la seconda casa. A patto che non sia un parente. italiaatavola

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