ASSEMBLEA ANNUALE
DEI GIORNALISTI VENETI
PRESENTATA "LA STORIA"
DEL GIORNALISMO VENETO
"Dalla grande tradizione del giornalismo veneto, la via

L'Ordine dei giornalisti del Veneto lancia la sfida alla crisi attraverso un'operazione della memoria.
Nel corso dell'assemblea annuale di bilancio, il presidente Gianluca Amadori ha presentato la "Storia di tante storie", un volume edito da Biblioteca dell'Immagine per conto dell'Ordine, che racconta giornali e giornalisti della regione dall'Unità d'Italia ai giorni nostri, scritto a più mani grazie al contributo di una cinquantina di colleghi.
Nel corso dell'assemblea annuale di bilancio, il presidente Gianluca Amadori ha presentato la "Storia di tante storie", un volume edito da Biblioteca dell'Immagine per conto dell'Ordine, che racconta giornali e giornalisti della regione dall'Unità d'Italia ai giorni nostri, scritto a più mani grazie al contributo di una cinquantina di colleghi.
"L'opera nasce dalla consapevolezza che, soltanto recuperando la propria storia, il proprio passato, è possibile costruire solide basi per il futuro - ha spiegato Amadori -Non ha l'ambizione di essere un libro esaustivo. Questa storia costituisce soltanto l'inizio di un progetto più ambizioso: quello di costituire un archivio permanente su giornali e giornalisti del Veneto, che troverà spazio sul sito dell'Ordine e che verrà arricchito, almeno così mi auguro, dai contributi di tutti i colleghi".
Amadori ha anche ricordato l'importante sentenza del Consiglio di Stato del 17 marzo che ha confermato l'annullamento della delibera sull'Equo compenso, approvata nel giugno 2014 da Governo, Fnsi, Fieg e Inpgi) ritenuta in contrasto con i principi derivanti dall'articolo 36 della Costituzione. Secondo i giudici amministrativi un compenso può definirsi equo se è coerente con quello previsto dai contratti collettivi. Dunque, come aveva già stabilito il Tar, la delibera sull'Equo compenso deve essere riscritta.

Nel portare il saluto del Sindacato regionale, Alessandro Ragazzo ha rilevato come continui un pesante stato di crisi in tutti i settori dell’editoria e del giornalismo, soffermandosi in particolare sulla situazione del Gazzettino dove è in corso una proposta di ristrutturazione del settore dei poligrafici, mentre ha sottolineato l’intenzione del Sindacato di allargare ad altre realtà l’accordo per i collaboratori raggiunti con Athesis; ancora, ha assicurato l’attenzione del Sindacato verso le redazioni del gruppo Finegil alla luce del nuovo panorama conseguente all’accordo tra la Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX.
Nel settore della TV, si è soffermato soprattutto sulla situazione di Antenna Tre, esprimendo solidarietà ai colleghi che continuano a operare pur aspettando da mesi lo stipendio arretrato.
A fronte di tante sfide da affrontare con la professione sotto attacco, Ragazzo ha concluso ribadendo la piena collaborazione tra Ordine e Sindacato per fronteggiare tutti assieme e solidali un così difficile momento.
PREMIO ALLA CARRIERA
PREMIO ALLA CARRIERA
Ideatore e primo direttore nel 1976 di Radio Piave, oggi la più antica tra le radio della provincia ancora in attività, nel 1993 ha guidato una cordata che ha rilevato Tele Belluno, ne è diventato direttore e la ha rilanciata su tutto il territorio: oggi – ancora diretta da don Lorenzo – è l’unica testata televisiva della provincia di Belluno, presenta un’ampia e variegata offerta, e opera anche in diretta streaming.
Dal 1962 al 1992, don Lorenzo Dell’Andrea è stato direttore responsabile del settimanale diocesano “L’amico del popolo”, che sotto la sua direzione è diventato un giornale di informazione generale, pur tenendo ferma la propria vocazione di voce cattolica, raggiungendo e servendo un più vasto pubblico ancora lontano dalla stampa quotidiana.Esulano dall’ambito giornalistico, ma non possono essere taciute, le attività di don Lorenzo Dell’Andrea nell’ambito ecclesiale, dove ha ricoperto incarichi di altissimo rilievo, e la sua opera di ricerca e divulgazione nella storia e nella cultura della sua terra natale: è stato, tra l’altro, fondatore dell’Unione dei ladini di Selva di Cadore ed è autore di un vocabolario italiano-ladino; ed è stato ancora tra i fondatori dell’Unione cattolica stampa italiana del Veneto.
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