lunedì 15 dicembre 2025

Ryanair sotto la lente dell’Antitrust

 

Ryanair sotto la lente dell’Antitrust: rischia una maxi multa 

da un miliardo

Una possibile sanzione fino a un miliardo di euro accompagna la chiusura dell’istruttoria Antitrust su Ryanair, chiamata a rispondere delle modalità di vendita dei biglietti e delle pratiche contestate. Oltre all’importo della multa, l’Autorità valuta un possibile intervento sulle regole di vendita che può incidere su agenzie di viaggio e consumatori

Ryanair sotto la lente dell’Antitrust: rischia una maxi multa fino a un miliardo

Ryanair rischia una multa da un miliardo di euro per abuso di posizione dominante in Italia. Lo riporta il Corriere della Sera, secondo cui l’Antitrust sarebbe pronta a chiudere un’istruttoria che mette in discussione una parte centrale del modello di business della compagniaa partire dalle modalità di vendita dei bigliettiLa decisione è attesa con ogni probabilità il 22 dicembre e potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo per la low cost irlandesema per l’intero sistema della distribuzione turistica.

Un’istruttoria lunga e invasiva

L’indagine dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato è entrata nelle battute finali dopo oltre un anno di lavoroAvviata nel settembre 2023si è chiusa formalmente nelle ultime settimane con il deposito delle memorie difensive di Ryanair il 30 novembre e con l’audizione davanti all’Agcm il 10 dicembreUn’istruttoria tutt’altro che ordinariache ha incluso anche un’ispezione negli uffici di Dublino della compagniacon acquisizione di documenti ed e-mail interneIl procedimento, identificato come A568, riguarda un presunto abuso di posizione dominante nel mercato italiano del trasporto aereo.

Ryanair sotto la lente dell’Antitrust: rischia una maxi multa da un miliardo

Ryanair domina il mercato italiano, con quote tra il 38% e 50%

Secondo l’Antitrust, Ryanair avrebbe progressivamente ridotto lo spazio operativo delle agenzie di viaggiosia fisiche sia online, introducendo una serie di misure che hanno reso sempre più complessa la vendita dei propri biglietti tramite intermediariUna dinamica che assume un peso particolare in un Paese dove la low cost irlandese è il primo vettore per traffico, con quote comprese tra il 38% e il 50% sulle rotte domestiche ed europee.

Le misure contestate e il nodo delle agenzie

Tra gli elementi contestati figurano la verifica facciale imposta ai passeggeri che acquistano tramite agenzie onlineil sistema automatico di blocco delle prenotazioni considerate “anomale”, denominato “Shield”, e contratti di distribuzione ritenuti “squilibrati” dall’AutoritàL’effetto complessivo, secondo l’Agcm, sarebbe stato quello di spingere i consumatori verso il sito della compagnialimitando il confronto dei prezzile offerte combinate e la possibilità di scegliere canali di acquisto alternativi.

Una ricostruzione che trova conferma nelle memorie presentate da decine di agenzie di viaggio e tour operatorMolti operatori segnalano difficoltà operative concrete o l’impossibilità di vendere voli Ryanaircon ricadute economiche rilevanti soprattutto nel segmento leisure nella costruzione di pacchetti turistici con tratte brevi. Secondo queste testimonianze, aggiunge il Corriere, il problema non si limita alla vendita del bigliettoma si estende alla gestione post-acquistocheck-inmodifiche e assistenza finiscono spesso per ricadere sul passeggero anche quando l’acquisto è avvenuto tramite un intermediario.

La posizione dominante e le accuse dell’Antitrust

Per l’Antitrustil punto centrale è che la concorrenza sarebbe stata ostacolata non sul piano del meritoma attraverso restrizioni artificiali e condotte strategiche volte a ridurre la capacità competitiva delle agenzie online. La combinazione fra quota di mercato, ampiezza del network e ruolo centrale dei voli Ryanair per l’offerta turistica italiana configurerebbe una posizione dominante “non contestabile”.

Ryanair sotto la lente dell’Antitrust: rischia una maxi multa da un miliardo

Ryanair nega l’abuso e difende la vendita diretta come scelta legittima

La compagnia irlandese respinge però ogni addebito. Nella memoria difensiva, che supera le 200 pagine e include uno studio realizzato da una società specializzata, Ryanair sostiene che i sistemi di verifica dell’identità e i blocchi delle prenotazioni rispondono a esigenze di sicurezza e di contrasto alle frodi, non a logiche anticoncorrenziali. Ribadisce inoltre che nessuna norma europea impone a un vettore di stipulare accordi con le agenzie di viaggio online rivendica il modello di vendita diretta come base delle tariffe più basse offerte al mercato.

Il rischio sanzioni e il possibile cambio di modello

C’è poi un aspetto più tecnicoma decisivoSecondo Ryanairla definizione di “mercato” adottata dall’Agcm sarebbe «artificiosamente ristretta», tale da far salire la quota di mercato dal 34% - sotto la soglia di dominanza presunta dalla giurisprudenza europea - fino al 50%Una delimitazione che, a giudizio della compagnia, non rifletterebbe la reale concorrenza a livello continentaleUn’osservazione che, secondo due esperti interpellati dal Corriere, presenta «qualche fondamento». Nei documenti depositatiRyanair parla apertamente di «grave mistificazione dei fatti», accusando l’Autorità di aver costruito la “Comunicazione delle risultanze istruttorie” su una lettura eccessivamente aderente alle posizioni delle parti segnalantiLa low cost richiama anche una sentenza della Corte d’appello di Milano del 2024secondo cui la scelta di riservare a sé la vendita dei biglietti non costituirebbe abuso, in quanto economicamente giustificata e coerente con il proprio modello industriale.

Le possibili conseguenze restano comunque pesantiIn caso di conferma delle contestazionila sanzione potrebbe arrivare fino al 10% del fatturato globale annuo. Nel caso specifico, il perimetro dovrebbe riguardare i ricavi registrati in Italiapari in media a 2,7 miliardi di euro all’anno nell’ultimo trienniocon l’applicazione di eventuali aggravanti. Accanto alla multa, il provvedimento potrebbe includere anche misure correttiveEd è proprio questo l’aspetto che rende il caso particolarmente delicatoSecondo gli esperti consultatinon esistono precedenti di autoritànazionali o europeeche abbiano imposto a un’impresa di modificare il proprio modello di business. Nel caso Ryanair, l’Antitrust potrebbe arrivare a obbligare la compagnia ad accettare l’intermediazione nella vendita dei bigliettiincidendo direttamente sull’assetto commerciale costruito negli anni.

Per ora, conclude il Corriere, dalle parti coinvolte arrivano solo prese di posizione prudentiDall’Agcm nessun commento. «Poiché la decisione non è ancora stata presasarebbe inappropriato per noi commentare in questa fase» ha fatto sapere una portavoce di Ryanair. Nei documenti finanziari depositatila compagnia definisce l’indagine infondatapur riconoscendo che la società potrebbe incorrere in una decisione che accerti un abuso di posizione dominante epotenzialmentein una sanzioneche impugnerebbe davanti ai tribunalicon ricorso al Tar e il Consiglio di Stato.

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