venerdì 26 febbraio 2016

L?ALTRA GUIDA ENOGASTRONOMICA DI UCCI E DRAGO

L'altra guida 

enogastronomica 

di Ucci e Drago

Un viaggio lungo le regioni italiane con pochi riferimenti enogastronomici

L'altra guida enogastronomica di Ucci e Drago

La rossa Michelin

Era il 1900 quando i fratelli Michelin decisero di omaggiare gli automobilisti francesi, circa tremila, con un piccolo libro foderato di rosso. Nelle quattrocento pagine del volume erano riportate indicazioni e consigli su come cambiare i pneumatici e dove gonfiarli. In questo modo furono mappate le stazioni di servizio e i luoghi di ristoro della Francia, il tutto con un'attenzione particolare al rapporto qualità prezzo. Fu un successo.
La rossa Michelin
La rossa resta il massimo per una persona che intenda muoversi per un turismo associando alla gastronomia. L'interesse esploso negli ultimi anni per l'enogastronomia ha prodotto un fiorire di guide su vini, tipicità, ristoranti, agriturismi e locali pubblici. Si scrive e si pubblica di tutto,ma la quantità in questo caso va a vantaggio della qualità. La Michelin per non flettere conoscenze competenze ha codificato il mestiere di ispettore gastronomico, con tanto di scuola di formazione e contratto da dipendente con l'obbligo per l'ispettore di visitare almeno 250 ristoranti ogni anno, in maniera anonima.  

Guida con poche novità

Guida con poche novità
Non tutti possono avere la disponibilità economica della Michelin, ma una nuova guida enogastronomica deve essere ricca di novità sennò...
E c'era da aspettarsi di più dalla guida al turismo enogastronomico italiano curata da Nicola Ucci e Maurizio Drago. 650 pagine nelle quali si percorrono itinerari del gusto battendo le strade d'Italia. Il volume è ricco di foto e riporta sempre cartina geografica della zona, per consentire un miglior orientamento al turista straniero, perché c'è la traduzione inglese a fronte del testo italiano. Un viaggio che ripropone una descrizione dei prodotti tipici della zona, mentre era auspicabile un approfondimento sulle produzioni di nicchia e dei prodotti  poco conosciuti. Poco di nuovo, e con limitate indicazioni dei luoghi di ristoro e di accoglienza turistica e delle strutture dove poter acquistare i prodotti. C'è da augurarsi che questo sia il primo passo per Ucci e Drago per nuovi e più interessanti viaggi nel turismo enogastronomico italiano. 

Orfeo Meneghetti

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