lunedì 23 dicembre 2019

Dazi Usa, il Parmigiano Reggiano si allea per vendere di più e meglio

Dazi Usa, il Parmigiano Reggiano si allea 

per vendere 

di più e meglio


La Brexit, le tasse di Trump e il fenomeno dell'Italian sounding non fermano il “re dei formaggi italiani”, che sta dimostrando di saper cogliere, in mezzo alle difficoltà, preziose opportunità o importanti rivincite

Anche un problema serio (come i dazi americani) può diventare un’opportunità se non ci si limita alle polemiche. L’esempio viene dal Consorzio del Parmigiano Reggiano (uno dei simboli dell’Italian style a tavola) che, di fronte al rischio di perdere quote di mercato negli Usa per l’inevitabile aumento dei prezzi per le nuove tasse imposte da Trump, ha deciso di puntare con decisione sulla riaffermazione del valore del prodotto e della sua unicità.

Da qui l’accordo con Whole Foods Market (WFM), uno dei colossi leader nella grande distribuzione alimentare, per un programma di sostegno e sviluppo della Dop attraverso eventi, materiali informativi nei punti vendita e attività di marketing diretto sui clienti. Una novità assoluta per il sistema americano e per tutto il mondo delle Dop europee che, come noto, non sono viste di buon occhio negli Usa, dove i formaggi locali non godono ad esempio di queste tutele, pur avendo in alcuni casi anche produzioni di qualità.

Al di là del sostegno diretto alle vendite in oltre 500 strutture commerciali di WFM, l’accordo del Consorzio del Parmigiano Reggiano potrebbe avere ulteriori sviluppi, per molti versi straordinari, se si tiene conto che la società americana è stata acquisita due anni fa da Amazon, che proprio nell’area food sta rivedendo alcune delle sue scelte strategiche, l’ultima delle quali è la recente acquisizione di Deliveroo, per la quale si parla di un possibile sbarco negli Stati Uniti... Come dire che in caso di novità sul cibo in casa Amazon, il Parmigiano Reggiano sarebbe in pole position.

(Dazi Usa, il Parmigiano Reggiano si allea per vendere di più e meglio)

Ma a rendere un po’ più ottimisti sul futuro del “re dei formaggi italiani” (come di tutti quelli che si stanno muovendo per non farsi inchiodare dai dazi americani), non ci sono solo novità sul piano delle promozioni. L’anno si chiude sul formaggio emiliano anche con un altro risultato positivo quale il ritiro dal mercato inglese di un vasetto di vetro che nell’etichetta richiamava esplicitamente il “Parmesan”, il nome tarocco usato nel mondo per le imitazioni del Parmigiano Reggiano, ma che in Europa è vietato.

Coi tempi che corrono e la Brexit ormai inevitabile, si sarebbe potuto temere un qualche irrigidimento degli inglesi. Tanto più che il Regno Unito è il quarto mercato estero per il Parmigiano Reggiano con 6.940 tonnellate di prodotto importato nel 2018 e molti concorrenti puntano a sostituire gli italiani. Che senza opposizioni il prodotto (con l’etichetta “grated Italian style Parmesans” e che in realtà non contiene formaggio...) sia stato invece ritirato dal mercato è un buon segno e lascia intendere che a Brexit realizzata non ci dovrebbero essere cambiamenti significativi dal punto di vista della protezione del marchio, poiché, non dimentichiamolo, Parmigiano Reggiano è un marchio registrato nel Regno Unito e gode della relativa protezione legale che si estende anche al termine “Parmesan”.
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